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Doveva essere il suo momento. Un po' perché Blaise Matuidi era infortunato, un po' perché gli ultimi segnali lanciati erano stati positivi. Poi la sosta ha cambiato tutto: Matuidi ha recuperato a tempo di record dalla frattura alla cartilagine della decima costa, Adrien Rabiot invece si è fermato per un affaticamento muscolare. Si è allenato a parte ieri, ha continuato a seguire il programma personalizzato pure oggi, proprio come Cristiano Ronaldo. Così il momento di Rabiot è destinato ad essere nuovamente rimandato a data da destinarsi, inteso come il momento in cui potrà prendersi scena e posto da titolare in pianta stabile.

QUANTI DUBBI – Non sarà la partita quindi il vero punto di (ri)partenza per Rabiot. La sua stagione in bianconero fin qui sta trascorrendo tra più bassi che alti, per vari motivi è di fatto diventato la riserva di Matuidi. Almeno per ora. Un ruolo che gli sta stretto, che Rabiot sta cercando di scrollarsi di dosso come la ruggine di mezza stagione gettata al vento col Psg in assenza di rinnovo contrattuale. Proprio per quello è riuscito ad arrivare alla Juve, anche se non si aspettava di certo di dover aspettare così tanto il suo momento. Che quando sembrava arrivato, lo sta vedendo fermarsi ai box. Quello che non si ferma è il mercato: non si placa il suo appeal, difficile pensare che possa lasciare la Juve dopo così poco tempo ed è alla Juve che Rabiot spera di imporsi nel lungo periodo. Però il Tottenham è andato ben oltre qualche sondaggio, aspettando di capire come l'avvento di José Mourinho possa cambiare anche questa situazione, legata ma non troppo al futuro di Cristian Eriksen. E pure dal Bayern Monaco giungono segnali di interesse nonostante l'obiettivo primario rimanga forse Emre Can. Il momento del mercato in ogni caso può aspettare, almeno qualche mese, salvo sorprese e accelerate improvvise. Quello di Rabiot protagonista della Juve invece si sta facendo aspettare molto più del previsto.