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Di Maria si, ma a quali condizioni?

Domenica scorsa mentre ero in diretta su Sportitalia per commentare il mercato della Juventus, all’improvviso lo sbloccarsi della trattativa per Di Maria è diventata ovviamente la notizia del giorno.
Solo qualche ora prima infatti sembrava tutto fermo mentre alcuni giorni prima addirittura l’operazione veniva data praticamente per saltata con una Juve, si diceva, infastidita dall’atteggiamento del “Fideo”.
L’operazione Di Maria, nel dettaglio, serve a spiegare meglio come funziona il calciomercato contemporaneo quando una trattativa può durare tantissimo, quasi all’infinito, e poi sbloccarsi in un attimo.
Diciamolo, da Luglio ci aspettiamo i fuochi di artificio e non solo in casa bianconera, anche perché i tempi sono strettissimi per cercare di arrivare all’inizio della prossima stagione pronti.
Sull’affare Di Maria ci siamo già più volte espressi in merito e ci riserviamo di dare un giudizio finale nel momento che conosceremo i termini, soprattutto in durata, dell’accordo. Sarà fondamentale capire le condizioni.
Perché va bene l’Instant Team, va bene cancellare l’avvio shock della scorsa stagione, va bene puntare tutto sul presente ma un grande club come la Juventus ha l’obbligo di guardare anche, se non soprattutto, al futuro.

De Ligt non si tocca
In tal senso, nell’ultimo periodo spaventano e non poco le voci sempre più insistenti del possibile sacrificio di De Ligt in difesa.
L’olandese, che ancora non ha fatto il salto di qualità definitivo per caricarsi sulle spalle la formazione bianconera e diventarne il leader assoluto, è  indiscutibilmente (in rapporto età/valore) il calciatore più importante della rosa bianconera e ovviamente per questo anche quello con più mercato però prima di metterlo sul mercato e di finanziare la campagna acquisti con la sua cessione bisogna pensarci non una ma 100 volte.
Nell’anno in cui ha mollato Chiellini e con un Bonucci che ormai non assicura più alcuna garanzia difensiva privarsi del gigante olandese potrebbe rivelarsi un errore madornale, quasi irrecuperabile.
Solo l’eventuale acquisto di Koulibaly (sempre nell’ottica dell’Instant Team) potrebbe compensare nell’immediato questa cessione scriteriata.
Allegri, in passato, sulla solidità della BBC capitanata da Buffon ha costruito tutte le sue fortune.
Ipotizzare adesso una sua squadra che punti al "corto muso" con un portiere poco più che medio, un buco evidente sulla sinistra e una difesa centrale orfana in un colpo solo di Chiellini e De Ligt sembra davvero troppo.
Vero che Danilo è una garanzia assoluta così come fa ben sperare l’arrivo di Gatti e la sua voglia di affermarsi dopo tanta gavetta ma una squadra forte, l’abbiamo già scritto, si fonda sull’asse centrale e dopo aver finalmente trovato nel mercato di Gennaio scorso l’attaccante che serviva (Vlahovic), ora che Pogba sta tornando dopo anni di mediocrità a centrocampo, che senso avrebbe buttare via tutto sacrificando il leader difensivo su cui costruire la squadra del presente ma anche del futuro?
Pensaci bene Juve.

@stefanodiscreti