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  • Juve, cosa fai con tutti questi portieri?

    Juve, cosa fai con tutti questi portieri?

    Buffon e Neto, Buffon o Neto. Il tormentone tra i pali della Juve sembra dover essere questo ancora per un bel po'. Il rinnovo in arrivo per Storari, poi, non sembra essere così legato all'eventuale ingaggio del portiere brasiliano, con l'attuale vice-Buffon che pur di restare ancora una stagione alla Juve sembra orientato ad accettare un ruolo di terzo di lusso. Piuttosto, l'arrivo di Neto se dovesse andare in porto come sembra, pone l'accento su un'altra questione in casa Juve: quella legata alla gestione e magari all'utilità di tutti quei portieri messi sotto contratto negli ultimi anni.

     

    CHI SONO - Una squadra intera di estremi difensori, con tanto di tre cambi. Da quelli a disposizione di Allegri come Buffon, Storari, Rubinho e Audero (portiere classe '97 della Primavera su cui si punta seriamente per un futuro prossimo) a tutti gli altri in giro per Italia ed Europa, ben dieci: Anacoura (in comproprietà col Parma ora al Pontedera), Branescu (in prestito all'Haladas in Ungheria), Brignoli (acquistato a gennaio e rimasto alla Ternana in prestito), Citti (in prestito al Gubbio), Fiorillo (in comproprietà con la Samp ora al Pescara), Gallinetta (in comproprietà col Parma ora al Nova Gorica in Slovenia), Leali (in prestito al Cesena), Nocchi (in prestito allo Spezia), Pinsoglio (in prestito al Modena) e Vannucchi (in prestito al Renate).

     

    PERCHE'– In molti si sono spesso interrogati sul perché la Juve stesse investendo così tanto, economicamente e numericamente, su tutti questi portieri. La risposta va ricercata su due piani: il primo parla della ricerca anticipata dell'erede di Gigi Buffon, il secondo del possibilità di avere diversi elementi spendibili in prospettiva sul mercato in termini di plusvalenza o pedine di scambio essendo quello del portiere forse il ruolo più delicato in termini di programmazione soprattutto per società di medio-basso livello.

     

    EREDITA' PESANTE – Per quel riguarda l'aspetto del dopo-Buffon, ora Marotta e Paratici sembrano pronti a poter tirare un bel punto e a capo. Tra i portieri all'interno del proprio mega-roster, quello su cui avevano ipotizzato un reale futuro in bianconero è sicuramente Nicola Leali, che è costato in tempi non sospetti una cifra anche piuttosto importante quando venne prelevato nel 2012 dal Brescia per 3,8 milioni di euro. Un investimento che col passare degli anni non è stato accompagnato dalla crescita tecnica che in casa Juve ci si aspettava, come conferma la corte per Ter Stegen poi passato al Barcellona e la recente trattativa per Neto, che una volta conclusa dovrebbe chiudere l'argomento per qualche stagione. Salvo imprevisti dell'ultimo minuto di mercato, che solo a quel punto riaprirebbe la caccia degli uomini di mercato bianconeri.

     

    L'ALTRO MERCATO – C'è poi tutto quell'immenso capitolo dell'altro mercato, quello sommerso o parallelo. Ovviamente sono i vari attaccanti a fare maggiormente notizia, come negli ultimi anni hanno spiegato chiaramente i vari Zaza e Berardi, ma anche Gabbiadini o Boakye. Questo può quindi essere il destino di Brignoli, prelevato a gennaio dalla Ternana e che la prossima stagione verrà testato in serie A (Empoli o Sassuolo nel suo futuro), ma anche dello stesso Leali che radio-mercato vede come contropartita gradita a Zamparini nella trattativa Dybala. Così come fonti di plusvalenza pura è ricercata proprio tra i portieri, sia che siano frutti del vivaio come i vari Branescu, Citti (entrambi costati in ogni caso 400 mila euro nel gennaio 2011), Pinsoglio, Nocchi e Vannucchi, sia che si tratti di giocatori arrivati in seguito ad altre trattative come i vari Fiorillo, Anacoura e Gallinetta. Un esempio è rappresentato da Branescu, attraverso il quale la Juve è riuscita a contrallare i diritti sportivi su Thiam. Nel senso opposto, gli stessi Brignoli e Fiorillo non sono di fatto costati nulla in termini di contanti alla Juve che per loro ha sacrificato la metà dei cartellini rispettivamente di Masi (con conguaglio di 250 mila euro) e Beltrame.

    Nicola Balice


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