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BRUTTA NAZIONALE - Fermo il campionato, tiene banco la Nazionale. Sulla quale c'è poco da dire. Brutta e  confusa. Contro avversari che spopolano nella serie B di Germania. L'auspicio è quello di non doversi dolere per un pareggio che tiene a galla la Norvegia. Contro l'attuale Croazia sarà dura ( in casa loro ) non soccombere. Unica nota positiva il bel gol di Eder: una risposta a chi non vorrebbe gli oriundi in Nazionale. Spesso gli oriundi hanno fatto bene: quando sono stati di qualità. Eder ha dimostrato di esserlo. Ora mi spendo con un auspicio. E cioè che per la gara con gli Inglesi allo Stadium i tifosi non indossino la maglia della Juventus. Troppe parole tra Calciopoli e caso Marchisio ( ne parlo più avanti ) sono volate. Il pericolo esiste: per  Conte e per Tavecchio. Spero che i tifosi si dimostrino intelligenti. Gioca la Nazionale: ripongano per una notte ogni rancore. La Nazionale è di tutti. Anche di chi, magari, vorrebbe contestare .   

GOCCE DI MERCATO - La Juventus rinnoverà l'attacco . Con una sola certezza, al momento: Morata. Le sirene argentine su Tevez ne mettono in forse la permaenza fino al 2016. Reputo resterà. Ma per cautelarsi la Juventus si è portata avanti col lavoro per Dybala. La richiesta di Zamparini ( 40 milioni ) è esosa. A quella cifra l'affare non si farà. Ma il tempo per ammorbidire il presidente del Palermo non manca: Dybala è in scadenza di contratto e Zamparini non potrà tirare  più di tanto la corda. Anche perché Dybala ha spiegato di voler restare in Italia. Su di lui ci sono anche Roma, Napoli e Inter ( oltre che un paio di club inglesi ) . Affare che si farà, ipotizzo a 25 milioni in contanti con l'aggiunta di un paio di Primavera. Dovesse saltare, la Juve proverà per Martial. 

Marotta a fine stagione congederà Matri e similmente farà con Llorente. Credo poco alla pista Dzeko. Non credo sia possibile trattare Cavani. Il sentiero più percorribile ( ingaggio a parte ) sembra quello che porta a Falcao. La variabile è suggestiva e si chiama Ibra. Dipenderà dalle lune dello svedese, dalla strategia di Raiola ( e Nedved ) e da come la Juventus si rafforzerà per la stagione che verrà. Resta Zaza: che pare abbia cercato casa a Torino. Vedremo: Zaza piace, ma 15 milioni oggi - per lui - sono tanti. Tanti sono anche i 13 fissati per Berardi, sul quale la Juventus non ha ancora deciso. Potrebbe prenderlo e giralo in prestito per una stagione ( come farà probabilmente con Coman ) a una squadra medio alta ( Sampdoria ? ). Per risarcire il Sassuolo, potrebbe prelevare dalla Fiorentina Bernadeschi ( se non rinnoverà ) e girarlo – sempre in prestito- alla corte di Squinzi. In difesa arriverà Rugani, probabilmente favorendo la cessione di Ogbonna. Sul mercato finiranno De Ceglie, Marrone e temo anche Pepe in scadenza di contratto. Romulo verrà rimandato a Verona. Isla non rientrerà. Sorensen verrà ceduto definitivamente. Magnusson verrà valutato. Leali finirà in prestito ancora per un anno. In porta arriverà Neto. Ma probabilmente per una stagione finirà alla Sampdoria. Per il centrocampo gli scenari sono aperti. Il tormentone Pogba terrà banco. E Pirlo avrà un anno in più. E Vidal ?  Tanti interrogativi. Piace - è noto - Verratti, ma Pirlo ha ancora un anno di contratto. Continua a piacere Rabiot. Piace Oscar che sembra non piacere più molto a Mourinho. Piace Witsel che non sembra un fenomeno. Piacciono Kramer e  Hermann del Borussia meno noto. Piace Gundogan, ma la trattativa si è al momento arenata. Non escludo un colpo “ nostrano “ : De Jong in scadenza con il Milan. Il “ profilo “ è di quelli che piacciono a Marotta . E poi c'è sempre il Danilo del Braga: centrocampista – difensore multiuso. Restano le caselle dei terzini: a destra pare verrà promosso Tello, dalla  Primavera. A sinistra stanno  sondando il terreno in Spagna e in Olanda. Non “big“ ma giocatori di consolidato rendimento.  Immagino sia abbastanza per discuterne .   


