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Sgombriamo subito il campo dagli equivoci. Prima delle considerazioni, i fatti: 1) il gol di Bergessio in Catania-Juventus era nettamente regolare ed è stato un grave errore annullarlo, errore ingigantito dalla dinamica della decisione (ma qual è la vera divisione dei compiti fra arbitro, assistenti di linea, giudici di porta e quarto uomo? Qualcuno lo sa?); 2) il gol della Juventus, di Vidal, è macchiato dal fuorigioco di Bendtner. 

In aggiunta, per completare l'opera, l'arbitro Gervasoni e i suoi collaboratori hanno anche sorvolato su una manata a Pogba (rigore ed espulsione a carico del Catania) e su un fallo di Legrottaglie su Giovinco lanciato in chiara occasione da gol (Legrottaglie da epulsione). 
 
Detto questo, il presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, ha tutto il diritto di protestare, anche se le accuse rivolte alla panchina bianconera di aver 'convinto' Gervasoni e Maggiani andrebbero supportate da prove. Ma così è il calcio è così sono le proteste legate agli episodi arbitrali. 
 
E, a tal proposito, non ci ricordiamo di alcuna dichiarazione di Pulvirenti dopo Catania-Juventus 1-3 del 5 dicembre 2010, quando alla Juventus non venne concesso un clamoroso gol fantasma di Quagliarella. Sarà forse perché i bianconeri, nonostante quel grave errore a loro danno, vinsero lo stesso?
 
Ribadito, comunque, il diritto di Pulvirenti alla protesta, ci chiediamo invece che titolo abbia Massimo Moratti, presidente dell'Inter, per pontificare sui fatti di Catania. Ha detto, ieri, Moratti: "Avremmo potuto essere ora più vicini in classifica? Ci hanno pensato tutti, ci avrà pensato anche il Napoli, ma la cosa è drammaticamente di ieri e il campionato riequilibrerà le cose". 
 
Una dichiarazione che suona alquanto grottesca, se pronunciata dal presidente di una squadra che arriva non da una, non da due, ma bensì da tre vittorie consecutive condizionate da errori arbitrali: Milan (rigore su Robinho non dato, gol inspiegabilmente annullato a Montolivo), Catania (rigore su Gomez non concesso) e Bologna (fallo di Palacio nell'azione del primo gol, fuorigioco di Cambiasso sulla terza rete). 
 
In conclusione, venendo a noi, cioè alla faccende di casa Juventus, ci permettiamo di rivolgere un consiglio ad Andrea Agnelli: fra le sue proposte per cambiare il calcio, elencate nell'assemblea dei soci di settimana scorsa, inserisca immediatamente anche l'utilizzo della moviola in campo (instant replay), per i gol fantasma e per i casi più clamorosi di gol in dubbio fuorigioco (basterebbe lasciar sempre proseguire l'azione, da parte degli arbitri, e poi verificare. Ci vorrebbero meno dei 44 secondi di Catania). 
 
Se la Juventus, come avviene in questo momento, sarà la squadra più forte in Italia anche nei prossimi anni, avrà tutto da guadagnare da una situazione di questo tipo: chi è più forte, nell'arco di 38 partite la spunta sempre, al netto degli errori arbitrali (che in questa prima fase del campionato hanno favorito tutte le prime della classe, compreso il Napoli, come dimostrano il rigore, netto, non concesso al Chievo, e il rigore della vittoria partenopea contro la Sampdoria, concesso per un fallo fuori area). 
 
L'utilizzo della moviola in campo toglierebbe tutti gli alibi a chi non ha altro a cui aggrapparsi ed evitarebbe settimane di polemiche, mettendo a tacere chi fa di ogni errore a favore della Juventus una crociata, sorvolando poi sugli errori a vantaggio di altre squadre.