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Numerosi sono gli intrecci di mercato che possono essere indicati come emblemi del plusvalenzificio juventino e hanno richiamato l'attenzione sia della Consob che della Procura di Torino. Ma dovendone indicare uno particolarmente significativo, la scelta non può non cadere sull'affare Rovella. Un dossier di mercato dove a essere trasferiti sono stati esclusivamente i valori finanziari e senza che il suo principale protagonista, il centrocampista genovese classe 2001, si sia mai mosso. Ma il passaggio dei suoi diritti economici da parte genoana a parte juventina ha comportato il trasferimento al Genoa di due calciatori provenienti dall'Under 23 bianconera (Elia Petrelli e Manolo Portanova) e soprattutto un valore complessivo da 36 milioni di euro. Che fanno 18 milioni di euro in plusvalenze, o giù di lì.

Tutti i dettagli di questa trama di mercato viaggiano lungo la linea dell'eccesso. Le valutazioni assegnate ai calciatori sono totalmente irrazionali sia rispetto all'effettivo valore dei calciatori stessi, sia riguardo all'utilità (praticamente nulla) che i club “acquirenti” ne hanno tratto in termini di prestazioni. E mai come in questo caso si dimostra l'insensatezza dell'argomento secondo cui ogni valutazione di un calciatore è giustificata nella misura in cui vi sia un club pronto a pagare la cifra richiesta. Un discorso che sarebbe valido se si trattasse di transazione condotta secondo lo schema “cessione di diritti alle prestazioni sportive in cambio di denaro”, ma che perde d'essere difendibile davanti allo schema “cessione di prestazioni sportive in cambio di cessione di prestazioni sportive, condotte entrambe su valori gemelli”.

Ma torniamo al caso che coinvolge il giovane Nicolò Rovella. Che a gennaio 2021, quando la Juventus si appresta a acquisirlo, è in scadenza di contratto. Dunque la società bianconera potrebbe prenderlo a 0 euro da subito e acquisirlo in termini effettivi a partire dal 1° luglio. E invece succede che il centrocampista classe 2001, assistito dall'agente Giuseppe Riso, rinnovi il contratto col Genoa giusto pochi giorni prima che si concretizzi il maxi-scambio con la Juventus. Esso è basato su un'architettura apparentemente complessa di scambio dei valori finanziari. Come riferisce il comunicato ufficiale emesso dal club bianconero in data 29 gennaio, la valutazione data a Rovella è di 18 milioni di euro, ma quel valore si può incrementare di ulteriori 20 milioni “al maturare di determinate condizioni”, ciò che potenzialmente porterebbe a 38 milioni di euro il costo del calciatore. Cui viene fatto firmare un contratto con scadenza 30 giugno 2024, senza però portarlo via da dove si trova poiché resta al Genoa in prestito fino al 30 giugno 2022. Per il Genoa è tutta plusvalenza e i primi 5 milioni di euro di questo attivo vengono già riportati nella relazione finanziaria al bilancio chiuso al 31 dicembre 2020, nella voce relativa ai fatti accaduti dopo la chiusura del periodo di esercizio. La parte restante è legata ai premi a rendimento e arriverà.  Quanto a Portanova e Petrelli, i valori indicati nel comunicato della società bianconera sono i seguenti: Portanova viene ceduto per 10 milioni di euro, incrementabili di ulteriori 5 milioni di euro, con plusvalenza per la società bianconera di 9,6 milioni di euro; dal canto suo Petrelli viene ceduto per 8 milioni di euro, valore incrementabile di ulteriori 5,3 milioni di euro, con plusvalenza per la Juventus di 7,6 milioni di euro.
Il tourbillon dei bonus non inganni, poiché è alle cifre effettive dello scambio che bisogna guardare: 18 milioni di euro contro 18 milioni di euro. Valori impegnativi, per calciatori che alle società “acquirenti” sono stati fin qui di nessuna utilità. Rovella non è servito alla Juventus perché non si è mai mosso da Genova e non lo farà almeno fino al 30 giugno 2022. E quanto a Portanova e Petrelli, qual è stata la loro utilità per il Genoa? Nel loro caso i dati sono imbarazzanti. Portanova è approdato al Genoa nel gennaio 2021, e da allora ha messo insieme soltanto 4 spezzoni di partita in Serie A (3 nello scorso campionato, 1 nel campionato in corso) per complessivi 95 minuti. Che per un valore di 10 milioni di euro significa un costo di oltre 105 mila euro a minuto giocato. Quanto a Elia Petrelli, il Genoa non lo ha nemmeno preso in considerazione. Arrivato a Genova a gennaio 2021, è stato immediatamente girato in Serie B alla Reggina dove ha giocato soltanto uno spezzone da 12 minuti. È successo nell'ultima gara di campionato, persa 4-0 in casa dalla squadra amaranto contro il Frosinone. Tornato a Genova la scorsa estate è stato nuovamente prestato in B all'Ascoli. Dove in questa stagione, fra infortuni e panchine, non ha mai messo piede in campo. Tenuto conto del suo valore finanziario di 8 milioni, ciascuno dei 12 minuti giocati con la Reggina è costato oltre 666 mila euro. E a partire da questi dati è davvero difficile ipotizzare che i due neo-genoani facciano fruttare dei bonus per la Juventus. Quanto ai discorsi sulla libertà di dare valutazioni ai calciatori da parte delle società, ciascuno faccia le proprie considerazioni.

@pippoevai