165
L’abbiamo sostenuto molte volte dalle pagine di questa rubrica, passando anche per arroganti: la Juventus B sarebbe la più accreditata rivale per competere nella lotta scudetto contro la Juve A. Il modo devastante con cui la squadra di Allegri, imbottita di “riserve”, si è liberata dell’ostacolo Udinese ne è la riprova. Non c’è proprio storia quest’anno, la lotta per il titolo è totalmente a senso unico anzi non è proprio mai esistita. La rosa bianconera messa a disposizione del mister toscano in questa stagione è pazzesca, con almeno due titolari per ruolo e una serie di combinazioni infinite alla ricerca della formula migliore.

URAGANO KEAN - Ieri sera abbiamo assistito alla consacrazione di Kean, davvero un uragano. Una doppietta di pregevole fattura oltre a tante iniziative da giocatore vero che ci pongono il dubbio se non sarebbe stato il caso di utilizzarlo più spesso durante il corso del torneo soprattutto per far rifiatare Mandzukic e Ronaldo, che appaiono esser arrivati invece a corto di forze nel momento clou della stagione. Lo strapotere fisico con cui si è conquistato il calcio di rigore, trasformato poi da Emre Can, sicuramente insinuerà anche qualche dubbio nel cervello del mister perché la sua freschezza e la sua velocità potrebbero esser importanti martedì prossimo nella “partita”, magari nella parte finale subentrando a gara in corsa.
I gol di Matuidi e Lasagna hanno arrotondato il punteggio sul 4 a 1 finale, risultato ed esito della sfida mai davvero in bilico. Un buon allenamento e poco più in vista del ritorno della Champions, un buon modo per provare a scacciare la tensione che si taglia però a fette nell’ambiente.
 
ATLETICO DA RIMONTARE - E allora per una volta sorvoliamo sulle parole di fine gara di Allegri, perché infierire in questo momento così delicato sarebbe forse anche ingiusto e sicuramente deleterio alla tranquillità e serenità dell’ambiente. Ci sarà tutto il tempo per fare il punto e parlare di eventuali fallimenti dopo martedì sera. Una cosa è certa e ce lo ha ricordato anche il primo blocco di ritorno degli ottavi di finale, in Champions nessuna impresa è impossibile. Soprattutto negli ultimi anni poi stanno avvenendo rimonte pazzesche.
Chi di voi si sarebbe immaginato un Manchester United capace di ribaltare in modo così clamoroso la sconfitta casalinga contro il PSG? Chi scorrendo le formazioni iniziali e vedendo la lista infinita di assenti tra i “Red Devils” si sarebbe aspettato l’ 1 a 3 finale? Niente è scontato, tantomeno deve esserlo quindi la gara contro l’Atletico Madrid di Simeone. La Juventus parte sfavorita dopo il risultato della gara di andata ma se l’anno scorso stava per ribaltare uno 0 a 3 contro il Real Madrid vuol dire che, come recitava un vecchio claim pubblicitario, “impossible is nothing”. Per ogni impresa che si ricordi ci vuole però una grande dose di fortuna ma soprattutto coraggio e incoscienza. Come quella che hanno avuto i ragazzini terribili dell’Ajax capaci di andare a segnare 4 gol a Madrid, non accontentandosi di aver incanalato la partita a loro favore ma continuando ad osare fino alla fine, senza paura, senza indietreggiare un solo metro, nemmeno quando la qualificazione pendeva dalla loro parte. Ecco, martedì sera servirebbe proprio una Juve così...

@stefanodiscreti