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Il ko casalingo di ieri maturato contro il Parma non è un vero e proprio campanello d'allarme, ma fa comunque preoccupare. La Juventus è stata penalizzata dal grave infortunio di Quagliarella (stagione finita!) e soprattutto dall'incredibile ingenuità del 'solito' Felipe Melo. Due episodi che avrebbero tagliato le gambe a chiunque. Ma è altrettanto vero che se una squadra come la Juventus dichiara di voler ambire allo scudetto, avrebbe comunque dovuto fare meglio di quello che s'è visto in campo contro i ducali. Altre grandi squadre, seppure in dieci (l'Inter ad esempio) sono riuscite ad avere la meglio su avversari, sulla carta, di minor blasone. E ieri la Signora avrebbe comunque dovuto comunque imporsi sugli emiliani o quantomeno rimettersi in carreggiata. Per ora non cambia nulla. E' stato solamente un incidente di percorso e ora si ripartirà più forti di prima, con un Luca Toni in più, anche se la sua carta d'identità non è proprio di 'primo pelo'. Lo sperano i tifosi della Juventus, ma soprattutto se lo augura Del Neri.

Ma esaminando il pesante ko contro i gialloblù, saltano agli occhi due obiettività. Felipe Melo non cambierà mai e, purtroppo, Krasic ha preso una brutta abitudine: quella di tuffarsi preventivamente. Partiamo dal brasiliano. Il centrocampista è cambiato, tanto, rispetto all'anno scorso. Sia tatticamente (più ordinato in campo) che dal punto di vista disciplinare. La cura Del Neri gli ha fatto bene, ma il raptus è sempre dietro l'angolo. E la scarpata a Paci ne è l'ennesima dimostrazione. La sua indole è sempre pronta a venir fuori. Le statistiche parlano chiaro: 31 ammonizioni e cinque espulsioni da quando è in Italia (ieri è arrivato il primo rosso diretto). Per un totale di 17 giornate di squalifica. Senza dimenticare l'espulsione rimediata in Sudafrica in Brasile-Olanda, dopo un intervento brutale su Robben, che è costata l'eliminazione dei verdeoro dal Mondiale. Certo la tacchettata di Paci sulla sua coscia non era cosa buona e giusta, ma la reazione del brasiliano lo è ancor meno. Lui ha già chiesto scusa ai compagni e siamo sicuri che è stato soltanto un episodio isolato. La trance agonistica spesso porta a perdere la testa. Persino il 'mansueto' Zidane ne sa qualcosa. Ma è difficile nascondere il proprio ego quando si è Felipe Melo. Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.

Stesso discorso vale per Krasic. Dopo la simulazione contro il Bologna, sempre con De Marco arbitro, il serbo c'è ricascato. Il direttore di gara, per sua fortuna, no. All'epoca Iaquinta sbagliò il rigore, mentre l'ex laterale del Cska Mosca si beccò due giornate di squalifica per quell'orribile tuffo. Ieri Krasic ha rischiato di ripetersi, ma con una sostanziale differenza: il contatto, seppur lieve, questa volta c'è stato. Contro i rossoblù nemmeno per sogno. Ma ieri il centrocampista, durante la 'sterzata' in velocità, era già in caduta libera prima ancora di entrare in collisione con l'avversario. Un vizio fastidioso, che comincia a far perdere la pazienza agli sportivi italiani e anche a diversi tifosi della Juventus. Cadere se si è toccati è più che lecito. Sbilanciarsi preventivamente no. Questo non è fair play. E da quando è arrivato in Italia, il serbo ci ha preso gusto. Speriamo si dimentichi queste brutte abitudini. E' vero che la sua velocità spesso mette in crisi gli avversari e che subisce una marea di falli durante i 90 minuti, ma questo non ha nulla a che vedere con il campionato di tuffi. Felipe Melo quasi certamente riceverà una bella multa dalla società di corso Galileo Ferraris. Speriamo che venga richiamato e 'ammonito' pure Krasic.