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McKennie, colpo a sorpresa.
 
Alzi la mano chi, sentendo il nome di Weston McKennie accostato per la prima volta a quello della Juventus, ha avuto come prima reazione un pensiero in stile Don Abbondio “Carneade! Chi è costui?.
Sono colpi però affascinanti questi, quelli che più di tutti stimolano la fantasia del tifoso.
Non un acquisto certo da scendere in piazza a festeggiare con caroselli lungo la strada ma nemmeno un colpo alla Ramsey o alla Rabiot che già in partenza ti lasciano perplesso (se erano grandi campioni integri e senza problemi fisici le rispettive squadre di appartenenza li avrebbero lasciati partire a zero euro?).
Giovane, carismatico, forte fisicamente e già con buona esperienza acquisita con lo Schalke 04 e la Nazionale USA, la Juventus seguiva l’americano da almeno un paio di anni, ma se mentre prima la destinazione prevista era quella dell’Under 23 adesso la sua collocazione sarà direttamente in prima squadra, stesso percorso agevolato con corsia preferenziale riservato anche ad Andrea Pirlo per la panchina.
Se sarà un nuovo Vidal o un nuovo Lemina solo il campo saprà dircelo, di certo la formula di acquisto (prestito più diritto di riscatto) pone la Vecchia Signora in una posizione estremamente tutelata.
Il suo arrivo prosegue il percorso, necessario, di ringiovanimento che la Juventus sta seguendo soprattutto a centrocampo.
Fuori Pjanic, fuori Matuidi e con la speranza di tagliare presto anche Khedira e forse Ramsey; Pirlo sembra avere le idee chiare in tal senso. Nessun top player ancora acquistato nel settore nevralgico del campo ma tanta tanta voglia di rinnovamento.
 
Dzeko? Solo se torna anche Kean!
 
Quella voglia di rivoluzione e di ringiovanimento che invece non sembra valere (almeno per ora) per il reparto offensivo dove si sta cercando di rimpiazzare l’epurato Higuain (sarà una separazione dolorosissima per la Juve, soprattutto in termini di bilancio e finanze) con giocatori coetanei (Suarez, Cavani, Benzema) o addirittura anche più vecchi (Dzeko).
In particolar modo l’acquisto dell’attuale centravanti della Roma, classe 1986, avrebbe senso (o perlomeno si potrebbe giustificare, accettare) solamente se venisse abbinato al ritorno di Kean o di un altro attaccante giovanissimo di prospettiva da fargli crescere accanto.
Puntare un’intera stagione sull’accoppiata Ronaldo – Dzeko (quasi 70 anni in due) vorrebbe dire sfidare il destino in modo superficiale. Saranno pure grandi professionisti, ma andare contro la carta d’identità senza crearsi una valida alternativa in casa sarebbe davvero da sciocchi.
L’ultima stagione ha dimostrato che la media età altissima della squadra ha nettamente condizionato in negativo le prestazioni fisiche.
A prescindere dall’ammutinamento di gran parte della rosa (soprattutto della vecchia guardia) nell’accettare il rimettersi in discussione per seguire la rivoluzione tattica sarriana, la formazione bianconera non ha mai dato dimostrazione lungo tutto l’intero anno (e anche più) di essere squadra che stava bene fisicamente.
Ogni qualvolta si è affrontata una squadra energica, dinamica (che fosse la Lazio, l’Atalanta, il Verona o il Lione di turno) si è andati in seria difficoltà.
L’affascinante sfida intrapresa adesso con la scelta dell’esordiente Pirlo deve prima di tutto invertire questa pessima tendenza del recente passato. 
Per affrontare al meglio la prossima stagione serve forza fisica, resistenza, dinamismo e continuità ancor prima del talento, quello già abbondantemente garantito dalla presenza in rosa di Ronaldo, Dybala, Douglas Costa, Cuadrado e Bernardeschi (ovviamente se resteranno tutti).
Se il Maestro Pirlo riuscirà a trovare la quadra nella fase di recupero palla sarà già a metà dell’opera.
@stefanodiscreti