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Tecnicamente, il rientro di Adrien Rabiot sarebbe stato il più semplice da organizzare, anche il più immediato da ipotizzare: poche ore di auto infatti separano Torino dalla Costa Azzurra dove ha deciso di trascorrere il periodo di lockdown e anche i primi giorni della fase due, con la ripresa degli allenamenti in gruppo che ora è ufficiale anche lui però tornerà alla base tra oggi domani. Nei fatti rappresenta invece la situazione più tesa da gestire in casa Juve. Anche più di quella legata a Gonzalo Higuain, in costante contatto con la società bianconera e ancora in Argentina d'accordo con il club per i delicati motivi familiari legati alla salute di mamma Nancy: restano le questioni su presente e futuro da gestire, ma verranno affrontate al momento opportuno. Tornando a Rabiot, come anticipato da Calciomercato.com, la situazione è invece del tutto simile a un muro contro muro sotto consiglio di mamma Veronique e del suo entourage: il centrocampista francese ha deciso già di andare via, ritenendo deludente e conclusa la sua avventura juventina dopo appena pochi mesi.

LA TENSIONE – Era riuscito a ritagliarsi sempre maggiore spazio in questo 2020, poi il flop di Lione ha in un certo modo resettato tutto. E l'accordo sulla riduzione degli ingaggi trovato tra tutta la squadra e la società non è invece stato gradito da mamma Veronique, che anche per questo sta consigliando ad Adrien di rimandare il più possibile il ritorno alla base, d'altronde gli allenamenti per il momento sono facoltativi e fino a ieri sera mancava ancora una data ufficiale per la ripresa dell'attività in gruppo. Certo, il viaggio resta breve e in un paio d'ore Rabiot potrà dare il via al proprio isolamento di due settimane a Torino, ma la tensione resta.
IL FUTURO – Così come continuano i contatti con altri club interessati alle sue prestazioni. La voglia di fuga potrebbe portare Rabiot in Premier League, forse unico campionato dove poter trovare ingaggi del tutto simili a quello percepito alla Juve (7 milioni netti più ricchi bonus). Discorsi avviati soprattutto con l'Everton di Carlo Ancelotti, ma anche con il Manchester United, aspettando che altri club possano iscriversi alla corsa, magari anche in Liga.