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Stavolta niente sorprese
 
Come era ormai ampiamente prevedibile, la Juventus è campione d’Italia per la nona volta consecutiva, un dominio assoluto senza precedenti.
La squadra di Maurizio Sarri, al suo primo storico scudetto in carriera, sfrutta finalmente il match point a disposizione battendo la Sampdoria per 2 reti a 0.
Ancora una volta decisivo per il risultato finale Cristiano Ronaldo (che nel finale sbaglia addirittura un rigore) insieme a Bernardeschi tornato finalmente al goal anche lui nel giorno della partita decisiva per la conquista del tricolore.
 
Uno scudetto anomalo
 
Quello del 2019/2020 verrà ricordato come lo scudetto più anomalo di sempre della storia della Juve e non solo.
L’emergenza Covid-19, la sospensione del torneo per 3 mesi, le gare disputate in sequenza in estate a porte chiuse (a temperature e tassi di umidità insopportabili) per recuperare il tempo perso e salvare il calcio da un fallimento finanziario quasi certo.
Non eravamo abituati a niente di tutto ciò.
Non eravamo abituati nemmeno a vedere la Vecchia Signora vincere il titolo senza avere la migliore difesa del torneo; con più di un goal subito a partita di media la squadra bianconera ha confezionato la sua peggiore performance difensiva dai tempi di Delneri.
Davvero una grande anomalia da parte di chi invece negli anni precedenti aveva sempre costruito i suoi successi partendo dalla blindatura difensiva.
 
La Juve di Sarri
 
La prima vera “rivoluzione Sarriana” la si può leggere sotto questo punto di vista; se non ancora nella coralità del gioco e nella ricostruzione della squadra con il ringiovanimento della rosa, con l’avvicendamento Allegri-Sarri sulla panchina della Juventus per la prima volta la squadra bianconera ha vinto più per meriti dell’attacco che per quelli della difesa.
Una svolta mentale e tattica? Per ora ancora no (forse parziale) ma sicuramente un punto di partenza per il futuro.
E’ chiaro che per proseguire su questa strada ci vorrà l’incrocio tra due situazioni ben distinte:
-la prima, la volontà della proprietà di proseguire senza se e senza ma con le prestazioni dell’ex tecnico di Napoli e Chelsea sulla panchina della Juve
-la seconda, la concessione al tecnico, da parte della dirigenza, di avere finalmente voce in capitolo nella scelta della prossima campagna acquisti.

La vera rivoluzione, salvo tracolli in Champions, la vedremo quindi solo a partire del prossimo campionato.
Anche Sarri, visibilmente emozionato a fine gara, liberatosi finalmente del peso di esser etichettato come un “non vincente” sarà sicuramente più leggero e sereno nella gestione globale della situazione.
Non era facile sostituire un tecnico vincente come Massimiliano Allegri e confermare la Juve alla vittoria.
Non era facile convivere con l’incubo di esser ricordato per sempre come il “nuovo Maifredi” riuscendo addirittura nell’impresa di non riuscire a vincere in Italia dopo 8 anni di successi consecutivi.
Ora che il peso dallo stomaco è stato tolto, ora che le ali sono state spiegate, la Juventus di Sarri può davvero prendere il volo.
Se vincere non è mai facile (anche se è l’unica cosa che conta), vincere in ripetizione è quasi impossibile, una vera impresa da tramandare ai posteri.

@stefanodiscreti