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Che sofferenza 

La partita dopo la sosta per le Nazionali è sempre un’incognita soprattutto se poi coincide con la vigilia di Champions.
La sorpresa, la giornata no, è sempre dietro l’angolo in queste occasioni.
Ed è mancato davvero poco stavolta alla Juventus di Sarri contro il Bologna di Sinisa Mihajlovic (a lungo applaudito dallo Stadium) di pescare la carta sbagliata dal mazzo.
Non è bastato il solito gol di Cristiano Ronaldo (omaggiato ad inizio gara da una maglia celebrativa da parte del presidente Agnelli) in apertura a spianare la strada ed indirizzare la sfida verso un facile successo.
La squadra felsinea, davvero ben messa in campo, non si è scomposta più di tanto e grazie ad un bolide di Danilo è riuscita a riequilibrare la sfida e mettere paura alla Juventus per il resto del primo tempo con sortite ripetute nella metà campo avversaria.
Il risultato di parità, maturato nel corso della prima frazione di gioco, ha rispecchiato in pieno i valori evidenziati in campo sino a quel momento. 

Pjanic, ancora tu

Musica completamente diversa invece al rientro dagli spogliatoi con una Vecchia Signora padrona del campo ed in costante proiezione offensiva alla ricerca del nuovo vantaggio.
Per almeno un quarto d’ora la squadra bianconera ha prodotto tante azioni da gol pericolose e un ritmo elevato di gioco concretizzato da un chirurgico colpo di Miralem Pjanic, ancora lui sempre lui, al termine di un azione confusa e con ripetuti sbagli da parte della difesa del Bologna in fase di uscita, arrivati dopo un contatto sospetto in area di rigore lasciato però chiaramente correre dall’arbitro Irrati per la regola del vantaggio.

Polemiche arbitrali in arrivo?

Var e pubblico da casa hanno compreso in pieno l’interpretazione arbitrale, chissà se lo stesso avranno fatto i soliti detrattori della squadra bianconera, ma ne dubitiamo fortemente.
Anzi, siamo certi, che a seguito del successivo episodio dubbio nel finale in cui De Ligt colpisce in modo assolutamente involontario il pallone con il gomito dopo un movimento congruo nell’effettuare una scivolata (assai pericolosa però) siano esplosi in tutta la loro rabbia e prevenzione.
Una clamorosa traversa di Santander in zona Cesarini ed una strepitosa parata di Buffon in chiusura di sfida hanno evitato la vera beffa ai danni della Juventus.
Dopo il secondo vantaggio della serata, la squadra bianconera avrebbe dovuto chiudere la sfida realizzando il terzo goal, sfiorato in ripetute circostanze. Un peccato grande questo che in altre occasioni potrebbe costare davvero caro.
Nella ripresa il dominio territoriale juventino è stato talmente evidente che la Juve avrebbe dovuto chiudere la sfida con largo anticipo.
Questa mancanza di cinismo è un segno evidente che nel percorso di crescita e cambiamento in essere ci sono ancora tante cose ancora da aggiustare, da sistemare.
Come la posizione in campo di Bernardeschi, la concentrazione di De Ligt per la durata dell’intera partita e l’inserimento nelle trame di gioco della squadra da parte di Rabiot.
Della gara contro il Bologna restano gli applausi a Mihajlovic dello Stadium, quelli a Cristiano Ronaldo (per i suoi continui record e non solo) e soprattutto i tre punti in classifica che mantengono la Vecchia Signora in cima alla classifica.