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Felipe Melo da qualche giorno è un brasiliano triste. Ha perso il suo amato 'fratello' e connazionale Diego Ribas da Cunha e si sente un po' più solo. Ma per fortuna la cosa non ha pesato più di tanto sulle sue prestazioni sportive e, soprattutto, sembra rinfrancato - e molto - dalla cura Del Neri-Marotta. Dopo una stagione, quella passata, disastrosa, e un Mondiale culminato con la sua pubblica crocifissione, il carioca aveva una gran voglia di tornare a Torino, riprendere in mano la sua carriera e dimostrare a tutti i tifosi della Juventus che quello dell'anno scorso era il fratello scarso del giocatore visto alla Fiorentina. I presupposti c'erano tutti: nuova stagione, nuova vita. Ma con la partenza dell'amico, tornato in Bundesliga dopo un anno di purgatorio in Italia, c'era il pericolo che il centrocampista si deprimesse e tornasse nel limbo.

E invece ieri sera i tifosi della Signora hanno potuto apprezzare il nuovo Melo, o quantomeno quello vecchio, uscito finalmente dalla naftalina. Un giocatore rinato, soprattutto nello spirito. Un calciatore che non perde più la palla come un bambino della scuola calcio, che non si avventura più in pericolose serpentine in giro per il campo e che non tenta più lanci inverosimili, quasi impossibili. Ora bada al sodo: gioca palla a terra, a testa alta, gioca facile e soprattutto mantiene la calma anche se pressato, senza buttare via palloni elementari. Questo è sicuramente frutto della cura Del Neri-Marotta. Il tecnico gli ha restituito la fiducia nei suoi mezzi; il direttore generale, non mettendolo sul mercato e difendendolo con la stampa senza gettarlo in pasto a facili giudizi, gli ha fatto capire quanto la Juventus conti ancora su di lui. E la sua testa s'è sbloccata, come per magia.

E ieri sera s'è visto: gran partita. Non soltanto sua, ma di tutta la Juve. Felipe Melo, dopo Del Piero, è stato il migliore il campo. Certo: bisogna anche tenere conto del fatto che l'anno scorso il brasiliano ha patito l'impasse di tutta la Juventus ed è affondato con tutta la barca. Quest'anno è una squadra completamente diversa, con una marcia in più: Beppe Marotta. La passata stagione la media voto del carioca in 20 partite è stata di 5,81. Quest'anno i tifosi sperano di vederlo sempre sopra la sufficienza.