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Alla Juventus, Andrea Pirlo ritrova tre ex compagni di campo, con i quali ha condiviso vittorie e sconfitte in bianconero e in Nazionale: Gigi Buffon, Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci. Da sempre, nel mondo del calcio, è una situazione molto delicata quella in cui un ex giocatore, ancora giovane, si ritrova ad allenare giocatori con i quali ha condiviso anni di vita di spogliatoio. Ciro Ferrara, al quale è capitata una situazione simile, ne evidenzia i rischi: "Allenare gli amici era stato un problema per me? Gigi ad esempio ha un ruolo non da protagonista in campo, ma decisamente importante nello spogliatoio e potrà aiutare. Io ho avuto qualche difficoltà nel momento in cui ho dovuto prendere decisioni da allenatore e quindi lasciar fuori qualcuno".

BANCO DI PROVA - Detto che elementi come Buffon (che sui social ha accolto Pirlo con un "Devo chiamarti mister?"), Chiellini e Bonucci all'interno della Juve hanno un peso specifico enorme, al pari di quello di Cristiano Ronaldo, e che tutti hanno recitato un ruolo importante per l'esito dell'avventura di Maurizio Sarri sulla panchina dei campioni d'Italia, per il neo allenatore Pirlo uno dei primi banchi di prova, forse il più importante, sarà proprio quello che riguarda la gestione dei senatori.
IL RUOLO DI AGNELLI - Ed è superfluo dire che l'ex numero 21 non dovrà guardare in faccia a nessuno, soprattutto agli occhi del resto dello spogliatoio. Nel far questo, il campione del Mondo avrà con tutta probabilità quel supporto societario, a partire dall'endorsement di Andrea Agnelli, che Sarri probabilmente non ha avuto nell'anno trascorso a Torino. E proprio il presidente nei momenti successivi all'eliminazione con il Lione ha fatto una precisazione che avrà fatto fischiare le orecchie a qualcuno, quando ha affermato che "la Champions League non è più un sogno ma un obiettivo", il primo obiettivo. Negli stessi minuti, invece, Bonucci affermava che l'obiettivo stagionale era lo scudetto, e quello era stato centrato, per poi fare retromarcia il giorno dopo, scrivendo in sostanza: "Ci resta uno scudetto storico, ma quando si indossa questa maglia puntare al massimo è sempre un dovere, purtroppo non ci siamo riusciti". 

La strada tracciata dal vertice della Juve è chiara. Pirlo dovrà essere bravo a non farsi condizionare dai suoi ex compagni. Ma anche loro non possono sgarrare, con comportamenti e dichiarazioni.