Che peccato
 
Che peccato che l’esperienza di Massimiliano Allegri sulla panchina della Juventus debba terminare con una sconfitta, anche se indolore e inutile ai fini della classifica.
La Sampdoria, al termine di una gara giocata con ritmi da torneo amichevole estivo, vince per due reti a zero e chiude il campionato infliggendo alla squadra bianconera la quarta sconfitta stagionale, la seconda a Genova.
Nelle parole del mister a fine partita c’è tutto il suo rimpianto, il suo dispiacere di lasciare una grande squadra, una grandissima società dopo cinque anni di successi e cinque scudetti.
Ringrazio tutti, dai magazzinieri ai fisioterapisti, i dottori, tutto il mio staff, l'autista, Riccardo e tutti quelli che ci sono stati vicini per cinque anni in modo elegante, naturale, con grande passione, che è quella che fa la differenza ed è quella che conta. Poi la società che mi ha permesso di lavorare dandomi sempre e comunque una rosa importante a disposizione. Lascio una squadra vincente, lascio una squadra che è più forte delle altre e credo nella prossima stagione farà ancora una stagione di primo livello, perché in Italia ha grandissime possibilità di vincere di nuovo lo scudetto, il nono, che è sempre un obiettivo della Juventus. Poi visto che magari quest'anno le cose sono andate male, l'anno prossimo con un pò di fortuna potranno fare molto bene anche in Champions. Perché non è che la squadra diventa scarsa in 20 giorni. Il direttore Paratici e Nedved saranno in grandi di sistemare questa squadra come riterranno opportuno fare. Io sono contento per quello che ho fatto. Nessuno il giorno che sono arrivato poteva immaginare quello che avremmo fatto in cinque anni. Vado via perché comunque la società ha deciso. Mi dispiace perché lascio un gruppo di lavoro importante dove, oltre al livello professionale, per arrivare a certi risultati sono fondamentali i rapporti umani perché tutti si devono sentire partecipi di quello che andiamo a fare. Ringrazio tutti quelli che ho allenato in questi cinque anni, tutti hanno dato un pezzettino per poter arrivare a questi traguardi. Questa è la cosa più importante, poi sono un professionista e la vita va avanti”.
 
Grazie Allegri, ma è giusto voltare pagina
 
La vita va avanti e chi verrà dopo Allegri avrà sicuramente una grandissima responsabilità perché fare meglio del tecnico toscano in termini di risultati e successi sarà davvero difficile, quasi impossibile se non si conquisterà la Coppa delle grandi orecchie.
Ma dopo Cardiff qualcosa si era ormai incrinato e l’involuzione bianconera degli ultimi due anni (soprattutto sotto il profilo del gioco), nonostante gli scudetti, è stata ben evidente.
Trascinare questo rapporto per inerzia sarebbe stata la cosa più sbagliata in assoluto.
Se dicessi che per il suo addio sono profondamente triste sarei un’ipocrita ma ribadisco che, per quanto ottenuto in questi cinque anni, Allegri meriti comunque un grande grazie.
Ovvio che adesso sarà importante vedere con chi la società bianconera lo rimpiazzerà perché dalla scelta dipenderà anche il giudizio di noi opinionisti.
Alcuni dei nomi accostati alla Juventus in questo periodo farebbero rimpiangere Allegri in maniera importante sin da subito, ma bisogna avere comunque assoluta fiducia in un gruppo dirigenziale che in questi anni ha dimostrato una competenza assoluta completando il percorso di crescita progressiva della squadra juventina in maniera costante e perfetta.
 
Atalanta show, Empoli a testa alta
 
Si conclude il campionato di Serie A, con un’appassionante ultima giornata a decidere contemporaneamente la lotta retrocessione e quella per la zona Champions e a ricordare a tutti quanti quanto sarebbe bello se il campionato italiano tornasse davvero competitivo come negli anni '80 e '90, quando tutti i verdetti, o quasi, venivamo emessi negli ultimi 90’.
Le emozioni regalate in contemporanea da Inter-Empoli, Spal-Milan e Atalanta-Sassuolo riconciliano i tifosi (tutti) con questo sport.
Alla fine, dalla prossima Champions League resterà fuori il Milan dove un grande Gattuso non è riuscito nell’impresa. L’Atalanta dei miracoli e del miglior calcio italiano praticato guadagna una qualificazione storica e meritatissima. Poche volte in passato una squadra ha avuto il consenso e il supporto di tutti, a prescindere dalla fede sportiva, come la squadra di Gasperini quest’anno. L’Inter, la solita pazza Inter, invece per il secondo anno consecutivo guadagna la Champions all’ultimo respiro condannando l’Empoli alla Serie B. Un Empoli che però esce a testa alta, anzi altissima, da San Siro.
Fiorentina e Genoa infatti non si fanno male e festeggiano insieme la salvezza, pensando più ad ascoltare la radiolina che a giocare, mentre a Roma le lacrime di De Rossi si mischiano con quelle dei tifosi giallorossi e la pioggia incessante che scende all’Olimpico.
Termina qui il primo campionato di Cristiano Ronaldo in Italia ma soprattutto termina qui l’esperienza di Massimiliano Allegri sulla panchina della Juventus.
Adesso arriva la stagione che ci piace di più, quella del calciomercato.
Allacciate le cinture e tenetevi forte, quest’anno ci saranno emozioni forti per tutti e da subito!

@stefanodiscreti