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Amauri finalmente è tornato al gol nell'inutile amichevole di fine campionato disputata a New York e persa per 3-1 dagli uomini di Alberto Zaccheroni. L'italo-brasiliano è riuscito finalmente a sbloccarsi quando il risultato ormai non conta assolutamente più nulla, i tre punti sono assolutamente inutili per le classifiche e i trofei sono ormai di plastica. Lui che non segnava in competizioni ufficiali dal 18 febbraio, giorno in cui una sua trionfale doppietta all'Amsterdam Arena contro l'Ajax permetteva alla Juventus di mettere praticamente un piede negli ottavi di finale di Europa League. Una delle ultime soddisfazioni bianconere della stagione. Da lì in poi il baratro, la discesa verso gli inferi e le diverse umiliazioni patite fino a una settimana fa. Una stagione difficilissima per la Signora e per tutti i giocatori. Ovviamente anche per Amauri. L'anno scorso il coronamento di una carriera. Dopo tanto girovagare per l'Italia e a sette anni dal suo 'sbarco' nel Bel Paese, finalmente la sua grande chance, a 28 anni: arrivare in una grande squadra e dimostrare di meritarla. La Juventus gli offre l'occasione della sua vita e lui la sfrutta alla perfezione segnando ben 12 gol soltanto nel girone d'andata, complice anche l’infortunio al tendine rotuleo di David Trezeguet. Numeri da record. Che fanno ben sperare per il prosieguo della stagione. Ma il brasiliano si spegne improvvisamente nel girone di ritorno e, anche per colpa di qualche problema muscolare, non vede più la porta fino a fine torneo. Il primo anno non si scorda mai e Amauri s'è comportato bene alla sua prima stagione in una 'big'. Ora la cosa più difficile è confermarsi ad altissimi livelli. Il ragazzo di Carapiquiba cerca il riscatto in questa stagione. Vuole dimostrare di essere degno della maglia della Juventus e vuole dimostrare anche di esserlo per la Nazionale italiana. Vuole a tutti i costi la cittadinanza itaiana per convincere Marcello Lippi a portarlo in Sudafrica. Niente da fare. Stagione disastrosa anche per lui. Lunghi digiuni e lunghe assenze ingiustificate in campo. Del giocatore che fino a febbraio dello scorso campionato faceva reparto da solo non c'è più traccia. La sua stagione si conclude con un magro bottino: sette gol in 40 partite. Tanti quanti Vincenzo Iaquinta, che però ha giocato meno della metà delle sue partite, e viene superato pure da Trezeguet (a quota 10) nonostante il franco-argentino abbia passato più tempo in infermeria che in campo. Eppoi sfuma anche il suo più grande sogno: partecipare ad un Mondiale. Niente Sudafrica per lui con la maglia azzurra, dopo tanti sacrifici. Ora, dopo la pessima stagione globale e il ribaltone appena iniziato in corso Galileo Ferraris, Amauri lancia un segnale chiarissimo da oltreoceano: 'Se la Juventus vuole puntare su di me, io ci sono'. Ha segnato il gol della bandiera contro i New York Red Bulls interrompendo un digiuno che durava ormai da oltre tre mesi. Lui vuole esserci per la Juve di Del Neri. Nel gioco dell'ex tecnico Sampdoriano potrebbe risultare fondamentale: c'è bisogno di un ariete là davanti che catalizzi tutti i cross dalle fasce. Pazzini permettendo. Ma il capocannoniere doriano è avvisato: lui venderà carissima la pelle e tenterà di ritagliarsi uno spazio importante tra i colori bianconeri anche per la prossima stagione. Il suo obiettivo è convincere il neo-presidente e la nuova triade a toglierlo dal mercato. Intanto un gol l'ha già fatto nella 'Juve del nuovo corso'. Un gol per il suo futuro. Un futuro che sembra segnato. Lontano da Torino.