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Sesta sconfitta stagionale
 
Un’altra sconfitta in stagione per la Juventus.
In formazione largamente rimaneggiata e con la testa chiaramente già altrove, probabilmente al prossimo ritorno della Champions League, la squadra di Sarri cade anche a Cagliari sotto i colpi di Gagliolo e Simeone.
Ad obiettivo raggiunto, giocando ogni 3 giorni e con il caldo dell'ultimo periodo, ci può tranquillamente stare.
Inutile cercare la polemica a tutti i costi o esser preoccupati oltre il lecito.

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De Laurentiis, alzi bandiera bianca?
 

Chi invece è evidentemente preoccupato non solo per la prossima stagione ma proprio per il futuro del calcio italiano è sicuramente il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis.
Dinanzi allo strapotere bianconero dell’ultimo decennio, non avendo i mezzi necessari (o non volendo spendere oltre) per poter competere e provare a ribaltare le gerarchie del campionato, si sta lanciando in voli pindarici per provare a trovare insieme alla Federcalcio una formula di torneo che possa fermare i meritati successi sul campo della formazione bianconera.
Probabilmente, una volta passati all’altra sponda Higuain prima e soprattutto Sarri poi, si è reso conto di quanto è ormai grande il divario (quasi incolmabile) nei confronti della Vecchia Signora e di che rendimento pazzesco entrambi, soprattutto il Mister, avevano avuto sotto la sua gestione napoletana.
In pratica il Sarri di Napoli forse lo aveva illuso di aver avvicinato la Juventus sottovalutando il lavoro quasi “miracoloso” del mister.
Passato ormai il tecnico (al suo primo scudetto in carriera) dalla parte dei “nemici” il Presidente del Napoli ha capito che con le attuali rose a disposizione sarà durissimo, se non quasi impossibile, fermare il dominio bianconero anche nei prossimi anni.
 
Cambiare anche si, ma solo se cambiano tutti
 
L’ex storica voce di "Tutto il calcio minuto per minuto" Riccardo Cucchi ha commentato così dal suo profilo personale Twitter l’uscita di De Laurentiis:  “Se si vuole battere la squadra più forte, si cerca di diventare ancora più forti. Non di cambiare il format del campionato. Mia personalissima opinione” che poi altro non è che il pensiero comune della maggioranza degli sportivi italiani.
I playoff e i playout sono soluzioni anche affascinanti ma che presentano alla base una rivoluzione totale di gestione mentale e fisica, di organizzazione dei calendari e di preparazioni varie.
Basti guardare la NBA Americana dove i pronostici di Season vengono poi regolarmente ribaltati nei playoff effettivi.
Una modifica di questa portata andrebbe valutata esclusivamente se anche gli altri maggiori campionati esteri, la Liga, la Premier League, la Bundesliga e la Ligue One, la prendessero in considerazione magari vicino anche ad un cambiamento della formula della Champions League, come suggerito più volte nel corso degli ultimi anni da Andrea Agnelli.
Con una Super Champions League, più grande e dispendiosa, avrebbe senso ipotizzare una rivoluzione di questo tipo che andrebbe a sminuire l’importanza della prima parte di stagione di ogni singolo campionato nazionale caricando i playoff e i playout dell'adrenalina risparmiata.
Cambiare le regole solo per danneggiare una squadra in particolare sa invece molto di invidia, di debolezza, di bandiera bianca alzata davanti a tutti.
In fondo, diciamolo, se il problema del calcio italiano è la Juventus la soluzione più semplice sarebbe quella di inventarsi una nuova Calciopoli e non andare a stravolgere tutto, perché se poi anche con i playoff la Juventus dovesse continuare a vincere che si fa? Già il VAR era stato accettato con entusiasmo perchè ritenuto l'arma giusta per fermare lo strapotere bianconero, 
il passo successivo poi quale sarebbe? Quello di far giocare i giocatori juventini con le mani legate dietro la schiena o bendati?
@stefanodiscreti