Game, set and match
 
La Juventus vince (ma non convince) anche a Napoli e chiude la lotta scudetto 2018/2019 (se mai è esistita...) con oltre due mesi di anticipo.
Campionato mai in discussione, il più sbilanciato in assoluto degli ultimi anni; davvero senza storia, forse uno dei più scontati e noiosi di sempre.
La squadra di Ancelotti ha provato anche a giocarsela ma la partita è stato lo specchio assoluto di questo campionato.
Ad un gioco corale migliore della squadra partenopea ha fatto da contrasto il cinismo della qualità della formazione bianconera, che si è limitata come troppo spesso le accade al compitino.
Troppo il divario tecnico in esser tra le due compagini.
Il Napoli poi si è fatto male anche da solo agevolando la vittoria bianconera con la sciagurata giocata di Malcuit in apertura che in pratica ha spianato il successo alla squadra di Allegri.
La sacrosanta espulsione di Meret (ma lo conoscete il regolamento?) per il fallo sul lanciato Cristiano Ronaldo e la susseguente realizzazione di Pjanic da palla ferma, il primo gol piazzato della Juve in stagione, ha chiuso con largo anticipo la sfida.
Il raddoppio di Emre Can, arrivato su altra disattenzione della difesa partenopea, ha messo una pietra tombale sul torneo.
Solo la superficialità di Pjanic nel secondo tempo, ha riaperto parzialmente la gara, con la squadra di Ancelotti che senza nulla più da perdere ha messo il cuore in campo riaprendo prima la sfida con Callejon e sfiorando addirittura poi il pareggio nel finale con il rigore sbagliato da Insigne.
Sarebbe cambiato poco o nulla comunque anche in caso di pareggio, diciamolo.
Il divario è enorme, non colmabile a breve termine.
Restano in dote le solite polemiche arbitrali per alcune decisioni di Rocchi che però non hanno minimamente modificato l’andamento della partita.
Se l’arbitro fosse andato al Var a confermare la sua corretta decisione in occasione dell’espulsione di Meret (questo si, come giustamente fatto notare anche da Ancelotti) probabilmente ce ne sarebbero state anche meno.
La gara del San Paolo ci consegna una Juve che ancora non si è ripresa dalla scoppola di Madrid.
Giocando come ieri sera le possibilità di ribaltare la qualificazione al ritorno diminuiscono in maniera esponenziale, giorno dopo giorno.
 
Ora tutto sulla Champions
 
Allegri, ha poco più di una settimana per preparare al meglio la partita contro Simeone & C. anche se le sue dichiarazioni a caldo a fine gara “non dobbiamo avere fretta di fare gol” fanno presagire che anche all’Allianz Stadium non cambierà la sua idea di impostare la gara contro l’Atletico Madrid pensando prima di tutto a non prenderle.
Tutte le polemiche che hanno accompagnato l’ultima settimana, critiche social e non solo, sembrano avergli messo addosso ulteriore insicurezza e paura.
Non sarà facile davvero invertire il trend del 2019 che vede la Juventus soffrire tantissimo contro le squadre dinamiche e che pressano forte.
Purtroppo il livello del campionato italiano, in tal senso, non aiuta per niente.
Perché Atalanta e poche altre squadre a parte, il resto del torneo propone un livello medio tattico assai inferiore agli standard europei.
È un grande problema questo perché vincendo così facile, limitandosi a fare il compitino, poi ci si disabitua a giocarsela a grandi livelli, ovvero quelli della Champions.
La speranza, per la Juve e per tutto il calcio italiano, è che nei prossimi anni il valore medio del torneo possa tornare a rialzarsi altrimenti già da Marzo non resterà che andarcene tutti al mare!
@stefanodiscreti