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L'aria sta cambiando, intorno a lui. La Juve è in crescita, nel collettivo e nei singoli, anche in quel centrocampo che sembrava destinato a restare il tallone d'Achille della squadra di Allegri, tanto più alla luce dei recenti infortuni. Tutti migliorano, tutti danno segnali di un salto di qualità. Tranne lui. Adrien Rabiot non vuole proprio saperne di sbocciare. Alla sua terza stagione in bianconero, il francese classe 1995 continua a portarsi addosso l'etichetta del "talento inespresso", quasi del tipo "è bravo ma non si applica", dimostrandosi incapace di uscire dal cono d'ombra della mediocrità per diventare, una volta per tutte, un giocatore da Juve. 
PIATTO - La sua partita contro la Sampdoria ne è stata l'ennesima prova: anche solo dimenticando per un istante il rigore procurato - per un fallo di mano casuale, volendo vedere - la sua prestazione non ha portato praticamente nulla degno di nota alla squadra, nessun contributo alla manovra, nessun tentativo di propiziare un'azione offensiva. In sintesi, nessun cambio di passo. Eppure, la fiducia non gli manca: Allegri (come del resto i suoi predecessori) non rinuncia mai a lui, sarà perchè la sua condizione fisica ne consente un impiego costante, a differenza di quella di altri compagni, sarà perchè i numeri - che nel calcio non dicono tutto ma qualcosa sì - lo vogliono primatista nella rosa per contrasti riusciti. 
 
VALUTAZIONI - Un Rabiot così, però, non basta più alla Juve. Non può bastare, se l'obiettivo comune è quello di alzare l'asticella per competere ai livelli più alti, su tutti i fronti. Dopo tre anni, non c'è più attenuante che tenga. E il bilancio della sua esperienza a Torino non può essere giudicato positivo, ragione per cui la società sta iniziando seriamente a fare qualche valutazione per il suo futuro. In un centrocampo che esige qualità e quantità, l'ex Paris-Saint-Germain può essere il primo a finire sulla lista dei partenti, anche soltanto per un aspetto puramente economico: il suo ingaggio da 7 milioni di euro all'anno - pari a quello di Vlahovic e inferiore solo a quelli di Dybala e De Ligt - è ormai fuori dai parametri della Vecchia Signora, che ha fatto della riduzione degli stipendi uno dei punti cardine della sua strategia di rinnovamento sostenibile della squadra. La Juve è pronta al rush finale della sua stagione e ha bisogno di tutti, anche di Rabiot. Che deve cambiare marcia, se vuole scongiurare un adieu.