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Juventus – Napoli non si è giocata. La partita più attesa del terzo turno di campionato non si è disputata perché i giocatori del Napoli non si sono presentati a Torino per i motivi che tutti ormai sappiamo bene. Comunque andrà a finire questa storia di sicuro a rimetterci sarà la credibilità del calcio. Un calcio che già da Febbraio 2020 fatica a mantenere regolarità (come d’altronde tutti gli altri settori della vita...). Un calcio già privato degli spettatori allo stadio, delle preparazioni fisiche ad hoc per sostenere le competizioni, delle risorse finanziarie necessarie per poter operare sul mercato, dei giocatori che di volta in volta risultano all'improvviso positivi al Covid-19 mettendo a rischio un’intera stagione in modo imprevedibile. Ha senso andare avanti in queste condizioni? Si, se l’alternativa è veder fallire un intero sistema. Si, se comunque insieme a medici e governo si è cercato di trovare un protocollo di base per tutti per garantire il “The show must go on”, magari da perfezionare nuovamente adesso che il virus sta tornando prepotentemente con numeri che spaventano. Si, se a prescindere si continui comunque a dare priorità alla salute dei tesserati e di tutte le persone che ruotano intorno, senza stupidi interessi di partito. In un momento in cui l’emergenza Covid-19 impaurisce sempre di più il futuro di tutti noi, il calcio deve avere esclusivamente la funzione della distrazione di massa. Deve aiutare le persone a sdrammatizzare il momento storico che si sta vivendo. Deve regalare un sorriso, un momento di serenità, a chi ha ben altri problemi, a chi sta affrontando sfide di ben altro valore.
 
PARATICI RIMANDATO - Per questo, non ci interessa adesso commentare possibili vittorie a tavolino, ricorsi futuri, tribunali incandescenti ed altri discorsi di questo tipo che possono solamente peggiorare gli stati d’animo generali e creare ulteriore odio tra le fazioni sportive. No, non ci interessa. Ricerchiamo solo argomenti di distrazione, di campo. In altre condizioni, senza l’emergenza Covid-19 in essere, il mercato estivo di Paratici sarebbe stato da giudicare con più severità e negatività. La Juve sembra non più capace di vendere, ma come si può capire davvero sino in fondo se questa è una mancanza della dirigenza o una conseguenza dell’emergenza finanziaria mondiale? Gli unici movimenti in uscita ormai sono solamente prestiti, risoluzioni con buone uscite ed al massimo scambi salva plusvalenze. Un bravo direttore sportivo, lo sappiamo, non agisce così; un bravo direttore si riconosce prima di tutto dalla capacità di saper vendere. Rugani in prestito più gli ultimi due piazzati in uscita last-minute, De Sciglio e Douglas Costa, confermano invece il trend negativo degli ultimi anni: le grandissime difficoltà a fare mercato in uscita. Gli ultimi movimenti sono stati però almeno propedeutici all’ingresso di Federico Chiesa in rosa. Ce lo siamo già chiesti, l’esterno italiano serve davvero a questa squadra? Lo scopriremo solo vivendo, di certo alle modalità concordate con la Fiorentina (prestito biennale e diritto/obbligo di riscatto a determinate condizioni) è impossibile andare dietro a qualsiasi vero top player e bisogna accontentarsi, come d’altronde già fatto nei giorni scorsi per Morata. Stavolta cerchiamo quindi di esser meno cattivi nei giudizi, perché di attenuanti storiche ce ne sono davvero tante. In condizioni normali il mercato estivo 2020 di Paratici sarebbe stato da bocciare. Con l’emergenza Covid-19 in essere e tutte le difficoltà finanziarie merita invece sicuramente una giustificazione, un appello; merita perlomeno di esser rimandato.
@stefanodiscreti