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Ronaldo dipendenti in Champions League
 
“Sono qui per questo”.
Nella dichiarazione espressa a caldo da Cristiano Ronaldo dopo la memorabile rimonta contro l’Atletico Madrid (che è già storia) è racchiuso tutto il senso del suo pazzesco acquisto estivo.
Il giocatore più decisivo del pianeta, soprattutto in Champions, è venuto alla Juventus per aiutare i bianconeri a tornare sul tetto d’Europa dopo 23, lunghissimi, anni. Inutile girarci intorno.
Per continuare a vincere in Italia, lo ribadiamo da tempo, ad Allegri & C. sarebbe bastato tenere Higuain ma forse anche solo promuovere Kean titolare già da questa stagione. Troppo ancora il divario tra la Vecchia Signora e le inseguitrici. Incolmabile a breve termine.
La Juve è invece CR7 dipendente per quello che concerne la Champions League.
Non vi è possibilità alcuna di arrivare sino in fondo senza il suo apporto, senza i suoi goal, senza i suoi assist, senza il suo carisma.
Per i motivi sopra citati, il suo infortunio rimediato con la Nazionale ha fatto cadere nel panico più assoluto i supporters juventini.
L’idea di non avere Ronaldo a disposizione contro l’Ajax terrorizza. Non fa dormire la notte.
Diciamolo, non ci voleva proprio questo stop nel momento topico della stagione.
I precedenti e la storia di CR7 sono però beneauguranti, il fenomeno portoghese è sempre rientrato al meglio dagli infortuni bruciando spessissimo le tappe.
Una cosa è sicura, con lo scudetto in cassaforte, il suo utilizzo in campionato dovrà esser centellinato al massimo. Genova non dovrà esser un caso isolato ma la regola.
Da qui a fine stagione ci aspettiamo di vedere Ronaldo schierato titolare in serie A in altre 4 o 5 occasioni al massimo.
Per il resto panchina e tribuna alternate per preservare la sua condizione fisica al meglio per l’obiettivo principale dichiarato della Juventus di quest’anno.
Con buona pace dei fanta allenatori (compreso il sottoscritto) che non potrebbero più schierarlo nella propria fanta lega di competenza, di una lotta al titolo cannonieri che verrebbe abbandonata e di tutti quei tifosi che comprerebbero il biglietto in Italia solo per vederlo giocare dal vivo ma senza successo.
In questo momento non esiste alcuna motivazione in Italia che possa minimamente metterne a rischio il rendimento in Europa.
La strepitosa prova di forza andata in scena 15 giorni fa contro la squadra di Simeone ha dimostrato a tutti che il team di Allegri ha possibilità di arrivare sino in fondo solo ed esclusivamente grazie a lui.
Senza la sua tigna, la sua grinta, il suo talento oggi staremo qui ancora a commentare il fallimento di una stagione Europea buttata via e discutendo del nome del successore di Allegri.
 
Vai Kean, prenditi la serie A
 
È il momento di Kean allora, in una condizione fisica e mentale strepitosa, rigenerato anche dai 2 goal realizzati in Nazionale.
Il “parcheggio” di CR7 in Italia dovrà coincidere con il lancio definitivo del devastante classe 2000 in serie A. È arrivato il momento di schierarlo titolare e non certo perché lo chiede il suo procuratore Raiola.
La formula giusta, che può andar bene per tutti, da qui a fine stagione sembra già definita; CR7 titolare in Champions e Kean titolare in serie A.
Da una parte si valorizzerebbe ulteriormente la crescita del giovane talento italiano, dall’altra preserverebbe al massimo la condizione fisica del fenomeno portoghese in vista del decisivo sprint finale europeo.
Sinceramente non vediamo controindicazione alcuna a questa staffetta studiata a tavolino.
Senza considerare sempre le possibilità di provare a rilanciare Mandzukic o schierare Dybala da attaccante come ulteriori varianti.
In serie A la Juventus ha a disposizione tantissimi match-point per poter chiudere il torneo in trionfo e quindi, senza gridare al disfattismo, potrebbe anche tranquillamente permettersi altre sconfitte come quella subita contro il Genoa.
In Champions, contro l’Atletico Madrid, si è invece esaurito il bonus. 
D’ora in avanti non si potrà più sbagliare. Nemmeno nella gestione di CR7.