SI ERANO TANTO AMATI . La  storia tra Conte e la Juventus non è solo arrivata al capolinea. E' deflagrata. Non si sopportano più e neppure cercano di nasconderlo. Il caso Marchisio è stato  l'ultimo step di una situazione ormai ingestibile. Ha fatto male Elkan a sparare su Conte. Ha fatto male Conte - benché incolpevole - come spesso gli capita a stizzirsi e a penalizzare i giornalisti. Hanno fatto male i tifosi a scatenarsi sul web. Ma le notizie ( ormai ricorrenti ) di un Conte prossimo all'abbandono della Nazionale per accasarsi al Milan hanno dato fuoco alle polveri. Chi ha fatto peggio è stato lo staff medico della Nazionale: il comunicato su Marchisio oltre che sbagliato nella diagnosi è stato intempestivo. Se Marchisio si fosse fidato di loro sarebbe andato sotto ai ferri per niente. Ma la cosa peggiore è stato il tentativo di Castellacci di difendere l'indifendibile. Una vicenda - complessivamente - gratuita, evitabile, sgradevole. Temo - con l'aria che tira - non sarà l'ultima .       
 
CALCIOPOLI SENZA FINE. Le sentenze dei tribunali vanno rispettate. Premetto che il sistema italiano non mi piace.  Non mi piace la lunghezza dei processi italiani. E reputo tre gradi di giudizio, troppi. E' un garantismo strano, quello italiano. La prova principe dell'accusa per Calciopoli è costituita dalle sim elvetiche ( siano state o meno di Moggi ) acquisite ( in Svizzera ) dai carabinieri senza preventiva rogatoria internazionale. Ora provate, negli Stati Uniti, a presentare un mitra ( con le impronte digitali del presunto assassino sul calcio, con il sangue della vittima sulla canna ) ma acquisito senza mandato nel bagagliaio della automobile del killer. Provate a trovare un giudice che conceda di presentare una prova del genere . 
In ogni caso nei  tre gradi di giudizio di Calciopoli, l'assunto iniziale ( associazione per delinquere)  ha retto. Fino alla fine: sia pure perdendo - strada facendo - pezzi importanti dell'impianto. Non sono un esperto in materia giuridica : provo a ragionare alla luce di quanto la Cassazione ha deciso in attesa delle motivazioni della sentenza .

LA CUPOLA - Punto primo : esisteva per gli inquirenti una “ cupola”. Questa cupola ha tramato e frodato. Incerte le modalità, basate su gol annullati o convalidati per millimetrici fuorigioco, su ammonizioni ( “ preventive ? “ ) a carneadi  di nessuna rilevanza tecnica, su telefonate più o meno allusive. La più esplicita di queste telefonate  ( “ Metti Collina “ sussurravamo dall'Inter al designatore Bergamo ) non fu mai presa in esame dagli inquirenti. Nonostante fosse “ marcata “ dai famosi “ baffi rossi “ dei carabinieri addetti alle intercettazioni. Questa cupola tramava anche per conseguire  un potere “ estraneo “ alle attività delle società di appartenenza. Secondo l'accusa anche  per condizionare l'elezione del Presidente Federale.  E fa nulla che l'unica telefonata con elementi di possibile illegalità sia risultata attribuibile proprio a quel presidente, uscito peraltro indenne da Calciopoli. 

Quel presidente si chiama Franco Carrar
o. E qualche giorno fa ha dichiarato che, non i campionati oggetto di Calciopoli  sono stati irregolari, ma quello del 1997-98 ( quello del contatto in area Ronaldo – Iuliano ) decisamente a favore della Juventus . Carraro che dal  1997 al 2001 fu presidente della Lega  se ne accorge- nella migliore delle ipotesi - solo ora. Non coltivò dubbi neppure dal 2001 al 2006 quando dalla Lega si trasferì ( a sua insaputa ? ) alla presidenza della Federazione.

In quel periodo non si accorge che un banchiere vicino a Capitalia ( che mediante Italpetroli controllava la Roma ed era creditrice del Parma ) nonché presidente di Mediocredito ( società di Capitalia azionista di Roma, Napoli, Perugia, Lazio ) nel 2002 si rende protagonista di quanto segue.

