Juve, la verità su Rugani: senza l'infortunio di Chiellini sarebbe andato allo Zenit
34
Il 2019 di Daniele Rugani ha vissuto già così tanti saliscendi, così tante fermate e ripartenze, che le montagne russe narrata da Gonzalo Higuain nell'immediato post Juve-Napoli possono sembrare una giostra per bambini. A gennaio la fuga di Mehdi Benatia lo ha fatto finalmente diventare prima alternativa dopo quattro stagioni alla coppia Giorgio Chiellini-Leonardo Bonucci, l'infortunio del capitano lo ha rilanciato titolare nelle sfortunate sfide dell'anno contro l'Ajax, il rinnovo con raddoppio dell'ingaggio sembrava definitivamente trasformarlo nell'erede della BBC. E invece il mercato ha fornito scenari diversi, l'arrivo preventivabile di un big seppur giovane come Matthijs de Ligt, quello meno programmato di Merih Demiral che lo ha ben presto superato nelle gerarchie del suo mentore Maurizio Sarri. Quindi il primo infortunio di Chiellini con annesso recupero anticipato, la decisione di metterlo sul mercato nonostante per un motivo o per l'altro siano sfumate tutte le piste più calde (Arsenal e Wolverhampton, Barcellona, Monaco e Roma), infine l'ultimo infortunio di Chiellini e una tre giorni frenetica di fine mercato che lo ha visto restare non senza continui tentennamenti. Ce n'è abbastanza, forse fin troppo. Alla fine è rimasto, Sarri sa tutto di lui e lui conosce Sarri, in fondo è abituato a partire in fondo alla fila. C'ERA LO ZENIT – Venerdì, mentre la Juve registrava il grave infortunio di Chiellini, il suo agente Davide Torchia sembrava intanto aver trovato la giusta soluzione dopo settimane di trattative complicate. E la pista in grado di accontentare tutti era quella che avrebbe condotto Rugani allo Zenit San Pietroburgo. Il club russo del ds Javier Ribalta, ex capo osservatori di Juve e United, era vicino all'intesa con la Juve, il giocatore ormai sembrava convinto a ripartire nonostante il netto cambio di vita richiesto. Si avvicinava l'ok, poi il messaggio di Paratici venerdì scorso per sospendere la trattativa, ancora ripartita sabato e fatta definitivamente saltare domenica con la bocciatura da parte di Maurizio Sarri di Jerome Boateng. Su e giù, start e stop: la corsa di Rugani continua con la maglia della Juve.
sai FLOYD io penso sia troppo semplice così, tu dici che non è da juve, fammi capire questo ha fatto 3 anni di panca, non hanno mai preso i considerazione l’idea di fargli fare le ossa in altre squadre visto che per lui spazio non ne avevate, poi però magicamente quelli forti diventano vecchi e lui che viene comunque da 3 anni di panca deve trasformarsi nel difensore di talento di 3 anni prima? e dimostrare di essere da juve, mi sembra la storia di mauri che da noi al milan non hanno mai fatto giocare due partite di fila, e poi viene bollato come inadatto, se vuoi un giocatore forte, devi farlo giocare, se non puoi farlo giocare devi darlo in prestito a chi può farlo, solo così un giovane matura e prende fiducia nei propri mezzi, perchè l’unica esperienza che ha in serie A Rugani è la stagione con l’empoli il resto sono qualche apparizione e niente più
34