Ciao “Barzaglione”, ci mancherai
 
Si lo so, l’apertura del pezzo di giornata dovrebbe ovviamente fare riferimento in primis alla tanto attesa conferenza andata in scena ieri pomeriggio nella specifica sala adibita all’interno dell’Allianz Stadium o alla doverosa festa scudetto di competenza che si terrà questa sera.
Però prima di tutto, mentre scriviamo il nuovo episodio di questa rubrica in bianconero, mi sembra doveroso alzarci tutti in piedi ed applaudire un grandissimo campione che smette, un giocatore eccezionale, un leader silenzioso e indiscusso dello spogliatoio e della difesa bianconera in questi anni: Andrea Barzagli.
Mancherà tantissimo il suo apporto in fase difensiva, anche se ormai (come nella natura delle cose) il suo rendimento era andato lentamente diminuendo in questi ultimi anni.
La passerella che gli verrà giustamente tributata sarà un susseguirsi di emozioni e lacrime.
 
Stavolta solo applausi per Allegri
 
Come sicuramente emozionante sarà l’addio di Massimiliano Allegri, alla sua ultima partita da allenatore sulla panchina bianconera a Torino dopo la sua destituzione pubblica decisa dalla proprietà.
A prescindere dalla felicità o meno per essersi “liberati” di un tecnico davvero mai amato dalla maggioranza del popolo juventino, nonostante i successi ottenuti nei suoi cinque anni, la sua chiusura merita solo applausi.
Anche da chi non lo ha mai sopportato, da chi lo ha accusato e criticato anche oltre il dovuto (con toni a volte davvero irrispettosi e irriconoscenti) o da chi come il sottoscritto non gli ha mai lesinato leali critiche, ovviamente quando ritenute giuste (magari qualche volta anche a torto).
Applausi per Allegri quindi, a prescindere. Questo lo merita indubbiamente.
Anche se è sempre più evidente ormai, che nonostante le tante belle parole pronunciate dal presidente Agnelli a suo favore ieri in conferenza stampa, la dirigenza l’ha scaricato dopo la disfatta contro l’Ajax.
“La società ha fatto le sue valutazioni e ha ritenuto opportuno che l'allenatore non fossi più io. Il presidente ha preso questa decisione, da decisionista qual è, che non si poteva andare avanti” firmato Massimiliano Allegri.
 
La sofferta decisione di Agnelli
 
Una decisione sofferta, come dichiarato, ma un esonero a tutti gli effetti quindi, anche se manifestato con parole dolci e delicate, una chiara volontà di voler risolvere anticipatamente un contratto senza concedere al tecnico toscano un’altra possibilità di provare a vincere la Champions League con Cristiano Ronaldo in squadra.
“Al di là delle dietrologie scritte, c'è stato un percorso di un mese di un gruppo di professionisti che ha avuto la capacità di analisi per capire che, al di là di quanto dichiarato in un certo momento anche sull'onda di una certa emotività per una partita persa che abbiamo patito, sono state fatte riflessioni che hanno portato a pensare che questo era il momento giusto. 
In assenza di elementi fattuali, come ho detto prima, abbiamo capito tutti insieme  che questo ciclo era meglio chiuderlo in questo modo con un acuto, con un successo. Questo è figlio di una consapevolezza e di una profondità di analisi di persone intelligenti che capiscono il momento di chiudere invece che trascinarsi avanti.”
Belle parole quelle pronunciate dal presidente bianconero Andrea Agnelli, che però arrivano (forse) con due anni di ritardo...

@stefanodiscreti