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Finalmente De Ligt. “Ciao bianconeri, sono Matthijs e sono davvero felice di essere qui”, le prime parole del fortissimo difensore olandese appena sbarcato a Torino.
Non è stata una trattativa facile e non poteva esser altrimenti visto il protagonista dell’operazione, quel De Ligt miglior difensore della scorsa Champions League insieme a Virgil Van Dijk del Liverpool.
Il suo acquisto è un segnale importante per tutti, in Italia e all’estero.
Un giovane talento purissimo, l’ormai ex capitano dell’Ajax, comprato nel pieno della sua esplosione internazionale e con margini devastanti di crescita.
Un difensore destinato a diventare (forse lo è già) tra i più forti al mondo in assoluto.
Un calciatore fondamentale su cui costruire un nuovo ciclo vincente nei prossimi anni a venire; il messaggio rivolto a tutti che la Juventus non è stanca di vincere anzi, non ha nessuna voglia di fermare la sua crescita esponenziale.
Il leader carismatico giusto da affiancare a Chiellini nella nuova strepitosa coppia difensiva regalata a Sarri, forse quanto di meglio in Europa.
Con De Ligt la Juventus si regala un rafforzamento decisivo, fondamentale, del reparto difensivo che nell’ultimo anno, per colpa delle amnesie di Bonucci e degli acciacchi di Chiellini, era stato forse in assoluto il punto debole della squadra bianconera.
Sarri adesso non ha alibi, perché con una coppia così e con Bonucci (se accetta di restare da panchinaro), Rugani e Demiral come  “rincalzi” di tutto rispetto (giocatori che possono concedere tranquillamente al difensore olandese di ambientarsi in tranquillità e al capitano bianconero di centellinare al meglio le prestazioni vista l’età) la difesa deve tornare ad essere il punto di forza della squadra, consentendo alla stessa di poter alzare in maniera netta il baricentro della formazione e aumentare notevolmente la mentalità offensiva. E’ la tanto attesa rivoluzione tattica e mentale che ci si aspetta dal giorno della “cacciata” di Allegri.
 
Vade retro Icardi - Questo colpo di mercato, anche se onerosissimo, è un assoluto capolavoro di programmazione e pianificazione. Da applausi, inutile girarci intorno.
Lo stesso non si potrebbe dire invece dell’affare Icardi, che rischia di rivelarsi una “bomba ad orologeria” piazzata nello spogliatoio.
Comprendiamo benissimo che l’idea di prendere un talento di livello ad un prezzo “stracciato”, praticamente regalato, ingolosisca tanto ma vi sono almeno due fattori fondamentali da valutare anticipatamente.
Il primo, determinante, è capire se il calciatore sarebbe compatibile con Cristiano Ronaldo e che fine farebbero poi a quel punto Higuain, Kean, Dybala e Mandzukic.
Ci sono troppe situazioni interne da sistemare preventivamente, tattiche e contrattuali, prima di buttarsi in un’operazione del genere. Anche perché accelerare la trattativa ora vorrebbe dire fare un favore all’Inter che si ritrova il mercato bloccato da questa vera “patata bollente”.
La seconda, vera conditio sine qua non della trattativa, la disponibilità del calciatore a cambiare procuratore pur di accettare la Juventus.
Senza questi due presupposti si rischierebbe di rovinare davvero un mercato che fino a questo punto è stato davvero sontuoso. 

@stefanodiscreti


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