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Sarri, buona la prima.
 
La Juventus, la società più importante d’Italia, è il coronamento di una carriera lunghissima in cui penso di aver rispettato tutti”.
Maurizio Sarri non avrebbe potuto trovare parole migliori per esordire nella sua nuova vita da “juventino”.
Nomina arrivata al termine di un corteggiamento intenso, determinato e compatto di tutta la dirigenza bianconera come fortemente ribadito dal tecnico napoletano in conferenza stampa anche con una piena soddisfazione ben evidente sul suo volto.
Calmo, rilassato, ironico il giusto.
Diciamolo, il primo confronto con stampa e media è stato superato a pieni voti dall’ex allenatore del Chelsea.
Non si nasconde Sarri, sa bene che l’eredità di Allegri è di quelle pesanti. 
La Juventus in Italia ha l'obbligo di mettersi alle spalle il fardello della favorita, poi se entriamo in un discorso di Champions è chiaro che la Juventus ha l'obbligo di partire con l'obiettivo di vincere, ma con la consapevolezza che a livello europeo ci sono squadre che hanno la stessa forza”.
Parole sagge, che testimoniano la grande consapevolezza, da parte del nuovo Mister della Juventus, di quello che lo aspetta nei prossimi mesi.
Per la prima volta nella sua carriera, vincere non sarà importante ma sarà l’unica cosa che conterà per lui (ma sopratutto per i tifosi che rappresenterà) e bisognerà farlo anche attraverso il bel gioco, perché la rivoluzione in atto alla Juventus nel post Allegri si spiega proprio così.
 
I giocatori prima del modulo
 
Non un oltranzista Sarri, non un ottuso monotematico, non un monomodulo alla Zeman, ma un allenatore dotato di intelligenza e furbizia. Questo è quello che è uscito fuori dalla conferenza.
Partiamo dai giocatori che possono fare la differenza, accompagniamoli e cerchiamo di sfruttarli al meglio. Il modulo sarà una conseguenza.”
Il modulo che verrà determinato in base alle caratteristiche dei calciatori e non viceversa è il segno di un’apertura mentale determinata dalla sapienza dell’età come ribadito anche dallo stesso dinanzi i microfoni “l'età mi insegna che bisogna andare a condividere. Quindi voglio cominciare a capire quello che pensano di sé stessi e delle proprie caratteristiche i singoli giocatori, partendo da quelli più importanti nel senso di più incidenti sulle prestazioni e sui risultati.
Tutti saranno quindi utili e importanti nelle valutazioni di partenza di Sarri.
La nuova Juve sta nascendo proprio in queste ore, si stanno ponendo le basi per costruire la squadra che il mister toscano vorrà cucita su misura. La sua “tuta” personalizzata.
Vediamo quale sarà il nostro modulo di riferimento e valuteremo. Non sono uno che ama fare richieste sui nomi, ma sulle caratteristiche si”.
 
Sarrismo addio
 
Non si è nascosto Sarri nemmeno quando le domande più maliziose lo hanno portato a ricordare i tempi di Napoli, il “Sarrismo” e le sue “battaglie” proprio contro la Juve.
Il mio dovere morale e professionale era dare l'impossibile per battere la Juventus. Ho dato il 110%, lo rifarei, non ci siamo riusciti, però è chiaro che è stata un'avversità sportiva. Nel momento in cui finisce, è finita per sempre.”
E tanti saluti al Sarrismo, alle battaglie contro il potere, al vecchio Sarri scelto come icona del calcio nostrano alla Che Guevara dagli anti-juventini.
Quel Sarri non esiste più e ormai diventerà ovviamente il bersaglio di tutti coloro che proveranno risentimento e odio nei suoi confronti perché si dovranno cercare e trovare adesso una nuova figura anti juventina da venerare.
Benvenuto al nuovo Sarri, l’allenatore della Juventus. “La squadra più importante d’Italia”.
@stefanodiscreti