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Madama scappa: adesso ha nove punti di vantaggio sul Napoli. Pomeriggio di spensieratezza e sostanza nella giornata di ieri. La Juve liquida il Palermo con un poker che non rispecchia pienamente l'andamento della gara. Siciliani per sessanta minuti attenti e a volte pericolosi dalle parti di Buffon: insomma, per un tempo e rotti è stata partita vera. Poi esce la qualità della Juve e di Pogba, uomo partita: un assist vincente nel primo tempo a Khedira, poi gol di rapina in proprio. Il tris lo fa Cuadrado, con una giocata da virtuoso del circo. Infine Morata rifinisce per Padoin che cala il quarto asso. Ma che Juve sarebbe se non ci fosse anche una brutta notizia ? Si fa male nel primo tempo Marchisio e l'infortunio è di quelli gravi: rottura del legamento del crociato. Campionato finito per il Principino e addio agli Europei. Una mazzata anche per Conte che già doveva fare i conti con la pubalgia di Verratti. Esce in lacrime e in barella Marchisio (in bocca al lupo, Principino): entra Lemina. Non ha le geometrie di Marchisio, ma davanti alla difesa sbuca sempre, da qualsiasi contrasto il suo piede che “ sporca”, devia le traiettorie. Insomma uno solido.


IL SOLDATINO PADOIN 

A un fascio di secondi dal termine, si scopre cosa sia – oggi – la Juventus. Pogba lavora una palla per Morata che accelera, cerca il varco poi rifinisce un cioccolatino per Padoin: il soldatino di piatto trafigge Sorrentino. Gli saltano addosso tutti, ma proprio tutti i compagni. Simone Padoin è un uomo spogliatoio: i compagni  (e i tifosi che a lungo quando è entrato al posto di Khedira hanno scandito il suo nome) lo adorano. E' umile, concentrato. Quando c'è bisogno di lui, la risposta è una sola: presente. Rientrava Dybala dopo l'infortunio: buone cose e una condizione da ritrovare. Unico neo, l'ammonizione stupida presa da Morata che gli costerà, essendo in diffida, la gara contro la Lazio. Sempre per la cronaca, nelle ultime 8 gare, interne , la Juve non ha subito gol. A conferma che una grande squadra nasce da una grande difesa. Il campionato sta ancora in piedi per la matematica. Virtualmente è concluso. Ne mancano cinque: la Juve ha - come dicono nel basklet -  “tre possessi pieni “. E di queste cinque, tre le ha in casa e due in trasferta. I numeri, accreditano ancora, la fiammella accesa a Napoli, ma la logica dice: scudetto alla Juve. Il quinto consecutivo come negli anni Trenta, quelli del famoso quinquennio.


CAMPIONATO E COPPA ITALIA 

Esiste il pericolo che la Juve si rilassi? Non credo: ci penserà Allegri a svegliarla. Servono ancora punti in classifica per dichiarare chiusa la pratica campionato. E serve non perdere la concentrazione in vista della finale di Coppa Italia con il Milan. Essendo Madama vorace,  al trofeo ci tiene. Manca solo l'ufficialità al titolo della Juventus. Che ha smentito tutte le statistiche. Mai nella storia del calcio italiano, una squadra partita ad handicap (tredicesima, se non sbaglio, alla decima) era riuscita a rialzarsi, andando a lottare per il primato. Questa Juventus sembra la Ferrari dei tempi belli: quando non ce n'era per nessuno. Merito di tutti: Elkann, Agnelli, Nedved, Marotta, Paratici, Allegri e ovviamente i giocatori. I "vecchi", adusi ad ogni tempesta. E i giovani che in fretta hanno capito cosa si voleva da loro. E' migliorabile questa Juventus ? Lo è. E dopo quanto ho visto, anche questa domenica sul campo dell'Ajax, con forza dico: Bazoer. A Firenze ha fatto un bel gol Berardi. Come sopra. Per il resto sarà un mercato caldo. Ci sarà da scrivere molto. E anche da divertirsi .

