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“Sono stati 11 anni straordinari. Grazie, Fabio”. Con queste poche e concise parole la Juventus ha voluto comunicare pubblicamente a tutti la fine del rapporto con Paratici. Una separazione quasi inevitabile visto il rendimento assai negativo ottenuto dall’ormai ex dirigente bianconero da quando è rimasto orfano di Marotta; sia da un punto di vista finanziario che da un punto di vista tecnico. Per un motivo o per un altro ha purtroppo dimostrato di non esser all’altezza del compito affidatogli da solo. Mancherà comunque una figura come la sua, soprattutto quella di supporto tanto apprezzata nei primi anni dell’era Agnelli. Non potrà esser certo il solo Cherubini adesso la persona giusta per colmare il vuoto (doppio) lasciato nella dirigenza bianconera nell’ultimo triennio. E’ evidente che serve sicuramente una figura di esperienza.
 
RITORNI? - Per questo nelle ultime ore è rispuntata anche la voce di un possibile ritorno alla Juve da parte di Marcello Lippi: non nel ruolo di allenatore, ovviamente, bensì nella possibile veste di supervisore tecnico. Ruolo che sarebbe assai più comprensibile, tuttavia, con la poco probabile riconferma di Andrea Pirlo mentre sarebbe sicuramente più complicato ipotizzare una convivenza serena tra due toscani di carattere come Lippi e Allegri, il cui ritorno appare sempre più probabile e caldeggiato specie dopo che il suo pubblico “nemico” Paratici (quello che in coppia con Nedved l’ha praticamente fatto fuori) non c’è più. Vedremo.
 
CIAO ANTONIO - Non bastassero già i fuochi d’artificio in casa Juventus ci si sono messe anche le milanesi ad animare la giornata. L’Inter ha comunicato di aver trovato l’accordo con Antonio Conte per la rescissione consensuale del contratto. L’ex allenatore di Juventus e nazionale italiana ha quindi deciso di mollare da campione d’Italia in carica. Troppo forte la sua ambizione per poter accettare un Inter ridimensionata nei fatti, costretta a tagli e sacrifici finanziari futuri importanti. Chissà che adesso, visto il valzer delle panchine, il suo nome non venga nuovamente associato a quello della Vecchia Signora. D’accordo, ci sono in ballo rapporti personali incrinati, dimostrati anche da alcuni comportamenti reciproci tenuti nelle ultime sfide, ma se Agnelli volesse davvero ricostruire un ciclo vincente alla Juventus, silurando anche Pirlo (terzo allenatore in tre anni…), il mister giusto (ed ex) per ricominciare sarebbe sicuramente Conte - per il quale c'è però una clausola anti-Serie A - piuttosto che Allegri. 
 
CIAO GIANLUIGI - Non fossero bastati già gli addii di Paratici e Conte ad aver reso scoppiettante la giornata, ci ha pensato anche Paolo Maldini, ufficializzando - come si sapeva già da tempo - la fine del rapporto tra Donnarumma e i rossoneri. Notizia che ovviamente, anche se scontata, fa comunque effetto soprattutto per chi pensava che dopo le crisi del passato tra le parti il portierone italiano sarebbe potuto davvero diventare una bandiera a Milano. Le bandiere nel calcio moderno, schiavo del dio denaro, non esistono più e allora è giusto che la Juventus adesso ci provi a prenderlo, non fosse altro per due motivi:
1) a 20 milioni (praticamente il costo del cartellino da pagare a Mino Raiola, come se fosse una squadra a parte…) è un affare comunque di quelli che non puoi farti sfuggire

2) rispetto a Szczesny sarebbe un upgrade importante, necessario dopo le ultime stagioni post-Buffon in cui i tifosi juventini, abituati prima ancora a Zoff, Tacconi e Peruzzi si sono praticamente ritrovati a confrontarsi con un portiere che più che esser un degno erede di questi mostri sacri italiani sopra citati è risultato quasi un remake di Van der Sar. Dopo un lungo riscaldamento sono stati finalmente accesi i motori. E’ tempo adesso di allacciare le cinture. Sarà un’estate di calciomercato lunghissima…

@stefanodiscreti