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Prima la festa. Poi si ricomincia. E la Juve ora non ha più un solo minuto da perdere. Fino a giovedì sera, Andrea Agnelli ha provato a fare in modo che le divergenze tra la coppia Nedved-Paratici e Max Allegri potessero rientrare: non ci è riuscito. Venerdì mattina quindi la decisione, di esonerare il tecnico degli ultimi cinque scudetti. Perché, in serenità, con il sorriso e qualche lacrima di commozione, di esonero si tratta. Adesso però è tempo di definire, il più in fretta possibile, il dopo Allegri.

INZAGHI E SARRI – Bloccato Simone Inzaghi. La prima notizia è questa. Averlo bloccato, non significa averlo preso. Perché l'amico di sempre di Fabio Paratici e il compagno di scudetto di Pavel Nedved ai tempi della Lazio, è una scommessa che i due sono convinti di poter vincere. Ma non è la prima scelta, non è di sicuro l'unico nome da provare a portare a Torino. E perché portarlo via dalla Lazio è tutt'altro che scontato: c'è sempre lo scoglio Lotito da superare, la sua resistenza potrebbe cedere più per affetto e stima di Inzaghi che non per un impeto di collaborazione con la Juve. Inzaghi quindi, è lui la rete di salvataggio della Juve. Che pure intensifica i contatti su altri fronti, da Sinisa Mihajlovic a – soprattutto - quello che porta a Maurizio Sarri: la sua avventura al Chelsea sembra già ai titoli di coda, il suo posto è stato prenotato da Frankie Lampard, mentre l'ex Napoli piace anche a Roma e Milan. Sarebbe un colpo di teatro pensando e ripensando alla guerra passata, anche alla frecciatina ricevuta proprio da Allegri venerdì pomeriggio. I contatti ci sono, la risposta di Sarri (e Agnelli) ancora no.

I TOP - “Inzaghi è bloccato, ma la Juve sta inseguendo un profilo al top, un grosso nome”: questa è la strategia che da più parti trova conferma. I grossi nomi d'altronde non mancano. Il primo è sempre quello di Antonio Conte: abbiamo raccontato del no di Elkann e Agnelli al suo ritorno, quando però il tentativo del presidente bianconero era quello di trattenere Allegri, ora che l'ha dovuto mandare via anche questo scenario può cambiare e l'accordo verbale tra l'Inter e Conte potrebbe vacillare sotto i copi della voglia di Juve dell'ex ct della Nazionale. C'è poi Jorge Mendes che ha proposto più volte José Mourinho, facendosi garante diretto del rapporto tra lo Special One e Cristiano Ronaldo. E ancora, occhio a cosa sta succedendo a Madrid tra Florentino Perez e Zinedine Zidane: se davvero si arrivasse alla rottura, Zizou saprebbe di dover solo concludere quel discorso avviato un paio di mesi fa con Agnelli che solo la maxi-offerta del Real ha interrotto proprio sul più bello. Fuori mercato, forse, invece le richieste di Mauricio Pochettino per l'ingaggio e del Tottenham per liberarlo. Venerdì la decisione di dire basta ad Allegri, sabato la conferenza, domenica la festa. E da lunedì inizia la caccia all'erede.