L’ennesima partita noiosa di un campionato italiano sempre più mediocre, sia tecnicamente che tatticamente, è stata ancora una volta ravvivata ovviamente solo, come ormai sempre più spesso capita in questa stagione, dal “momento Var”. Destinata a portarsi dietro veleni per lungo tempo la decisione dell’arbitro Guida di fischiare nel primo tempo un rigore a favore della Fiorentina per mani di Chiellini salvo poi tornare indietro suoi propri passi dopo aver ricevuto indicazioni specifiche in auricolare.
 
Così non Var
 
Diciamolo.
A prescindere dall’esser favoriti o svantaggiati, questo uso del Var proprio non ci piace.
Stare lì 2-3 minuti in attesa di capire se è gol regolare o meno, se il rigore si tirerà o no è davvero l’anti-calcio. Avevamo promosso l’utilizzo del Var ad inizio stagione, con la richiesta di qualche specifica modifica (la chiamata a richiesta per i tecnici, per dire) ma ultimamente questo andare all’indietro nel corso di un’azione, alla ricerca anche di situazioni dubbie non evidenti, sta facendo perdere qualsiasi convinzione in merito. Il Var dovrebbe essere adottato solo in casi eclatanti, decisive. Non per un episodio dubbio al 18' del primo tempo.
Premesso che il rigore per la Fiorentina probabilmente non c’era, una volta fischiato l’arbitro avrebbe dovuto avere il coraggio di andare fino in fondo. Anche sbagliando. Non è chiaro se il mani di Chiellini è volontario, sembra chiaro che Alex Sandro tocca la palla non spontaneamente; sembra abbastanza più chiaro invece il fallo di Simeone su Alex Sandro. Visione moviolistica confermata anche dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, non certo un giornale pro-Juve o una rubrica di parte come potrebbe essere considerata anche questa. Nel dubbio però, viste le molteplici interpretazioni possibili, una volta fischiato il penalty il Var in questo genere di situazioni non dovrebbe intervenire. Soprattutto poi se all'inizio della gara. Altrimenti questo non è davvero più calcio.
 
Bernardeschi, proprio lui.
 
Var a parte, primo tempo assai avaro di emozioni, con in pratica un solo tiro in porta complessivo tra le due compagini ovvero il palo colpito dal viola Gil Dias che ha strozzato in gola l’urlo dei tifosi fiorentini che aspettavano questa gara per provare a salvare una stagione sempre più negativa. Nel secondo tempo lo spettacolo evidenziato dal campo non è stato assolutamente migliore ma la Juventus è arrivata al vantaggio al primo tiro in porta dell’incontro.
Era scritto, non poteva esser altrimenti, che “proprio lui” (cit.) ovvero l’ex attesissimo e fischiatissimo Federico Bernardeschi sbloccasse la partita, con una punizione velenosa sulla quale Sportiello però non è sembrato impeccabile. Anzi.
A chiudere la pratica ci ha pensato il ‘Pipita’ Higuain nell’unica palla decente ricevuta in tutta la gara. Rifornimenti praticamente a secco per l’attacco, conseguenza della pessima prestazione dell’intero reparto di centrocampo juventino.
Comunque, alla squadra di Allegri servivano i tre punti per potersi concentrare al meglio per la gara di Champions contro il Tottenham ed alla fine, in un modo o nell’altro, sono arrivati.
Ma se la Juventus replicasse la partita giocata contro la Fiorentina più scarsa dell’era Della Valle anche contro gli inglesi non avrebbe scampo, soprattutto da un punto di vista di tenuta mentale.
Bisogna recuperare gambe e soprattutto testa.
In Europa, a differenza dell’Italia, non vince chi subisce meno gol ma chi ne segna di più. La difesa bianconera in campionato ha ormai ottenuto livelli eccezionali ma in  Champions League serve che i top player offensivi facciano la differenza.
Senza Dybala e Cuadrado, dovranno essere necessariamente Douglas Costa, Bernardeschi e Higuain a doversi caricare sulle spalle le sorti internazionali della Vecchia Signora, sfruttando anche gli assist di Pjanic e l’esuberanza di Mandzukic ma non solo.
Servirà fantasia, tecnica. Bisogna alzare l’asticella.
In questo torneo nostrano tecnicamente mediocre puoi giocare male quanto vuoi tanto basta la giocata singola del campione, il guizzo, a determinare l’esito di una partita.
In Champions decisamente no.

@stefanodiscreti