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Scusate se l’avevo detto, scritto e ribadito. L’Atalanta ha sbancato lo Stadium (1-0) e ha spedito la Juventus a meno sette punti dal quarto posto dove, come ho spiegato questa mattina, non arriverà mai. Non bastasse tutto quel che ribolle fuori dal campo, la Juve inanella la sua seconda stagione fallimentare consecutiva (Presidente Agnelli è sicuro che l’anno con Sarri, culminato con uno scudetto vinto due volte, fosse un anno di m….?), prima con Pirlo e poi con Allegri, e si avvia ad un decisivo ridimensionamento (se non di peggio) per l’anno che verrà.
Tuttavia non sarei del tutto onesto intellettualmente, se non riconoscessi che la Juve non ha giocato così male come avrei pensato, anzi. Ad essere obiettivi nel secondo tempo ha avuto la palla più dell’Atalanta, costretto Musso a due interventi decisivi e colpito, con Dybala, al 94’ la parte alta della traversa su punizione. Insomma il pareggio sarebbe stato tutt’altro che scandaloso, soprattutto se consideriamo che Allegri ha perso Chiesa alla fine del primo tempo e McKennie a metà ripresa. Se a questo aggiungiamo una grande occasione mancata da Chiesa (superbo recupero di Toloi) il quadro rappresentato dice che la Juve è stata in partita dall’inizio alla fine.

SENZA IDEE - Per contro, l’Atalanta che ha vinto non è stata la migliore. Ha segnato il gol decisivo con Zapata (28’), a causa di un grave errore di de Ligt, ha avuto due mezze occasioni nella ripresa (sulla seconda ha reclamato un inesistente rigore per presunto fallo di Cuadrado su Pasalic) per il resto si è difesa con le buone e, qualche volta, anche con le cattive, sempre con molto mestiere e atletismo. Ma non ha brillato in avanti come in Svizzera (stavolta, però, ha tenuto la porta inviolata) ed è stata parzialmente sorpresa dalla decisione di Allegri di schierare quattro attaccanti (Dybala, Morata, Kean e Bernardeschi nel finale). Da qui la mossa di Gasperini di togliere Zappacosta, un incursore laterale, con Palomino, un centrale difensivo.
Mancavano venti minuti alla fine e la Juve ha provato il tutto per tutto. Purtroppo per i bianconeri e i loro tifosi, le idee latitano sempre e Allegri non ha aiutato la squadra nonostante predicasse calma. Serve molto di più per invertire la rotta e, soprattutto, per ripristinare una squadra decente. Al contrario di ciò che si sospettava, la Juve ha cominciato con un 4-3-3 (Chiesa affiancava Morata e Dybala) che diventava 4-4-2 in fase difensiva.  Il solito 3-4-2-1, invece, per l’Atalanta con Zapata a fare reparto da solo con Pessina e Malinovskyi a sostegno. 
De Ligt ha mostrato subito la sua cattiva serata, sbagliando un paio di retropassaggi. Sul primo dei quali, Zapata ha servito Freuler che ha ha tirato alto.  Tutt’altro che intimidita, la Juve si è vista attraverso Dybala (slalom in area con tiro a giro debole) e poi (20’) ha creato la migliore occasione della partita. Locatelli è uscito dalla fase difensiva servendo McKennie, Chiesa ha tagliato dentro e l’americano gli ha fornito una palla perfetta. Chiesa ha cercato di tirare ma Toloi l’ha rimontato e contenuto. 

L'ERRORE DI DE LIGT, IL GOL DI ZAPATA - Non posso dire che quello fosse il migliore momento della Juve, però la gara era molto equilibrata. A romperla ci ha pensato Zapata, servito da un anticipo di Djimsiti su Morata, con un destro potente sotto la traversa. Grave l’errore di de Ligt che, al contrario di Bonucci, ha tenuto in gioco il colombiano. La Juve ha reagito senza però creare occasioni. L’unica (33’) l’ha avuta Dybala che ha tirato maldestramente dal limite, seppure con il sinistro. L’ingresso di Bernardeschi per Chiesa ha abbassato la velocità e lo spunto della Juve. Infatti la prima mezza opportunità è stata per l’Atalanta con Pessina anticipato da de Ligt ad un passo dalla porta. 

IL FINALE - Poi, pur senza diventare un assalto, la Juve ha stretto l’Atalanta nella propria metà campo e al 59’ i bianconeri hanno avuto due palle buone per andare in gol. Un grande lancio di Bonucci per McKennie, fermato con il petto da Musso. Un tiro potente, ma alto, di Dybala dopo tentativo di Bernardeschi. Ma da lì alla fine due sole sono state le conclusioni che hanno avvicinato la Juve al pareggio. Una di Rabiot (prodigiosa deviazione di Musso) e l’altra di Dybala (palla che scheggia la traversa) Non molto, ma nemmeno pochissimo. Il pari non sarebbe stato disdicevole.

IL TABELLINO

JUVENTUS-ATALANTA 0-1

MARCATORE: pt 28' Zapata.

ASSIST: pt 28' Djimsiti.

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Chiesa (1' st Bernardeschi), McKennie (19' st Kean), Locatelli, Rabiot; Dybala, Morata (40' st Kaio Jorge). A disp.: Pinsoglio, Perin, Chiellini, Arthur, Pellegrini, Rugani, Bentancur, Kulusevski, De Winter All.: Allegri. 

ATALANTA (3-4-1-2): Musso; Toloi, Demiral, Djmsiti; Maehle, De Roon, Freuler, Zappacosta (26' st Palomino); Pessina (14' st Pasalic); Zapata, Malinovskyi (42' st Koopmeiners). A disp.: Rossi, Sportiello, Muriel, Pezzella, Hateboer, Scalvini, Miranchuk, Ilicic. All.: Gasperini. 

ARBITRO: Ayroldi di Molfetta.

AMMONITI: Cuadrado, Rabiot, Bernardeschi, Locatelli (J); Freuler, Malinovskyi, Zappacosta, Demiral, Djimsiti (A).​