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Sarà un finale di campionato particolarmente teso e ricco di significati quello che vedrà protagonista la Juventus di Andrea Pirlo. Se nel recentissimo passato l'abitudine consolidata era diventata di veder festeggiare - spesso con largo anticipo - scudetti in serie per la formazione bianconera, questa stagione piena di alti (pochi) e bassi (parecchi) è derubricabile come "di transizione", ma la conquista di un piazzamento Champions League diventa più che mai necessaria per allontanare lo spettro di un avvenire ancora più complicato. Le vicissitudini extra-campo legate al progetto Superlega e alla scomoda posizione assunta dal presidente Agnelli hanno fatto il resto, facendo passare per un attimo in secondo piano un'altra questione piuttosto spinosa: il futuro di Cristiano Ronaldo.

QUANTI CAPRICCI - Il campione portoghese non è andato a segno nelle ultime tre partite di campionato (a Bergamo era assente per un leggero infortunio) e da alcune settimane non fa nulla per nascondere il proprio malessere. L'annata della Juventus, per la prima volta chiamata a guardare gli altri apprestarsi a vincere e fuori anzitempo dalla fase calda della Champions League, ha certamente influito sullo stato d'animo di CR7 e le nubi che si sono addensate sul club bianconero, soprattutto dal punto di vista economico, non lasciano ben sperare in vista della stagione che verrà, l'ultima da contratto per il fenomeno di Madeira. I problemi della squadra, sì, ma nel momento clou del campionato della Juve stanno emergendo in maniera più nitida del solito quegli aspetti della personalità del giocatore - in alcuni casi veri e propri vezzi e "capricci" da superstar -  che hanno generato un po' di freddezza nei suoi confronti nello spogliatoio. L'episodio della maglia nella sfida casalinga col Genoa, la scelta di non stringere i denti per il match sul campo dell'Atalanta e la plateale gestualità verso i compagni nelle ultime uscite iniziano a diventare una fastidiosa costante.
EGOISTA - Lo stesso Paulo Dybala, che calcisticamente non ha mai trovato una vera e propria intesa con Ronaldo dal giorno del suo arrivo a Torino, ha rivelato un retroscena abbastanza curioso nella chiacchierata su Twitch con lo streamer spagnolo Ibai Llanos: "Le punizioni sulla destra spettano a me, quelle a sinistra a lui. Contro il Parma c'era una punizione che era per 3 metri nella mia zona e lui insisteva che fosse verso sinistra. A me nemmeno piace discutere...". Spirito di competizione e maniacalità al massimo livello, ma che in fondo rivelano la natura decisamente egocentrica del personaggio CR7. Che per la Juve di oggi e anche di domani è tutt'altro che intoccabile, col fardello di un ingaggio da 31 milioni di euro netti che in pochi nel mondo possono permettersi di corrispondergli. 

QUALE FUTURO? - Da Madrid, sponda Real, è arrivato nei giorni scorsi un 'no grazie' piuttosto chiaro da Florentino Perez rispetto a un ipotetico ritorno in Spagna. Il Paris Saint-Germain delle stelle, soluzione sondata informalmente dall'agente Jorge Mendes, al momento è ancora coinvolta nella doppia trattativa per blindare Neymar (a un passo dal rinnovo) e Mbappé e dunque attenzione a un'idea - attualmente non è nulla di più - che conduce ad un'altra reunion, quella col Manchester United. Del resto, il tecnico dei Red Devils Solskjaer è uscito abbastanza allo scoperto ("Lo rivorrei in squadra con noi") e da quelle parti Paul Pogba da tempo non è più lui e non ha nascosto che un giorno vorrebbe tornare a vestirsi di bianconero. Parole per ora, sogni e suggestioni, ma nel concitato finale di stagione juventino c'è anche un'incognita che si chiama Cristiano Ronaldo.