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Un altro passo indietro, dopo quello di Roma, per la Juventus di Pirlo. La Vecchia Signora non va oltre il pareggio a Crotone e lascia altri due punti preziosi sul campo. Certo, ci sono tante attenuanti a giustificare il nuovo stop. Squadra in totale emergenza, giocatori rientrati solo all’ultimo dalle trasferte con le nazionali e assenze importanti però contro il neo-promosso Crotone di Stroppa era lecito aspettarsi decisamente qualcosa di più. La formazione bianconera è invece ancora un cantiere aperto che nelle prossime settimane dovrà misurarsi anche con un tour de force importante per incanalare la stagione in corso nel migliore dei modi.
 
BONUCCI, ANCORA TU? - Un altro errore difensivo di Bonucci ha condizionato in negativo la partita della Juventus concedendo in apertura di gara il calcio di rigore a favore del Crotone trasformato poi da Simy. Con la crescita di Demiral e il prossimo recupero di De Ligt l’impressione è che il difensore italiano farà sempre più fatica a trovare un posto da titolare all’interno della difesa bianconera, soprattutto se continuerà con il rendimento calante degli ultimi anni ad esserne il vero punto debole. Gli esperimenti Portanova – Frabotta dal primo minuto poi non hanno sicuramente portato i risultati sperati, così come l’esordio in chiaro scuro di Chiesa ha confermato che quest’anno ci vorrà tempo per trovare la quadratura del cerchio. Il neo acquisto bianconero si è fatto notare in positivo per l’assist a Morata in occasione del gol del pareggio ma anche, soprattutto, in negativo per l’ingenuità che gli è costata l’espulsione all’esordio (forse troppo severa). Bene Arthur a centrocampo anche se, come fatto notare da Pirlo a caldo nel dopo gara, il brasiliano dovrà in futuro esser più rapido nell’impostare e velocizzare la fase di gioco in possesso palla.
 
MORATA, IL MIGLIORE -  Nonostante tutte le difficoltà del caso, la squadra bianconera ha comunque sfiorato la vittoria grazie ad Alvaro Morata, sicuramente il migliore in campo degli juventini. Un gol di rapina nel primo tempo, uno sfortunatissimo palo nel secondo tempo in aggiunta al gol del raddoppio annullato dal VAR per una questione di centimetri, forse millimetri. Stavolta, a differenza di Roma, l’attaccante spagnolo si è fatto valere alla grande nell’attacco bianconero. Promosso a pieni voti. Peccato perché con un pizzico di concentrazione e determinazione in più la squadra di Pirlo, nonostante le enormi difficoltà affrontate nel corso della serata, avrebbe potuto comunque portare a casa i tre punti. Come già visto all’Olimpico, la Juventus ha giocato meglio quando rimasta in 10. Segno questo che la tenuta mentale e fisica della squadra c’è, quello che manca ancora ad oggi è invece l’organizzazione tattica. C’è tanto, tantissimo, da lavorare e bisogna farlo in fretta perché il prossimo ciclo (6 partite in 20 giorni) non ammette altri passi falsi. Bisogna imparare a convivere con le difficoltà e l’emergenza quest’anno anche perché è una problematica comune a tutte le altre squadre. Pirlo merita le attenuanti del caso però alla Juventus bisogna diventare grandi in fretta e questo lo sa bene anche lui e quindi ci si aspetta subito una pronta risposta sul campo già a partire da Kiev. Un altro passo falso farebbe scattare un campanello d’allarme importante in casa bianconera e non è proprio il caso di questi tempi...
@stefanodiscreti