In quella stagione la Lazio presenta un passivo di 110 miliardi di lire. Per decreto ( firmato dall'allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi ) la Lazio invece che fallire viene salvata con la possibilità di rateizzare il suo debito in 23 anni .” Non l'avessi fatto avrei avuto la rivoluzione in piazza “, spiegò Berlusconi a “ Porta a Porta “. Cosa fa a quel punto il nostro banchiere, all'anagrafe Franco Carraro  ?  Come presidente di Mediocredito garantisce la ricapitalizzazione. Poche  ore dopo come presidente della Federazione certifica l'iscrizione della Lazio al campionato. Questo era il calcio di quelle stagioni. 

Punto secondo: nei vari gradi di giudizio è stato certificato che nessuna partita è stata truccata o alterata.   

Punto terzo: molti arbitri sono stati assolti. Per alcuni è scattata la prescrizione. Tutti tranne uno : De Santis per due gare ( Bologna – Fiorentina  e Lecce – Parma ) . 

La cosa inaccettabile ( per un cittadino ) è che dopo un processo durato nove anni, per il quale lo Stato ha speso fiumi di denaro, dei 54 iniziali imputati, uno solo ( De Santis ) risulti colpevole. Alla Cassazione veniva chiesto-immagino- se quel processo fosse stato condotto in modo regolare. E' stato  regolare un processo nel quale sono state presentate dall'accusa solo 40 telefonate sulle oltre centomila a disposizione ? Intercettazioni messe nella disponibilità delle difese con pregiudizievole ritardo e sbobinate a spese  degli accusati ? 
UN PROCESSO EQUO ?  - La legge non la fanno i magistrati. Ma la lunghezza del processo, i rinvii per i motivi più surreali  (persino la ricusazione da parte dei pm del presidente del collegio giudicante ) sono a carico del sistema. Ergo anche dei magistrati. Quella ricusazione fu formulata con l'assenso del procuratore capo di Napoli, Lepore ? Probabile. Quel Lepore che in una recente intervista ha detto : “ Se avessimo avuto a disposizione le telefonate, una società milanese se la sarebbe vista brutta “ . Ma le avevano, quelle telefonate.  Quelle telefonate “ dimenticate “ nonostante i “ baffi rossi “  per le quali il carabiniere Auricchio capo del pool investigativo si trincerò in aula dietro ad una serie di imbarazzanti “ Non ricordo “. Di quelle telefonate resta una relazione confezionata a tempo scaduto dal procuratore federale Palazzi  ipotizzante per l'Inter l'illecito sportivo. Ipotesi di reato prescritta e mai portata davanti al tribunale federale.  

PILATO, CHI ERA COSTUI ?  Sull' ultimo atto di Calciopoli aleggia la sindrome di  Pilato. Che cioè non sia spiaciuto alle toghe applicare ( come peraltro era loro dovere )  la prescrizione . Le motivazioni della sentenza potranno chiarire . 
Per leggere gli incartamenti la Suprema Corte aveva chiesto 60 giorni supplementari. La lettura   deve essere stata superficiale se gli ermellini hanno consentito in apertura di  requisitoria al Pg Gabriele Mazzotta di propinare la leggenda metropolitana del  
Luciano Moggi “ condannato “  per minacce nei confronti dell'arbitro Paparesta . 
Per quel ” millantato credito “ di Moggi, la Procura di Reggio Calabria. a suo tempo archiviò l'indagine .
Forse i supremi giudici avrebbero potuto anche chiedere conto della sparizione dei filmati dei sorteggi ( prove dell'accusa ) sostituiti con fotogrammi poi risultati” taroccati “ .  
La sensazione è che persino la Suprema Corte non abbia potuto sottrarsi alla suggestione del “ sentire popolare “. Lo ammise uno dei giudici della  Corte Federale ( Sandulli )  quando spiegò la celerità del processo che con la perdita di due scudetti spedì in serie B ( con pesante iniziale penalizzazione ) la Juventus.
 
PARENTESI - Che cos'è il “ sentire popolare “ ? E' : la Juventus ruba. A prescindere. E' la gogna mediatica. E' il gol manipolato alla moviola di Turone e spacciato per regolare. E' Paparesta chiuso da Moggi nello spogliatoio. E' Maurizio Crozza che fa uno sfondone alla Kazzenger attribuendo alla Juve i Rolex regalati agli arbitri. Crozza : i Rolex agli arbitri a Natale li mandava la Roma di Sensi . Conoscevo la sterminata tribù dei comici interisti. Ma se adesso ci si mettono anche i doriani, davvero non c'è speranza . Diciamoglielo, dai : viperettisticamente .Chiusa parentesi. 
   
