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Pessime notizie per la Juve dalla Francia. Nonostante la sconfitta ai calci di rigore (5-6), il Lione ha tenuto testa ai campioni del Paris Saint Germain per 120 minuti riuscendo a non subire nemmeno un gol, un esito che se replicato a Torino varrebbe la qualificazione ai quarti di Champions League.

Al contrario, il Paris Saint-Germain ha vinto senza brillare, anzi. Il peggio è che Tuchel ha perso anche Kurzawa, Thiago Silva e Marquinhos. Ora è vero che Gasperini, molto sportivamente, ha detto che non vuole vincere puntando sulle disgrazie altrui. Tuttavia un Psg rimaneggiato (mancherà anche lo squalificato Di Maria) incoraggerà l’Atalanta verso l’impresa.

Garcia gioca un 3-5-2 molto fisico, pratica un pressing offensivo e non lascia quasi nulla all’avversario. Per carità non è la riproposizione del difensivismo “cholista”, ma trovarselo tra i piedi tra sei giorni è una delle peggiori seccature che potessero capitare ai neo campioni d’Italia.

Contro il Psg, il Lione non ha certo fatto la partita e si è visto solo per le ripartenze e qualche trama occasionale, ma venerdì a Torino partirà da una posizione di vantaggio che gli permetterà di gestire due risultati su tre e diverse altre opzioni se gli accadrà di segnare un gol.

Per me - l’ho già anticipato - la Juve rischia seriamente l’eliminazione e Sarri l’esonero. Sopratutto se i ritmi dovessero essere bassi, causa caldo o stanchezza. Ma a distanza di 145 giorni dall’ultima partita, il Lione non ha mostrato né una desuetudine tattica, né agonistica.

Casomai sono stati molti gli errori tecnici, sia nella circolazione della palla, sia nell’ultimo passaggio.

Giustamente i tifosi atalantini si chiederanno quali siano le condizioni del Paris Saint-Germain avversario nel quarto di finale in Portogallo. Il migliore è stato Marco Verratti, l’italiano che non ha ancora esordito in serie A. Il peggiore Mauro Icardi, sostituito al 58’, forse per un contrattempo fisico. L’ex interista si è visto solo in un contropiede sprecato per dabbenaggine e subalternità nei confronti di Neymar. Il brasiliano è una specie di Cristiano Ronaldo del Psg, gioca per se stesso e cercando l’iperbole tecnica, ma rispetto allo juventino ha molta meno classe e incidenza. E dire che ieri notte, oltre a provare il gol con il tiro da fuori e con il tiro a giro, un delizioso servizio per Di Maria lo ha pure sfornato. Solo che l’argentino ha rovinato tutto con un tiro moscio.
Neymar è tornato a fare l’egoista all’inizio di ripresa quando, favorito da un grave errore di Denayer, è entrato nell’area del Lione e non ha servito Sarabia solo al centro della porta. Che però fosse lui il pericolo numero 1 lo si è percepito fino alla fine. All’85’, con uno splendido colpo di testa di Neymar, è stato messo in angolo da Lopes, un ottimo portiere.

In tutto questo il Lione non stava esattamente a guardare anche se i tentativi di andare in gol sono venuti solo da punizione (Cornet) o da contropiede che si affievolivano sempre di più.

Partita oggettivamente brutta, condizionata dal caldo parigino e non immune dal tatticismo. Non so Tuchel, ma Garcia è un mestierante dei sistemi di gioco e, com’era prevedibile, è arrivato al novantesimo senza prendere gol. Così si è andati ai supplementari, però senza Thiago Silva e con Paredes in campo (Marquinhos è scalato a centrale di difesa).

Ovviamente il confronto non solo non è migliorato, ma è diventato stucchevole. Sono aumentati i falli e di conseguenza le pause dopo ogni intervento dell’arbitro. Per paradosso il Lione ha tenuto più la palla nel secondo tempo supplementare, portando un maggior numero di uomini sia nella metà campo che nell’area avversaria. 

All’ultimo secondo, però, Di Maria è stato atterrato a pochi centimetri dall’area avversaria. Niente rigore, ma espulsione di Rafael. La punizione, battuta dal vorace Neymar, è finita alta.

Rigori, dunque. Segnano tutti fino al decimo rigore. Poi Traorè si fa ipnotizzare da Keylor Navas e Sanabria regala la Coppa di Lega al Paris Saint Germain.