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"Sarri mi ha detto che posso diventare uno dei più forti al mondo". Parola di Rodrigo Bentancur, qualche giorno fa. "Sono molto curioso su Bentancur, le sensazioni in allenamento sono di alto livello. Si sta allenando su due ruoli, principalmente da vertice basso. Le sensazioni su di lui sono forti, credo possa diventare un giocatore importante". Le parole di Maurizio Sarri alla sua prima conferenza pre-campionato, post polmonite, prima della sfida contro la Fiorentina. E alle parole sono seguite i fatti: perché il debutto dell'ex Boca Juniors nell'era Sarri è arrivato proprio contro la Viola. E da lì è stato un crescendo. 

I NUMERI - Sempre titolare, in campionato, dal 26 ottobre, dal pareggio contro il Lecce, fino alla scorsa settimana, dove ha confezionato l'assist a Cristiano Ronaldo per il vantaggio sulla Lazio. Poi, il ko: uscito al 41esimo, i biancocelesti hanno pareggiato al 44esimo. Importante, quasi fondamentale per Sarri: tanto che, ora, il tecnico forza il rientro pur di averlo. 

DA REGISTA - Sempre mezzala, ora è il turno di accentrarsi, dettare i tempi e vestire i panni del vice Pjanic. "Si sta allenando principalmente da vertice basso", le parole di Sarri a inizio stagione riecheggiano a Vinovo: l'uruguaiano, che sembrava dovesse star fermo una settimana, è rientrato oggi in gruppo e giocherà titolare contro l'Udinese al posto del bosniaco. Meglio un Bentancur che ha forzato il rientro piuttosto che... Adrien Rabiot. Il francese non ha convinto Maurizio Sarri nella sfida Champions vinta contro il Bayer Leverkusen, e si accomoderà ancora in panchina, con Emre Can e Matuidi ai lati di Bentancur. Poteva essere una nuova occasione per l'ex Paris Saint-Germain, e invece no: Sarri punta tutto sul suo pupillo.