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  • Juvemania: rosso a Vecino sacrosanto, ma per Allegri è finita qui

    Juvemania: rosso a Vecino sacrosanto, ma per Allegri è finita qui

    • Stefano Discreti
    Sliding doors - 86° di Inter-Juventus.
     
    Tifosi bianconeri inferociti sui social “Allegri vattene, non si può buttare via un’occasione così. Adesso basta davvero” e stagione da “zero titoli” sempre più vicina, con il questore di Napoli sempre più attivo nel preparare la festa scudetto per la banda di Sarri.
    La Juventus è sotto per 2 reti a 1 contro una stoica Inter che nonostante la (sacrosanta) inferiorità per l’espulsione di Vecino (per chi la considera eccessiva c’è sempre il 118, vedesi la foto caviglia di Mandzukic a fine gara) sta giocando nettamente meglio dei bianconeri (e non è certo una novità della stagione) meritando il vantaggio ottenuto ribaltando l’iniziale gol di Douglas Costa prima con Icardi e poi grazie ad un autogoal di Barzagli.

    All’86° minuto di Inter-Juventus la stagione bianconera è praticamente finita, il ciclo di vittorie è finito, il periodo di Allegri sulla panchina della Vecchia Signora è definitivamente giunto al termine, certificato anche dai risultati in Italia.
    Nemmeno i tifosi juventini più pessimisti avrebbero immaginato un sorpasso del Napoli in poco più di una settimana, dopo aver toccato il vantaggio massimo stagionale di 6 punti in classifica.
     
    Sliding doors - 89° di Inter-Juventus
     
    Tre minuti dopo, solo tre minuti dopo.
    Tifosi bianconeri in estasi, Icardi in lacrime (déjà vu del 5 Maggio 2002, con interpreti differenti), Allegri espulso, Dybala indiavolato.
    Tutto pazzesco, questo è il football ragazzi. Questo è il calcio.
    Prima Cuadrado e poi Higuain in soli 3’ minuti ribaltano nuovamente la sfida e regalano la vittoria più bella ai tifosi juventini nella serata più strana. Stavolta la squadra pazza da amare è la Juve, non l'Inter.
    I ‘coccodrilli’ preparati per la Vecchia Signora finiscono nella cartella ‘Bozze’ o direttamente nel cestino. 
    E tornano immancabilmente altri déjà vu; Napoli ricacciato via a -4 (con una partita in meno da giocare, ovvio) con i tifosi napoletani (e colleghi che dovrebbero garantire imparzialità mediatica) che urlano all’ingiustizia, tifosi interisti indignati per l’arbitraggio di Orsato che invocano una nuova Calciopoli, tifosi bianconeri indignati dalla telecronaca della coppia Bergomi-Caressa. 
    Tutto assolutamente rientrato nella norma.
    3 minuti, solo 3 minuti, e tutto (o quasi) è tornato uguale a prima.

    Tutto, anche aver assistito all’ennesima vittoria con prestazione negativa per qualità di gioco e per mancanza di coraggio della Juve nonostante i nostri appelli della vigilia.
    E stavolta non è servito nemmeno il vantaggio iniziale in apertura di gara associato alla superiorità numerica. Niente da fare.
    Questa Juventus è ormai incapace di imporre il proprio gioco. Di fare la partita.
    Questione di fame, di testa, di gamba non lo sappiamo.
    Ma è una squadra ormai che da settimane (forse mesi) vive esclusivamente delle giocate dei suoi singoli senza un’identità tattica specifica.
    Tutto uguale, tutto tornato assolutamente nella norma. 
    Solo i commenti contro Allegri non sono ‘rientrati’, nonostante i 3’.
    I tifosi social continuano a volere la sua testa, perché non si può soffrire così contro avversari inferiori, in superiorità numerica e dopo aver sbloccato la gara subito. Ancora una volta è mancato il coraggio di dare il colpo di grazia all’avversario di turno, ripetono in coro.
    E’ giusto tutto questo risentimento/spirito critico?
     
    C’eravamo tanto (ma non troppo) amati.
     
    Al netto della goduria di giocatori, dirigenza, proprietà e tifoseria per la vittoria rocambolesca ottenuta all’ultimo proprio in casa dell’acerrima nemica “Pazza Inter” a fine anno bisognerà sedersi per forza davanti ad un tavolo e decidere insieme il futuro.
    Continuare così non avrebbe senso alcuno.
    Non c’è più serenità da parte del Mister
    e lo si capisce chiaramente anche nel suo modo di gestire la partita in corso di gara e nelle sue dichiarazioni in conferenze stampa.
    E’ evidente la difficoltà percepita per la pressione e per tutte quelle critiche che continua a ricevere ritenendole ovviamente ingiuste ma soprattutto ingenerose per quanto fatto (insieme) in tutti questi anni.
    Allegri in questo momento è un uomo solo al comando, probabilmente isolato da tutto il resto del gruppo, sia dallo spogliatoio che dalla dirigenza.
    Restare da sopportato, aggrappandosi alla firma sul contratto, sarebbe la cosa più brutta che potrebbe capitare alla Juventus del futuro.
    Andare via da campione d’Italia potrebbe essere invece un gesto epico, da gran signore. Da tramandare. Come quello di Trapattoni nel 1986, per dire.
    L’impressione sempre più netta è che la sua permanenza sulla panchina dei bianconeri è terminata a prescindere da quello che riuscirà a vincere o meno in questa stagione.
    La Juve è a fine ciclo. Da rifondare.

    Non possono 3’ e uno Sliding Doors casuale illudere e cambiare la pianificazione futura. Sarebbe la strada più sbagliata da percorrere.
    Allegri deve rimanere solo se tutti (dirigenza, giocatori, proprietà) saranno davvero convinti di questo.
    Altrimenti sarà giusto dirsi ‘Addio’. E’ il momento più indicato per farlo.
    C’eravamo tanto (ma non troppo) amati ma forse è arrivato davvero il momento di dividere le strade.

    @stefanodiscreti

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