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Suicidio Napoli
 
Un finale di stagione davvero inaspettato.
La Juventus domina a Bologna vincendo per quattro reti ad una grazie ai gol di Chiesa, Morata doppietta, Rabiot e Orsolini e agguanta per i capelli la qualificazione in Champions.
La bellezza delle partite giocate in contemporanea, come si faceva una volta, regala anche stavolta grandissime emozioni nonché delusioni pazzesche a seconda ovviamente della sponda di tifoseria dalla quale si è seguita l’ultima giornata di un campionato complicato ed unico (giocato praticamente  interamente senza tifosi per la pandemia in corso) che va definitivamente in archivio.
Saranno Juventus e Milan ad affiancare Inter e Atalanta nella prossima Champions League.
Il Napoli, che alla vigilia della trentottesima giornata sembrava la favorita, si è suicidata sportivamente non andando oltre il pareggio casalingo contro il Verona di Juric che niente aveva più da chiedere a questo torneo ma che ha giustamente onorato la competizione sino in fondo.
 
Gattuso? Mi tengo Pirlo
 
Dispiace soprattutto per Gattuso, uno dei migliori uomini che circolano nel calcio italiano.
Uno dei pochi a dire sempre quello che pensa e ad assumersi le proprie responsabilità quando sbaglia.
Un allenatore però che non sembra assolutamente pronto, anche lui, per allenare una squadra di vertice come la Juventus.
Il suo nome, soprattutto in questi ultimi giorni, è stato più volte associato alla panchina bianconera della prossima stagione.
Diciamocelo chiaramente però, se la proprietà della Vecchia Signora deciderà di esonerare anche Andrea Pirlo, non è “Ringhio” di certo il nome giusto da cui ripartire.
Tre esoneri in tre anni in casa bianconera sarebbero sicuramente un record (negativo) senza precedenti.
 
Basta esoneri senza programmazione
 
Se non era colpa di Allegri due anni fa e non era nemmeno colpa di Sarri l’anno passato, la stagione in corso nettamente sotto le aspettative disputata da parte della Juventus non può esser assolutamente colpa solo di Pirlo.
Certo, l’ex regista bianconero di errori ne ha commessi, e anche tanti, ma alla sua prima esperienza in assoluto da allenatore è comunque riuscito ad evitare (per il rotto della cuffia) il fallimento dalla mancata qualificazione in Champions League portando addirittura a casa anche due trofei, la Supercoppa Italiana e la Coppa Italia.
Cosa vuol dire questo?
Che Pirlo non ha sicuramente la certezza di restare sulla panchina della Juventus anche nel corso del prossimo campionato  non potrebbe essere altrimenti viste le potenzialità della rosa bianconera a cui non hanno fatto seguito i risultati sportivi con la mancata partecipazione alla lotta scudetto sin dall’inizio, cosa che con altro allenatore di livello esperto probabilmente non sarebbe mai successa.
Però se c’è qualcosa che gli ultimi anni dovrebbero aver insegnato alla proprietà bianconera e soprattutto alla dirigenza è che cambiare allenatore senza avere un’alternativa di livello già pronta ma soprattutto senza programmare con il tecnico scelto un mercato specifico e idoneo all’idea di gioco tattica da proporre non solo sarebbe inutile ma assolutamente deleterio come dimostrato dalla flessione di risultati ottenuta dalla Juventus nell'ultimo triennio.
Se Pirlo verrà mandato via, e non sarebbe di certo uno scandalo o una cosa totalmente inaspettata, la Juve stavolta ha l’obbligo di nominare un allenatore top a cui affidargli anche la possibilità di pianificare un progetto tecnico/tattico con giocatori specifici da andare a scegliere sul mercato e non i soliti parametro zero, scambi da plusvalenza o prestiti vari.

@stefanodiscreti