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La Juve “svende” De Ligt per… colpa di Pogba
 
67 milioni di euro pagabili in 4 anni più un massimo di ulteriori 10 milioni di euro in bonus vincolati a determinati risultati sportivi da raggiungere. La Juventus ha ufficializzato le cifre della cessione di De Ligt al Bayern Monaco.
La Vecchia Signora cede il suo giovane più promettente ad un importo nettamente inferiore rispetto a quella che era la clausola di rescissione prevista nel contratto ma anche assolutamente lontano dalla base di asta di partenza ipotizzata da più parti nei giorni scorsi.
Sicuramente l’operazione Pogba ha condizionato in maniera pesante la trattativa.
Se da una parte l’avvocato Pimenta ha evidentemente favorito la squadra bianconera per il ritorno del fenomeno francese in maglia juventina, accettando una commissione relativamente bassa ed un ingaggio non troppo esoso per il “Polpo”, è chiaramente ipotizzabile che a fronte di tutto questo abbia richiesto determinate condizioni di favore per il suo assistito olandese come segno di “ringraziamento” da parte della dirigenza juventina.
Finisce così, dopo solo 3 anni, il matrimonio tra la Juventus e De Ligt. Un vero peccato.
 
Ancora un sacrificio importante
 
D’altronde la recente storia bianconera insegna proprio questo: dal primo Pogba a De Ligt, passando per Cristiano Ronaldo, la forza finanziaria juventina (garantita dalla continuità della famiglia Agnelli) è sicuramente importante, unica nel panorama italiano, ma non tale da reggere l’urto con le altre grandi realtà europee.
Bayern Monaco, Real Madrid, Barcellona, Chelsea, Manchester United, Liverpool. Le grandi squadre del calcio internazionale non vendono praticamente mai i propri pezzi pregiati (ancora meno poi se giovanissimi). Per non parlare poi delle squadre gestite dagli emiri come il Manchester City o il PSG.
E’ il destino della Juventus invece quello di non riuscire mai a godere per troppo tempo dei propri fenomeni. Nemmeno il tempo di esaltarsi infatti per gli arrivi di Pogba e Di Maria che subito è arrivata la doccia fredda per la cessione di De Ligt.
In tanti, per rendere la pillola meno amara, diranno che l’olandese ha reso meno di quello che ci si aspettava in questi anni e che spesso ha condizionato in negativo le prestazioni difensive della squadra con errori personali.
Pochi però evidenzieranno il fatto che al momento della cessione De Ligt non ha compiuto ancora nemmeno 23 anni e che normalmente, alla sua età, i difensori italiani ancora giocano in primavera mentre quelli stranieri che arrivano in Serie A per arrivare a livelli accettabili necessitano di almeno 2 o 3 stagioni di rodaggio in provincia, senza aver collezionato nel frattempo alcuna esperienza internazionale di livello.
 
Non è solo una questione di soldi
 

Non si poteva fare altrimenti forse, anche perché il calciatore non ha mai manifestato alcuna intenzione di ridursi l’ingaggio e soprattutto le sue prime parole ufficiali da neo giocatore del Bayern Monaco hanno fatto capire subito che non si trovava nemmeno troppo a suo agio con il gioco di Allegri.
Credo che qui giocherò come giocavo all'Ajax, alla Juve era diverso. Credo che difenderò giocando anche la palla, in maniera più forte ma anche più veloce".
Possesso palla, intensità e velocità, ovvero tutto quanto mancato nel gioco della Juventus nelle ultime stagioni, soprattutto in particolare dopo il ritorno di Allegri sulla panchina bianconera.
Senza Chiellini e De Ligt la difesa juventina perde in un colpo solo gran parte delle certezze.
Adesso però è tempo di pensare alle alternative ma questa è un’altra storia, che ha generato uno degli scontri di mercato più appassionanti degli ultimi anni, che affronteremo a parte presto insieme. Anzi prestissimo.
@stefanodiscreti