Il sorpasso, annunciato, di Mirko Vucinic su Giuseppe Rossi non è ancora certificato da atti ufficiali, ma i segnali portano in quella precisa direzione. E’ una questione di prezzo, ma non solo, quella che soffia prepotentemente alle spalle della candidatura “montenegrina”. Partiamo comunque dai costi, poiché anche quelli incidono (e non poco) nelle valutazioni dei vertici di corso Galileo Ferraris. Le richieste del Villarreal per Pepito sono diminuite giovedì a 32 milioni (tra parte fissa e bonus), in compenso sembrano aumentare le difficoltà per strappare il sì agli spagnoli, dubbiosi sull’opportunità di separarsi dal loro miglior giocatore a questo punto dell’estate. Quelle della Roma per il proprio attaccante invece si attestano sui 18 e qualche margine di trattativa sembra esserci. Fossero anche solo 2, i milioni di sconto, Vucinic verrebbe a costare la metà di Rossi. E qui s’impone la domanda: Mirko vale la metà di Giuseppe? Realisticamente no. L’impressione, a dirla tutta, è che Antonio Conte ribalti i termini della questione. Ovvero che per il tecnico bianconero Vucinic valga quanto Rossi se non di più, in funzione di una maggiore duttilità. Se l’italo-americano è una seconda punta fatta e finita, il cui arrivo costringerebbe Fabio Quagliarella a reinventarsi come esterno (o ad accettare la panchina), il montenegrino può disimpegnarsi in tutti i ruoli offensivi: prima punta, seconda, esterno d’attacco. Queste, insomma, sono le valutazioni che in casa Juve si stanno concedendo negli ultimi giorni. Oltretutto si ha l’impressione che i consensi seguiti all’operazione Vidal permettano a Beppe Marotta e Fabio Paratici di valutare i pro e i contro con una certa tranquillità, il che non guasta. Ecco comunque quel che accadrà nei primi giorni della prossima settimana. 

PRIMI CONTATTI Conte vuole Vucinic, Vucinic vuole la Juve. Sul reciproco gradimento ci sentiamo di garantire, così come sul fatto che attraverso canali semi-ufficiali Marotta da domani muoverà i primi passi per sondare gli umori della Roma.

Finora, infatti, il tutto si era ridotto agli ormai datati contatti con l’agente del giocatore, Alessandro Lucci, ma era scontato che prima o dopo la Juve dovesse uscire allo scoperto e i tempi sono maturi. Oltretutto Marotta potrà approcciare un “rivale” ostico come Walter Sabatini da una posizione di forza, perché le settimane sono passate senza che offerte ufficiali siano state presentate alla Roma. Né dal Tottenham, né da altri club. Radio-mercato suggerisce di una proposta importante nelle mani di Lucci, ma evidentemente non lo è al punto da aver determinato la cessione del montenegrino. La Juve dunque qualche margine di manovra ce l’ha e soprattutto può contare sulla disponibilità del giocatore, che ieri ha segnato due gol in amichevole ma senza dare alcun segno di esultanza. Non ci sono dunque dubbi sul Vucinic-pensiero, che non si discosta da quello formulato prima delle vacanze ai vertici giallorossi: «A Roma la situazione ambientale si è guastata, chiedo di essere ceduto». Oltretutto Sabatini sui proventi di questa specifica cessione ci conta, eccome. Anche perché per aggiudicarsi Menez (l’altro candidato all’addio) il Psg arriverà al massimo a 8 milioni. Per contro è altrettanto vero che Marotta non può pretendere di ripetere, tale e quale, il colpo Vidal, Se non altro perché Vucinic ha ancora due anni di contratto. Insomma, la situazione si presenta lineare, tocca alle due parti non ingarbugliarla troppo. 

ULTERIORI CONTATTI Tutt’altra storia quella che andrà in onda sull’asse Montecarlo-Villarreal. Federico Pastorello (risiede nel Principato) nel corso della giornata si metterà infatti in contatto con la Triade Roig sr-Roig jr-Llaneza per cercare di ridare brillantezza a una trattativa che appena una settimana fa sembrava a un passo dal concludersi positivamente e che oggi appare quantomeno complicata. Nessun dubbio sul fatto che Marotta manterrà il punto (la sua offerta non supererà i 25+5 milioni) e ne sussistono parecchi sulla disponibilità degli spagnoli a muoversi in direzione della Juve. Non che la distanza economica sia eccessiva, semmai è sulla reciproca volontà ad andare avanti che sussistono certezze. Toccherà all’abile agente-mediatore rivelarsi assai persuasivo con entrambi gli interlocutori, ma la sua è un’impresa parecchio complicata.