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Punto guadagnato
 
Non si può sempre vincere.
Partiamo da questa banale premessa per dire che è anche nella natura delle cose (e della statistica) che qualche volta la Juventus, pur dall’alto del suo strapotere tecnico, non ottenga i tre punti in campionato.
Questa volta però, a differenza del pari interno arrivato con il Genoa (in maniera assai casuale), si può tranquillamente parlare di punto guadagnato e non di due punti persi.
Complimenti all’Atalanta di Gasperini che ancora una volta se l’è giocata a viso aperto mettendo in seria difficoltà la squadra di Allegri che nel secondo tempo rimasta in dieci uomini per l’ingenuità di Bentancur ha dovuto mettere in campo tutta l’esperienza del caso per evitare la sconfitta.
 
Bonucci, punto debole della difesa
 
E dire che la partita per la Juventus era iniziata in discesa con un autogoal a suo vantaggio già dopo poco più di un minuto di gioco; rete che aveva subito indirizzato la sfida.
A riequilibrarla subito ci ha pensato però ancora una volta un errore in fase di marcatura di Bonucci che in maniera davvero goffa ha praticamente concesso a Zapata un’autostrada per battere Szczesny e realizzare l’uno a uno.
Non per passare per quelli che puntano sempre il dito contro il numero 19 della squadra bianconera ma è innegabile che l’ex capitano del Milan sia ormai il punto debole della fase difensiva juventina.
Il 75% dei goal incassati dalla Vecchia Signora in stagione sono riconducibili a suoi errori in fase di marcatura. Non si può giustificare il suo pessimo rendimento compensandolo con la bravura in fase di impostazione perché il compito principale di un difensore è prima di tutto quello di evitare che gli avversari facciano goal.
Ci chiediamo inoltre, senza la presenza di un mostruoso Chiellini che spesso ne maschera le lacune evidenti, quanti altri danni avrebbe potuto fare Bonucci in fase difensiva?
In Italia questi errori sono anche recuperabili, in Europa no.
Bonucci si deve svegliare, altrimenti è giusto che Allegri ne valuti lo spostamento in panchina così come è anche giusto che la società valuti a Gennaio se intervenire sul mercato per rinforzare il reparto.

Ronaldo decisivo anche dalla panchina
 
Nel secondo tempo, una nuova disattenzione difensiva della Juve (Szczesny poteva far meglio?) su calcio fermo ha addirittura consentito a Zapata di ribaltare l’iniziale svantaggio iniziale.
Quello che doveva essere quindi per Cristiano Ronaldo un tranquillo pomeriggio di riposo in panchina si è trasformato invece in un’impresa per campioni.
La Juventus in 10 uomini e in balia della freschezza fisica dei bergamaschi ha dovuto ricorrere necessariamente a tutta la classe di CR7 per evitare la prima sconfitta stagionale in campionato, costringendolo agli straordinari, a conferma di quanto la squadra bianconera sia ormai totalmente dipendente dalle prestazioni del fenomeno portoghese; che poi è anche normale che dalla presenza o meno in campo di un campione come Ronaldo cambino le gerarchie in campo ma questo si tende ad accentuare troppo soprattutto quando non esiste un chiaro prospetto di gioco tattico ma ci si basa quasi esclusivamente sulla giocata dei singoli.
Alla fine il 2 a 2 è il risultato più giusto, specchio perfetto della bella gara equilibrata a cui si è assistito.
Nel dopo gara, un Allegri ancora in evidente trance agonistica, tornando indietro negli argomenti, ha giustamente puntato il dito contro la mancanza di cultura sportiva in Italia a tutti i livelli, dove i perdenti invece di fare i complimenti ai vincitori cercano sempre scuse (a volte anche ridicole…); noi per seguire il suo giusto messaggio ribadiamo in chiusura quanto questo pareggio sia da considerarsi prevalentemente come un complimento da porgere all’Atalanta di Gasperini, squadra che ormai da qualche anno rappresenta una delle più belle realtà del bistrattato calcio italiano; e allora applausi per loro, per una volta non ha vinto il migliore (checchè ne dicano gli invidiosi ricercatori di scuse), non capiterà spesso in stagione.

@stefanodiscreti