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NAPOLI : SOGNO FINITO ? 

Il Napoli perde al Meazza, con la gara, probabilmente anche le residue speranze di arrivare allo scudetto. Adesso deve guardarsi alle spalle: più che dalla Roma, costretta al pareggio dell'ex Borriello, da una Inter che sembra aver ritrovato se stessa. E' stato un Napoli privato di Higuain per i noti motivi. Quando in passato ho scritto che il Pipita era mezza squadra ( pur nell'ambito di una formazione che proponeva  bel gioco) mi sono preso lazzi da più di un lettore. La sconfitta di Milano dimostra viceversa che il fattore Higuain è basilare per la squadra di Sarri. Il quale con immortalata stretta di mano si è rappacificato con Mancini dopo i passati "malintesi". Napoli trafitto da un'Inter che con un 4-4-1-1 ha chiuso il campo a doppia mandata: un italianissimo catenaccio, con tanta difesa e tanto contropiede. Inter in ripresa ? Certamente, in netta ripresa. Ma va evidenziato che sul risultato pesa la valutazione arbitrale. Sul primo gol, Icardi è in fuorigioco (questione di centimetri) e la rete era da annullare. Un tipico caso da moviola. Un errore che certamente il mezzo elettronico, avrebbe sanato. Per conto mio: benvenuta tecnologia. Con una rete sul gobbo, il Napoli lamenta anche una trattenuta in area di Kondogbia ai danni  di un "azzurro”. Le immagini chiariscono fino ad un certo punto. Forse c'era il rigore, forse no . L'arbitro nel dubbio fischia  il celebre "fallo di confusione “ .

INCAVOLATI E SILENTI  

Insomma invece di  luci a San Siro (come canta Vecchioni, cuore interista), il Napoli ha trovato un tunnel oscuro. Narrano le cronache che il presidente De Laurentis se ne sia andato infuriato: un silenzio fragoroso. Le bocche dei partenopei restano cucite: un provvedimento che sa di ripicca. Ufficialmente il silenzio partenopeo è dovuto alla necessità di “ritrovare la concentrazione". Più verosimilmente al Napoli è andato di traverso  l'aiutino (Higuain in campo a Roma contro la Roma) della giustizia federale. Avrebbero voluto a Napoli , l'aiutone con pena dimezzata al Pipita. Le interviste a fine gara- se non erro - sono parte integrante del contratto che tutte le società hanno siglato con Sky, il network che trasmette le gare della Serie A. Gli abbonati (i cui quattrini vanno in quota parte anche al Napoli) hanno il diritto di ascoltare  le voci dei protagonisti. Privarli  di questo diritto è materia da avvocati. In questi giorni a Napoli la parola “giustizia “ è molto in voga. Il vocabolo peraltro dovrebbe essere maneggiato con cautela. Perché il silenzio stampa del Napoli è una cosa ingiusta nei confronti degli abbonati, privati di un servizio che hanno pagato. Il Napoli la sua grande occasione l'ha avuta, in avvio di torneo, quando Madama boccheggiava e Allegri sperimentava. Poi si sa come va con certe Vecchie Signore: basta un “ cordiale e tirano le 4 del mattino, Sarri a Napoli ha fatto un gran lavoro: il Napoli dovrà ripartire ( nel campionato che verrà) dalle sue certezze e dal suo bel gioco. Magari con una maggiore varietà di schemi. Quello che abitualmente usa Sarri, ormai è stato sgamato da tutti. Quanto a De Laurentis, non faccia le cose che fanno gli adolescenti. Portare via il pallone quando la partita è ancora in corso è roba da campetto. Il Napoli è una grande società: lo dimostri anche nelle avversità. Attirerà maggiori simpatie di quante finora ha mietuto.
 
Andrea Bosco