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Negli ultimi anni il Barcellona di Josep Guardiola e di Luis Enrique (nel caso di Martino “natura facit saltus”) viene considerato come una squadra che mostra bel gioco, creando numerose palle-gol e concedendone poche agli avversari. Questo non è il caso del Malaga che in questa stagione nel doppio confronto nella Liga è riuscito a non subire reti, ottenendo 4 punti, frutto di un pareggio 0-0 all’andata in Andalusia e di una vittoria 1-0 al Camp Nou.

DENSITA' A CENTROCAMPO - In questo fotogramma possiamo vedere chiaramente come la squadra allenata da Javi Gracia giocando con un 4-4-2 con linee molto strette e facendo molta densità negli ultimi 30 metri riesca a tenere sotto controllo il gioco dei catalani. In questo caso i giocatori del Malaga mantengono le giuste distanze rimanendo in 10 (più il portiere) sotto la linea della palla.



Anche in questa situazione di gioco, su una palla laterale, la squadra della città di Picasso mostra la sua organizzazione difensiva. L’esterno sinistro alto va a chiudere la giocata di Messi, permettendo a un numero maggiore di calciatori di restare in area, sulla proiezione della porta.

GESTIONE DEI CORNER - Sul primo calcio d’angolo a favore il Barcellona porta 5 giocatori in area, costringendo il Malaga a disporne 5 in marcatura a uomo (i singoli duelli sono indicati con un trattino rosso) e altri 5 a zona (sottolineati in nero): 2 nella zona della palla (per contrastare un eventuale passaggio corto di chi va a calciare), un altro sul corto (cioè sulla linea dell’area di porta all’altezza del palo, dove solitamente si attaccano la palle veloci) e 2 al limite dell’area pronti ad attaccare eventuali respinte per ripartire velocemente in contropiede. Non a caso, proprio da quest’azione portata con rapidità scaturirà il gol del Malaga.



Nel corner successivo, a favore, il Barcellona manda 6 giocatori in area, in modo da costringere gli avversari a metterne 6 in marcatura a uomo (trattino rosso) e gli altri 4 a zona (sottolineati di nero): 2 vicini alla bandierina, 2 sul corto (uno con il compito di attaccare le palle veloci e l’altro pronto a evitare spizzicate, deviazioni e vigile su tutte le palle corte), ma nessuno al limite dell’area per un’eventuale respinta o una ripartenza veloce come nel caso precedente.
LE RIPARTENZE - Il Malaga mette in difficoltà il Barça nelle ripartenze. In questo caso il pallone viene recuperato e lanciato rapidamente a Sanchez defilatosi sulla sinistra. Si crea un 5 vs 3 in favore degli andalusi che vanno vicini al raddoppio.



LINEE COMPATTE - Anche nel secondo tempo gli andalusi riescono mantenendosi corti e stretti a difendersi dagli attacchi dei blaugrana. In questo caso il terzino destro biancazzurro va a chiudere la giocata di Jordi Alba (18), servito largo in fascia. Nonostante l’uscita laterale, il Malaga si trova comunque in superiorità numerica: 6 vs 4.

In questa stagione la Juventus di Allegri ha dimostrato di essere competitiva sia giocando con 2 difensori centrali (linea a 4 come quella degli andalusi), ma non è stata da meno quando ha preferito la soluzione con 3 difensori centrali (il sistema di gioco ereditato da Conte: 5-3-2 o 3-5-2 che dir si voglia).



A prescindere dall’atteggiamento difensivo che prediligerà Allegri per la finale di Berlino, secondo Javi Gracia è questa la strategia che ha permesso al Malaga di vincere al Camp Nou e di non subire reti nell’arco delle 3 ore di gioco (180’ più recuperi vari): “Quando affronti squadre come il Barcellona, sai che passerai la maggior parte del tempo nella tua metà campo, per cui devi svolgere un ottimo lavoro in fase difensiva, senza fretta, con molta pazienza, perché alla minima disattenzione i loro campioni ti possono punire. Allo stesso tempo devi essere attento a sfruttare le poche opportunità che ti concederanno, con transizioni rapide (passaggio dalla fase di non possesso a quella di possesso) e contrattacchi”.

@FabrizioFERRARI
Direttore di allenatore.net