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Mentre i numeri dell’emergenza Covid-19 tornano a spaventare con prepotenza la comunità italiana e non solo, ci si interroga su se e come si riuscirà a portare a termine anche la stagione in corso appena iniziata, come già fatto l’estate scorsa per quella 2019-2020.
A meno di una settimana dalla “non partita” Juventus – Napoli le polemiche non sono scemate via, anzi. Continuano ogni giorno a ritornare su, come i peperoni sullo stomaco.
Fatta questa doverosa premessa torniamo, perlomeno in questa rubrica, a parlare solo di calcio giocato.
 
Juve ringiovanita di sicuro ma rinforzata? - Analizziamo a freddo il complicato (lo è stato per tutti davvero) mercato estivo della formazione bianconera.
C’è chi lo promuove a pieni voti e c’è invece chi lo boccia senza appello e vorrebbe le dimissioni immediate di Paratici.
La risposta giusta, come sempre probabilmente, è nel mezzo.
E’ stato un mercato difficile ma intelligente anche se rischioso.
Non c’erano soldi da investire e c’era una squadra vecchissima da ringiovanire oltre che evidentemente da rinforzare in alcuni reparti essenziali.
Non si può avere tutto dalla vita, soprattutto in momenti complicati come questo; la sessione estiva di calciomercato ci regala quindi una Juve incompleta, ancora orfana di ruoli fondamentali per poter ambire a sogni internazionali (un esterno di difesa di livello, un regista, un top player a centrocampo e un attaccante di peso) ma almeno più giovane, più dinamica e più affidabile a livello fisico di quella della scorsa stagione.
Che si sia rinforzata anche a livello tecnico abbiamo invece i nostri dubbi, basta fare il gioco delle coppie.
 
Il gioco delle coppie - In attacco è arrivato Morata ed è uscito Higuain. Dalla parte dello spagnolo l’integrità fisica e l’età, ma se andiamo ad analizzare i numeri in carriera tra i due attaccanti non c’è paragone. Higuain è, o perlomeno è stato, un top player vero. Morata è un buon giocatore, un’ottima riserva di lusso, ruolo svolto con grande professionalità anche nelle ultime tre squadre in cui ha giocato, Real Madrid, Chelsea e Atletico Madrid. 
A centrocampo, in primis, si sono scambiati squadra Pjanic e Arthur.
Che dire? Il Pjanic dei primi anni in bianconero è stato forse discontinuo in alcuni momenti ma di sicuro ha recitato un ruolo fondamentale nelle vittorie della Juventus, il miglior centrocampista juventino in rosa per distacco. Arthur invece arriva con belle speranze ma di certo ad oggi non può considerarsi un top player.  
L’altro movimento a centrocampo riguarda l’uscita di Matuidi e l’ingresso di McKennie. A livello di carisma, grinta, esperienza e senso della posizione non c’è confronto tra il francese, campione del mondo e protagonista di una grande carriera a grandissimi livelli e McKennie. L’americano, dal canto suo però ha l’età a suo favore e forse un miglior tocco di palla, anche se troppa dovrà farne di strada per provare a raggiungere i livelli dell’ ”avvoltoio”.
Ultimo confronto di stagione, forse il più esplicativo di tutti, l’uscita di Douglas Costa con l’entrata di Federico Chiesa.
Da un punto di vista strettamente tecnico provare a fare un paragone tra i due sarebbe alquanto ingeneroso nei confronti dell’italiano. Parliamo di un giocatore, il brasiliano, che quando è in giornata è tra i più forti interpreti del ruolo al mondo, capace di vincere praticamente anche le partite da solo, o quasi.
Ma quando e quante volte “Flash” è stato in giornata durante la sua esperienza alla Juve?
Troppi infortuni, troppa discontinuità. La Vecchia Signora ha scelto quindi di puntare su un calciatore nettamente meno forte ma più giovane e più integro.
Quest’ultimo scambio infatti, più di tutti, è la copertina giusta, il pitch, del mercato estivo della Juventus. Un mercato dove non sono arrivati giocatori migliori di quelli precedenti, anzi; un mercato però dove sono arrivati calciatori più giovani e più integri.
Basterà questo alla Juve di Pirlo per vincere il decimo scudetto in Italia e provare ad arrivare fino in fondo in Europa?
Questo non possiamo di certo saperlo ora, ma una certezza possiamo scriverla tranquillamente.
Alla fine, il valore aggiunto rispetto alla scorsa stagione si chiama Dejan Kulusevski, l’unico calciatore che è stato però comprato prima dell’emergenza Covid-19.
Solo un caso? Assolutamente no.
L’impressione per tanti, tantissimi, è che la Juventus stesse progettando un grande futuro, una grande ripartenza nel 2020 ma poi per via della pandemia è stata costretta a rivedere totalmente i propri programmi (come gran parte delle società internazionali) ed alla fine Paratici ha dovuto ingegnarsi per un mercato opportunista dove le condizioni di acquisto (prestiti o scambi, con i pagamenti spostati più in la possibile nel tempo) hanno avuto la priorità su necessità tecniche e tattiche lasciando una Juve piena di lacune che solo Pirlo potrà provare a colmare adesso.
@stefanodiscreti