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Paratici, che inversione ad “U” clamorosa!
 
Ha fatto molto bene in diverse stagioni, non ha solo vinto l'Europa League. Ha avuto un bel percorso, facendo vedere un bel gioco. Si è meritato di essere l’allenatore della Juve. Abbiamo vinto il nono scudetto consecutivo e perso una Coppa Italia ai rigori, non possiamo farci condizionare da giudizi esterni. Avanti con Sarri quindi? Certo. Siamo concentrati su questa partita, il resto è secondario".
“Non è stata la partita di ieri sera contro il Lione ad averci portato a questa decisione. Abbiamo fatto le nostre valutazioni da tempo, avevamo le nostre idee, frutto del percorso di un’intera stagione».

Se qualcuno pensa che queste dichiarazioni riportate ad inizio pezzo siano frutto di opinioni espresse da due persone con vedute completamente differenti è totalmente fuori strada.
L’inversione ad “U” clamorosa (in meno di 24 ore) è di Fabio Paratici, il vero sconfitto per l’esonero di Maurizio Sarri.
Lui, che sfidando Andrea Agnell lo scorso anno forzò la cacciata di Massimiliano Allegri (supportato da Pavel Nedved) contro la volontà del Presidente, oggi accetta senza opporre alcuna resistenza il controribaltone che azzera totalmente la sua scelta dell’anno precedente, delegittimandolo praticamente agli occhi di tutti.
Un segnale di forte ridimensionamento per tutto l’ambiente?
 
Benvenuto Pirlo
 
Di sicuro la scelta di Andrea Pirlo (benvenuto, anzi ben tornato) come nuovo allenatore della Juventus è un salto completo nel vuoto, una scommessa azzardata, una scelta dettata più dalla pancia che dalla testa.
Il calciatore Andrea Pirlo è stato un professionista esemplare, un fenomeno assoluto, un leader indiscusso, uno dei più forti e decisivi giocatori italiani (e non solo) di sempre.
Ma l’allenatore Andrea Pirlo chi è? Che caratteristiche ha? Che competenze ha per migliorare la squadra bianconera? Che esperienza ha per far sognare i tifosi juventini? Con che modulo gioca? A quale suo grande allenatore del passato si ispira?
Se il discutibile avvicendamento dello scorso anno (quello da Allegri a Sarri) aveva comunque almeno un fondo di idea di base (quello di migliorare la qualità del gioco espresso) quello di quest’anno è una partita di poker al buio. Una mano a carte coperte, un all-in dove hai tutto da perdere.
Come si può pensare oggi di andare a vincere la Champions League l’anno prossimo, vero obiettivo ormai dichiarato della proprietà, con un tecnico che non ha mai allenato nessuna squadra professionistica nella sua vita?
Non è scontato, e la storia insegna, il binomio calciatore vincente – allenatore vincente.
Alla Juventus c’è già un precedente non certo rassicurante in merito con Ciro Ferrara, straordinario in campo ma meno sulla panchina (oggi lavora, brillantemente, come commentatore televisivo).
Si è passati in fretta dallo spettro di Sarri come possibile nuovo Maifredi a quello di Pirlo come possibile nuovo Ferrara.
Con tutto il rispetto per i protagonisti appena citati, lo strepitoso Cristiano Ronaldo visto all’opera in Champions in questi due anni merita molte più certezze per il suo finale di carriera.
@stefanodiscreti