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Joao Felix, un predestinato
 
Un test attendibile anche per la nuova Juventus di Maurizio Sarri, era ora.
L’amichevole disputata in Svezia contro l’Atletico Madrid, finalmente a temperature ed orari accettabili, ci consente di fare le prime vere valutazioni di stagione.
La prima è che la terza maglia della Vecchia Signora è sicuramente la più bella.
Poi è importante evidenziare che Joao Felix è chiaramente un predestinato, perché uno che alla sua età si muove in campo in quel modo e con quel pragmatismo sotto porta ha tutto per diventare un grandissimo.
Un Douglas Costa rigenerato che sotto la guida di Sarri può diventare letale, un Demiral indemoniato che non ha paura nemmeno di Diego Costa, una difesa ovviamente ancora da sistemare e un centrocampo a cui manca peso. Queste sono le altre considerazioni emerse dal confronto con la squadra di Simeone, anche lei profondamente cambiata dal mercato estivo.
L’appello di giornata invece è per Danilo che deve tornare in fretta ai livelli del Porto perché De Sciglio titolare a certi livelli non è davvero proponibile.
La sconfitta per due reti a uno subita dalla squadra bianconera (non è bastato il gol del redivivo Khedira a fermare lo scatenato Joao Felix, doppietta) non deve generare però allarmismi.
La squadra ha manifestato buone trame di gioco e creato tantissime occasioni da gol, sfiorando ripetutamente il pareggio.
Peccato per i due errori difensivi che sono costati la sconfitta ma è chiaro che certi meccanismi non si assimilano in una settimana. Ci vorrà tempo (molto).
 
Non solo Dybala. Sono tutti (tranne CR7) sacrificabili.
 

Tempo che invece sul mercato la Juventus non ha.
Come evidenziato più volte dalle pagine di questa rubrica, la squadra bianconera (come anche tanti altri grandi club in Europa) ha grandissimi problemi a vendere.
Le cessioni di alcuni giovani a scapito di giocatori usurati e datati vanno spiegate esclusivamente in questa direzione.
Emblematici i casi di Spinazzola ceduto alla Roma per la necessità di fare plusvalenza in cambio di Luca Pellegrini (giocatore che tra l’altro andrà in prestito prima della fine del mercato) e quello di Cancelo, scambiato con Danilo nonostante il veto sul brasiliano di inizio mercato.
Le schiette (forse anche troppo) parole di Sarri in conferenza stampa a fine gara sono assolutamente significative in tal senso:
“Se ho parlato con Dybala? Posso anche parlarci, ma il mercato va in una certa direzione, quello che dico io conta zero. Sei vanno tagliati, dipende dal mercato. Io vorrei tenerli tutti, ma il problema è che un solo giocatore è cresciuto nel club. La nostra rosa in Champions sarà di 22 giocatori".
La Juventus non ha una strategia irremovibile in uscita, tutti (ad esclusione di Cristiano Ronaldo) sono vendibili.
Non solo Dybala quindi può partire da un momento all’altro ma chiunque dinanzi ad un’offerta congrua e una plusvalenza assicurata.
L’allenatore juventino rischia quindi seriamente di arrivare ad inizio campionato senza sapere su chi poter contare fino in fondo.
Di chi sono le colpe?
Di sicuro i rinnovi a gente come Khedira e Mandzukic non hanno aiutato in tal senso.
Così come sicuramente non ha aiutato sottovalutare il fatto che nell’epoca moderna i calciatori hanno sempre il coltello dalla parte del manico, sia quando arrivano in scadenza di contratto e diventano appetibili per la possibilità di esser ingaggiati a parametro zero (plusvalenza futura assicurata) sia quando hanno contratti faraonici a cui attaccarsi anche dinanzi la chiara volontà di un club di mandarli via.
Evidentemente si pensava (a torto) che liberarsi di gente come Higuain e Mandzukic stesso sarebbe stato molto più semplice ed invece, ad oggi, è stato sacrificato solo quello con il futuro più radioso, il 2000 Kean, e l’altro più giovane e con mercato (Dybala) non è partito (per ora) solamente perché non ha trovato lui l’accordo con il Manchester United prima e il Tottenham poi.
Paratici e Nedved hanno un compito difficilissimo da qui a fine mercato, dimostrare che possono farcela anche da soli.

@stefanodiscreti