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Archiviare la qualificazione in fretta. Torna la Champions League e ovviamente in casa Juventus l’obiettivo principale è quello di vincere a Mosca per archiviare rapidamente la qualificazione al secondo turno. In questa fase di trasformazione tattica mettersi in casa un problema andandosi a complicare il percorso europeo è l’ultima cosa che bisogna fare, di certo l’ipotesi sconfitta non deve esser presa nemmeno in considerazione visto anche che già la partita d’andata ha portato i patemi non richiesti che sarebbero stati meglio da evitare. È una Juve che arriva in salute alla sfida, alla luce del primo posto in campionato e dell’imbattibilità stagionale.
Eppure nonostante il brillante periodo in termine di risultati c’è ancora qualcosa che, in casa bianconera, non convince a pieno. 
 
Serve una mossa a centrocampo - Mettiamo per un attimo da parte le evidenti difficoltà di Bernardeschi ad integrarsi con il gioco di Sarri. Teniamo in disparte anche la sfortunata coincidenza che vede De Ligt negli ultimi tempi sempre sotto la lente della polemica per la presunta predisposizione a colpire il pallone con la mano. Archiviamo il discorso infortuni che, Chiellini a parte, sembra temporaneamente finito in secondo piano (forfait di De Ligt escluso). Cosa non ci convince allora sino in fondo della nuova Juve di Sarri? Non certo la difficoltà a chiudere le partite con punteggi più larghi (problema che dovrebbe esser superato in futuro dalla maggiore freddezza sotto porta di Ronaldo, Dybala e Higuain) ma sicuramente la consistenza del centrocampo juventino. Il trio titolare Khedira Pjanic Matuidi costituisce sicuramente un reparto di esperienza, un usato sicuro; Pjanic poi quest’anno sta disputando forse la sua migliore stagione da quando è alla Juve, visto anche che come da volontà espressa chiaramente da Sarri tutte (o quasi) le azioni della Vecchia Signora passano dai suoi piedi. Eppure, nonostante queste premesse, il centrocampo bianconero non ci convince sino in fondo. Per l’Italia basta, considerando anche le alternative, ma in Europa confrontando il reparto con quello degli altri è evidente che manda ancora qualcosa. Sono lontani i tempi di Berlino, quando la Juve con Pirlo Pogba Vidal e Marchisio disponeva probabilmente del miglior centrocampo al mondo. Oggi la squadra bianconera ha un reparto solido, valide alternative, ma nessun fenomeno vero. Ed è qui che entra in gioco Sarri. Per rinvigorire il reparto e renderlo di pari livello a quello degli altri anche in Champions serve una mossa illuminante; una mossa come quella di Allegri nel 2017 quando trasformó Mandzukic da medio centravanti a splendido interprete insostituibile sulla sinistra di gioco.
Ramsey, Bernardeschi, Rabiot, Emre Can, forse Douglas Costa. Considerando Cuadrado ormai come un difensore è scorrendo tra i nomi sopracitati che a Sarri deve venire l’ispirazione. L’idea geniale. L’attuale Juve è solida, quadrata, però per ‘spaventare’ gli avversari, soprattutto in Champions, manca qualcosa nella zona nevralgica del campo. Manca una mossa a sorpresa a centrocampo.