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Alla fine Gigio Donnarumma, dopo aver brutalmente tradito il Milan che l’ha cresciuto, si andrà ad accasare a Parigi dal ricchissimo emiro che con i soldi si sta comprando tutto il possibile, alla faccia del “calcio della gente”. Peccato perché, anche se il ruolo dell’estremo difensore in casa bianconera non ha la priorità assoluta nella lista dei rinforzi, rinverdire la tradizione di grandi portieri italiani e cementare la costruzione della nuova Juve di Allegri su un classe 1999 non sarebbe stato per niente male come biglietto da visita anche alla luce della stagione tutt’altro che positiva disputata da Szczesny, sicuramente da recuperare nell’immediato soprattutto nella testa.
Impossibile per la Vecchia Signora però poter competere con le cifre offerte dal PSG a Raiola e Donnarumma.
 
Ronaldo che fai?
 
Impossibile anche perché la Juventus ad oggi non sa ancora se nel corso della prossima stagione potrà contare o meno sul suo giocatore più rappresentativo in assoluto: Cristiano Ronaldo.
Infatti il portoghese, ad oggi, non ha ancora sciolto i dubbi sul suo futuro e dalla sua decisione dipenderà gran parte del prossimo calciomercato bianconero.
E’ ovvio che dinanzi ad un’eventuale partenza del fenomeno portoghese, Allegri chiederà determinate certezze e garanzie per restare competitivi anche a livello internazionale.
Non basterebbe in tal senso la riconferma del prestito di Morata né tantomeno l’eventuale ritorno di fiamma per Icardi, giocatore praticamente finito ai margini del calcio che conta da almeno un anno e mezzo ovvero da quando a Parigi ha trovato più posto in panchina che sui campi da gioco.
 
Locatelli o Pjanic? A centrocampo serve ben altro!
 
Tutto questo non fa che spostare però l’attenzione della Vecchia Signora da quella che invece dovrebbe essere l’assoluta se non l’esclusiva priorità: rinforzare il centrocampo, vero punto debole della squadra soprattutto in Champions League negli ultimi tre anni almeno.
I nomi di Pjanic (un ritorno) e Locatelli accostati alla Juventus in questi giorni non scaldano più di tanto l’ambiente ed è anche comprensibile.
Pjanic ha disputato una stagione orribile in Spagna, persino peggio di quella disputata dalla "sua contropartita” Arthur in Italia; un suo eventuale ritorno sarebbe sicuramente avallato da Allegri, che sul bosniaco ha impostato in passato gran parte del suo gioco di possesso palla, ma le garanzie fisiche lasciano a desiderare in merito.
Locatelli invece è sicuramente un giovane promettente che sta facendo bene, benissimo, al Sassuolo (ed in Nazionale) da oltre un anno. In questo caso il vero problema collegato all’operazione è però la valutazione che potrebbe esser data al calciatore dalla sua squadra di appartenenza.
Con tutta l’immaginazione del caso possibile non si può assolutamente pensare di pagare Locatelli come già fosse un campione navigato a 40 milioni di euro e oltre di valutazione.
A metà cifra (o giù di lì) l’investimento potrebbe esser anche giustificato, di più no anche perché la storia del calcio italiano, e non solo, è piena di calciatori che in provincia sembravano fenomeni e che poi una volta invece dopo essersi trasferiti in città come Milano, Torino, Roma o Napoli dove la pressione si raddoppia ed in alcune circostanze addirittura triplica, sono lettamente spariti nell’anonimato.
Alla Juve serve decisamente ben altro, ancor di più se poi dovesse perdere anche Cristiano Ronaldo.
Inutile girarci intorno, senza il fenomeno portoghese solo un Pogba o un Milinkovic Savic potrebbero ridare subito entusiasmo all’ambiente.
@stefanodiscreti