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Juve brutta da non crederci
Una Juve imbarazzante, davvero troppo brutta per essere vera.
Una prestazione negativa in Champions come non si vedeva da almeno 10 anni in casa bianconera.
Al termine della pesante sconfitta contro il Porto resta di positivo solamente il gol di Chiesa nel finale che tiene ancora in gioco la Vecchia Signora per il discorso qualificazione.
Dopo la sconfitta in campionato contro il Napoli ci si aspettava tutt’altra risposta da parte della formazione di Pirlo.
Clamorosi, in particolare, i due goal subiti in apertura dei rispettivi tempi di gioco, roba difficile da vedere anche nei campi di periferia.
Un atteggiamento davvero ingiustificabile, da non crederci.
 
Tanto da lavorare
Ci sarà davvero da lavorare tanto nei prossimi giorni per invertire la tendenza negativa dell’ultimo periodo.
Senza Arthur il centrocampo juventino ha smarrito quella sicurezza che sembrava aver invece acquisito con la crescita del centrocampista brasiliano.
Chi più di tutti ci ha rimesso in tal senso è sicuramente Bentancur, che oltre all’orrendo errore in occasione del primo goal del Porto ha dimostrato ancora una volta, semmai ve ne fosse bisogno, che non è un centrocampista di livello che può prendere in mano il gioco della Juventus; può esser solo un gregario, non il perno.
Si sono poi fatte sicuramente sentire le tante assenze importanti ma non sono un’attenuante assoluta questa perché dall’altre parte c’era una squadra che, anche se ben messa in campo da Sergio Conceicao, non era sicuramente entusiasmante. Anzi.
La dimostrazione della differenza di qualità tra le due compagini si è vista negli ultimi minuti di gioco dove la formazione bianconera, dopo una prestazione assolutamente negativa, avrebbe potuto addirittura recuperare lo svantaggio se l’arbitro avesse fischiato l’evidente fallo in area di rigore ai danni di Cristiano Ronaldo.
 
Champions in salita
Si chiude così la due giorni di Champions League dove si sono disputati i primi 4 ottavi di finale che hanno messo in mostra due formazioni su tutte: il Livepool di Salah e il PSG di Mbappè nonché hanno aumentato i rimpianti in casa Juventus per un calciatore, Moise Kean, lasciato partire con troppa superficialità; senza poi farsi ulteriormente del male guardando anche quanto di clamoroso sta facendo Haaland con la maglia del Borussia Dortmund.
Il giovanissimo attaccante italiano avrebbe sicuramente fatto comodo a questa Juve ma questa è un’altra storia collegata alle strane operazioni di mercato degli ultimi anni in cui si è privilegiato più il lato finanziario, per la ricerca ossessiva delle plusvalenze, piuttosto che quello tecnico.
Di certo se la squadra di Pirlo non crescerà nel corso delle prossime settimane forse ce la potrà anche fare a ribaltare la sfida contro il Porto al ritorno ma sembra davvero difficile che poi potrà raggiungere i livelli di Liverpool, PSG o della squadra campione uscente, da poco laureatasi anche campione del mondo, Bayern Monaco.
Il solo Cristiano Ronaldo non può colmare il Gap che ad oggi appare assai evidente.
Serve una crescita totale della squadra oltre al recupero di giocatori fondamentali come Cuadrado e Dybala.
Serve una crescita di Andrea Pirlo che nell’ultimo periodo sembra invece essersi bloccata...