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Ora la Juve non può più aspettare: serve il miglior Matthijs de Ligt. Il grave infortunio subito da Merih Demiral nella sfida di domenica scorsa all'Olimpico di Roma obbliga l'olandese a bruciare le tappe di un recupero e un adattamento che, nelle ultime settimane, si era fatto più lento e pieno di ostacoli. Anche grazie, va detto, all'ottimo momento di forma dello stesso Demiral, capace di superare prima Rugani e poi l'olandese. Come? Prima sul mercato e poi in campo. In estate, infatti, sembrava il turco l'indiziato a partire, salvo poi ripiegare sull'ex Empoli (rimasto a Torino per l'infortunio di Chiellini). In autunno, invece, l'ex Sassuolo aveva sorpassato proprio de Ligt nel ruolo di vice-Chiellini al fianco di Bonucci.

SCATTA L'ORA - Eh già, perchè le prime uscite italiane dell'olandese erano state tutt'altro che convincenti. Il rigore causato a San Siro contro l'Inter, la sbavatura in area contro il Bologna, il fallo di mano a Lecce costato due punti in classifica: errori che avevano macchiato la sua prima parte di stagione, attirando a sé inevitabili critiche legate allo stipendio e al costo del cartellino. Sarri lo ha sempre difeso, motivando i lapsus del difensore con l'adattamento e qualche problema fisico, confidando sulle sue doti per il futuro. Lo stesso ha fatto la società: le parole di Paratici hanno fatto eco a quelle del tecnico: "Diventerà il miglior difensore al mondo". Ma the moment is now, come dicono dall'altra parte dell'Oceano. La difesa bianconera, ora, è in emergeza: in attesa di Chiellini (la Juve lo aspetta per i primi di marzo), serve il miglior de Ligt, i cui segnali di miglioramento si sono visti proprio nella trasferta di Roma, quando - subentrato a Demiral - è sembrato attento e preciso in un paio di chiusure su Dzeko. Nelle ultime settimane, Matthijs ha dovuto fare i conti con acciacchi tra spalla e adduttori. Ieri, tuttavia, Sarri lo ha definito "in grandissima ripresa". Il tempo dell'attesa, ora, è finito...