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Sconfitta terapeutica?
 
Doveva capitare prima o poi.
Dopo quattro anni di successi a ripetizione in Coppa Italia, la Juventus viene bruscamente eliminata dalla competizione dall’Atalanta con un severissimo risultato, 3 a 0, figlio di una nettissima supremazia territoriale dei bergamaschi; onore ai vincitori, bisogna anche saper perdere e ammettere la forza degli avversari.
La squadra di Allegri è stata in partita sino all’infortunio di Chiellini.
Da quel momento in poi è andata in scena la peggior Juve della stagione, persino più brutta anche della prima ora di gioco vista all’Olimpico di Roma.
Questa batosta dovrà esser terapeutica per far capire a tutto l’ambiente che senza uno straccio di gioco, forse in Italia nelle competizioni a lunga portata si riesce anche a sopperire con la forza dei singoli ma, nelle gare da dentro o fuori (Italia o estero) bisogna alzare l’asticella.
Fa tenerezza vedere giocare Dybala "tuttocampista" a 40 metri dalla porta avversaria. Leggo di statistiche in cui è diventato uno dei giocatori che recupera più palloni in assoluto; in pratica da cecchino sottoporta e possibile “nuovo Messi” lo si sta trasformando in un novello Gattuso.
Continuarlo a schierarlo in quella posizione, oltre che dannoso per la squadra, sta completamente distruggendo il morale del ragazzo, mai così in basso nei suoi anni di permanenza in bianconero.
 
Emergenza difesa
 
Da segnalare in negativo anche la prestazione di Cancelo, peggiore in campo.
Come a Roma contro la Lazio ha cambiato la partita anche questa volta da subentrante, purtroppo in negativo.
Il ragazzo è devastante quando deve attaccare ma spesso letale anche quando deve difendere. Molto meglio da ala che da terzino. E’ l’unico ad aver commesso errori difensivi nel corso della stagione con un numero frequente e ripetitivo paragonabile a quelli di Bonucci.
L’altro orrore di giornata è stato sicuramente De Sciglio centrale di difesa ma almeno questa mossa della disperazione dettata dall’emergenza speriamo di non rivederla mai più.
Diciamolo, la Juventus in questo momento ha un serio problema difensivo. Grandissimo.
Resta ancora più incomprensibile la folle cessione di Benatia proprio nel momento decisivo della stagione. La gestione del forte difensore marocchino è stata davvero pessima, superficiale e potrebbe portare conseguenze serie.
La squadra bianconera si ritrova adesso ad affrontare la parte decisiva della stagione con Chiellini 34 anni che non può giocarle tutte (si è visto bene ieri sera altrimenti a quale rischio si va incontro, speriamo non sia nulla di grave), con Barzagli 38 anni praticamente ai titoli di coda, con Caceres 32 anni che non riusciva più a trovare spazio nemmeno nella Lazio di Bastos e Wallace, con Rugani che ancora deve fare il salto di maturità a 25 anni e con Bonucci (prossimo ai 32 anni) molto più bravo ad impostare che a difendere.
Se non è emergenza vera questa, poco ci manca davvero.
 
Ciao Triplete
 
Ai tifosi bianconeri frega poco del “Triplete” mancato e sono dispiaciuti ma non troppo da questa eliminazione. 
Quello che conta davvero e che continua a rimuginare nei pensieri è il modo in cui la Juventus arriverà alla sfida contro l’Atletico Madrid tra 20 giorni.
La Champions League è l’obiettivo principale (se non unico) della stagione, non si compra Cristiano Ronaldo a 33 anni per vincere un semplice scudetto dove in passato sono bastati i Matri e i Zaza. 
Inutile nascondersi, così come è superfluo che Allegri provi a mettere già le mani avanti adesso, affidando il futuro europeo al destino.
Stavolta non ha scusanti e così si spiega anche il suo nervosismo a Bergamo che l'ha portato all'espulsione.
Nessuno al mondo, nemmeno Mandrake, può assicurare la vittoria in Europa al 100%.
E’ innegabile però che continuando a giocare così male se poi si viene eliminati si è totalmente colpevoli delle proprie azioni, soprattutto quando si dispone di una rosa con una qualità superiore alla media, soprattutto dal centrocampo in su.
L’Atalanta e la Juventus praticano lo stesso sport, anche se spesso non sembra, ma la squadra di Gasperini ha una qualità dei giocatori nemmeno lontanamente avvicinabile a quella dei bianconeri.
E’ troppo allora chiedere al mister toscano un’idea di gioco superiore?
Purtroppo il campionato italiano, come ripete saggiamente Don Fabio Capello, non è allenante.  E questo è un male per la Juventus perché poi vittorie come quella contro la Lazio rischiano di fare più male che bene perché autoconvincono il gruppo che si può vincere anche senza gioco, declassandolo quasi a superfluo.
Non è così e non sarà mai così, soprattutto a livello europeo.
Senza un’identità riconoscibile, un marchio di fabbrica chiaro in Champions non si va lontano.
L’Atalanta ieri con il gioco ha dimostrato che si possono anche ribaltare gerarchie importanti.
Con un gioco identificabile e funzionante niente diventa impossibile; se invece ci si affida al caso e alle giocate dei singoli, quando si becca la serata storta si va a casa.
Allegri, questo, in Champions non può permetterselo perché altrimenti quello che rischia di andare a casa è proprio lui. E questo lo sa bene.
 
@stefanodiscreti