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Per fortuna che c'è la Juventus, intesa come squadra e allenatore. Perchè se guardiamo alla società e ai suoi tifosi, la serata di martedì 2 ottobre 2012 sarebbe totalmente da dimenticare per i colori bianconeri.  
 
Partiamo dalle note dolenti. La Juventus torna a giocare un incontro in casa in Champions League dopo oltre 1.000 giorni, nel suo nuovo magnifico stadio, e il club cosa fa? Mette in vendita a 40 euro i posti in 'curva' e a 70 quelli nella cosiddetta tribuna Family. Uno sproposito, di questi tempi, a meno che non  ti chiami Lady Gaga, che proprio ieri sera si è esibita a Milano, con biglietti in vendita da 95 a 125 euro (sold out). Già, ma la pop star newyorkese è 'top mondo', per dirla alla Galliani, mentre la Old Lady torinese per ora è solo 'top Italia'... 
 
Risultato: allo Juventus Stadium si presentano in 29.368, ma non tifano, fanno sciopero, tanto che gli stessi giocatori bianconeri definiscono il clima 'surreale'. E perché non tifano? Non tanto per la questione dei prezzi, ma per una bega da cortile con la società sul numero di bandieroni che ogni club può portare sulle tribune (uno, dice la Juve; almeno due, dicono loro). Ma vi pare che una squadra che torna a giocare in casa un match di Champions League da campione d'Italia, per di più imbattuta, debba farlo di fronte a un pubblico semi silente? E per un motivo del genere, ripeto, da cortile? Spiace dirlo, ma ieri il tifo juventino è stato davvero provinciale, come forse era stato altrettanto provinciale a scaldarsi così tanto per Zdenek Zeman, uno 'famoso' solo dalle parti di Foggia e Pescara, ma sconosciuto a grandi livelli ("Zeman chi?", disse di lui Josè Mourinho). Anche la sterminata (ma non allo stadio) tifoseria bianconera forse si deve ri-adattare ai palcoscenici europei e (si spera presto) mondiali, dimenticandosi delle piccoli liti di campanile.  
 
Ma veniamo alla squadra, la nota più positiva della serata. Il presupposto da cui si deve partire è questo: la Juventus è la terza forza del suo girone. Lo dicono l'urna del sorteggio e la storia recente delle squadre in campo: il Chelsea è campione d'Europa, quindi la squadra da battere, lo Shakhtar negli ultimi anni ha dimostrato una continuità a livello di Champions League che la Juve (anche, ovviamente, a causa di Calciopoli e delle sue conseguenze) non ha avuto. Segue, fanalino di coda, il Nordsjaelland. 
 
Bene, nelle prime due giornate, la squadra di Conte e Carrera ha fatto quanto di meglio poteva fare, contro avversari di lignaggio superiore: un ottimo pareggio esterno a casa dei Blues e un buon pareggio in casa (viste anche le condizioni ambientali) contro la squadra di Lucescu, che arrivava da una sequenza-record di vittorie consecutive e che anche ieri avrebbe meritato il successo. Nel frattempo, la Juve è riuscita a restare imbattuta pure in campionato, dove guida la classifica insieme al Napoli. Quindi, cari amici juventini, prendiamo il pareggio di ieri come un punto guadagnato e andiamo a tifare per la Juventus nei prossimi due match europei: battendo i danesi sia in trasferta che in casa potremmo presentarci agli ultimi due incontri del girone (con inglesi e ucraini) con discrete possibilità di passare il turno. E sarebbe già un successo, al di là di chi blatera che la Juve di quest'anno sia già squadra da quarti o da semifinali della massima competizione europea.