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Esordio in Champions con sconfitta

Diciamolo.
Per le parole di Allegri dei giorni passati e per l’inizio shock sotto i colpi di Mbappè ci si aspettava una sconfitta di proporzioni nettamente superiore per la Vecchia Signora, una disfatta epocale.
Invece la Juventus ha resistito con orgoglio e nel secondo tempo grazie all’ennesima papera di Donnarumma in Champions sfruttata a pieno da McKennie ha addirittura rischiato di ottenere un pareggio stoico che avrebbe potuto rappresentare il punto di svolta dell’intera stagione.
 
Mbappè marziano 
 
Mbappè imprendibile imbeccato da un Neymar in serata di grazia ha confermato di esser, in questo momento, il calciatore più forte al mondo rafforzando la candidatura del PSG per la vittoria finale in Champions League soprattutto adesso che la squadra, vuoi per il ritorno a grandi livelli di Sergio Ramos vuoi per la scelta di Galtier in panchina, sembra una squadra nettamente più solida in campo e con davvero pochi punti deboli.
Senza l’errore di Donnarumma e l’egoismo dello stesso Mbappè in occasione del potenziale 3 a 0 infatti (Neymar avrebbe dovuto solo spingere la palla in gol a porta vuota) non staremmo di certo qui a parlare di una partita equilibrata sino alla fine, merito però sicuramente anche della Juventus che ci ha creduto nonostante le grandi difficoltà.
Intanto quelle di allestimento della formazione iniziale, dove le assenze di Pogba e Di Maria, i valori aggiunti (almeno sulla carta) dell’ultima campagna acquisti bianconera, hanno determinato una squadra operaia dello stesso livello, se non addirittura inferiore, a quella dell’anno passato.

Cuadrado irriconoscibile, Bonucci impresentabile
La scelta di Allegri di puntare sulla difesa a 3 con il doppio attaccante davanti è sembrata quasi inevitabile, peccato che almeno due interpreti decisivi di questo cambio tattico, Cuadrado e Bonucci, siano totalmente mancati risultando in assoluto i peggiori in campo di parte juventina.
In particolare Bonucci, sia con la difesa a 3 che con quella a 4, ha confermato di non esser più proponibile a certi livelli.
È arrivato il momento di farsi da parte, soprattutto con un Gatti in rampa di lancio che scalpita in panchina.
Cosa resta della sconfitta a Parigi in casa Juve?
Sicuramente la consapevolezza che con un po’ di coraggio in più questa squadra, nonostante le difficoltà, può giocarsela con tutti anche in condizioni di estrema emergenza.
Atteggiamento impavido che sicuramente non potrà venire meno nella prossima gara di Champions, tra una settimana a Torino, che rischia già di esser decisiva per il passaggio del turno nel girone.
La gara contro il Benfica sarà sicuramente la più importante di questa prima porzione di stagione.
Contro i portoghesi non basterà l’impegno, servirà giocarsela all’attacco cercando di mantenere il più possibile il possesso palla facendo la partita cosa che in questa prima parte di campionato non è invece praticamente capitata mai o quasi.
Serve una svolta, nel gioco e nel coraggio, perché mentre in campionato c’è tanto tempo per recuperare (e la classifica cortissima è lì a testimoniare l’equilibrio al ribasso di una Serie A sempre più scarsa da un punto di vista tecnico, fisico e tattico) in Champions non si può praticamente più sbagliare.

Fallire il passaggio del turno sarebbe devastante dal punto di vista ambientale; Allegri, che questo lo sa bene, conta di recuperare almeno Di Maria in fretta perché sa che il fenomeno argentino può compensare la mancanza di gioco della squadra con il suo talento.
Nessuno dovrà sottovalutare il prossimo impegno di campionato contro la Salernitana ma se bisognerà nuovamente rischiare il “Fideo” stavolta lo si faccia in Champions.
Se la stagione da “turista” dell’argentino passerà da malanni, acciacchi, mondiali e pensieri al prossimo ritorno in Argentina che perlomeno si cerchi di valorizzare il suo ingaggio nelle partite davvero decisive per i bianconeri.
Perché perdere contro il PSG ci può anche stare, non vincere contro il Benfica la settimana prossima assolutamente no.


@stefanodiscreti