QUEL NAPOLETANO DI KAFKA - Nove anni di processo, una sola condanna. Ma soprattutto ( in attesa delle motivazioni) assenza di chiarezza . L'associazione per delinquere ci fu. Ma le partite non furono truccate. Gli arbitri ( tranne De Santis) assolti o prescritti. Un mistero.
 
Alcuni presunti rei, assolti. Altri colpevoli ma ( grazie alla prescrizione ) non perseguibili. Gli innocenti ( penso a Bertini e Dattilo ), innocenti ma con l'opacità di quel “ sentire popolare “ che tutto tritura . Kafka è ancora vivo e parla in dialetto napoletano. 

CHE FARA'  AGNELLI? - Dopo nove anni Calciopoli, chiusa dal punto di vista giudiziario, resta aperta per - mai chiarite - zone d'ombra e per la disparità di trattamento nelle sanzioni comminate in sede sportiva. Dopo le motivazioni, immagino che  Andrea Agnelli deciderà cosa fare. Cosa vuole è noto. Vuole 443 milioni di euro dalla Federazione per danni. Vuole la riapertura del processo sportivo. Vuole la  riconsegna dei due scudetti vinti sul campo e cancellati a tavolino . Ma soprattutto vuole la revoca di quello attribuito via fax all'Inter. Quindi Calciopoli continuerà.  

Ci vorranno decenni prima di capire quali sollecitazioni ci siano state da parte della politica e della finanza. In quali faide famigliari si sia irrobustita. Ci vorranno gli storici. E forse qualche rivelazione : di chi sa. La storia del Parma ( e prima del Parma, della Fiorentina di Cecchi Gori ) avrebbe potuto essere la storia di tante altre società. C'è chi ( per decreto politico  ) ha avuto la possibilità di rateizzare in 23 anni i propri debiti .

Sono persuaso che Moggi, non fosse Madre Teresa. Di lui l'Avvocato disse : “ Lo stalliere del re deve conoscere tutti i ladri di cavalli “. Moggi era bravo, spregiudicato e potente. Troppo potente.    
Ripetutamente ha dichiarato di telefonare ai designatori ( cosa , allora lecita e che tutti facevano ) per “ difendersi “. Per difendersi da chi ?  

MOGGI E GLI ALTRI - La Storia  avrà molti capitoli da approfondire . Perché , c'era Luciano Moggi . Ma c'erano anche gli altri .  Quelli che usavano lo “ spalmadebiti “  ( escluse Juve e Samp prima che la cosa fosse proibita per sentenza europea ) drogando di fatto i bilanci . 
Quelli che producevano passaporti falsi per i giocatori.
 Quelli che producevano fidejussioni false e egualmente venivano iscritti al campionato.
 Quelli che pagavano in nero i calciatori su banche estere.
 Quelli che  presentavano la documentazione fuori tempo massimo ed egualmente venivano iscritti al campionato . 
Quelli che a Natale regalavano Rolex agli arbitri e agli assistenti. 
Quelli che usufruendo di una norma generale ( extracomunitari ), se ne avvalevano, cambiando a quattro giornate dal termine le regole del torneo.
 Quelli che incendiavano i cassonetti, fermavano i traghetti, assediavano la sede della Federazione a colpi di molotov e non venivano puniti .
 Quelli che beccati con una valigia di dollari per comprare una partita, sorprendentemente evitavano la radiazione. 
Quelli che- in palese conflitto d'interesse- avevano partecipazioni in più di una società. 
Quelli che esplicitamente facevano ai designatori il nome dell'arbitro che desideravano dirigesse la loro squadra.
 Quelli che di società- pur lecitamente- ne avevano ( in diversi campionati ) anche tre. Ma per le quali transitavano, in truffaldina plusvalenza, improbabili calciatori. 
Quelli che violando la clausola compromissoria si rivolgevano al Tar. E che invece di essere squalificati dalla giustizia sportiva, ottenevano che i campionati fossero rivoluzionati . Le 20 squadre il calcio italiano le deve ad un bancarottiere a lungo latitante ai Caraibi. 
Quelli che dopo aver sospeso una gara per 80 minuti, la facevano riprendere mutando la natura della competizione : da terrestre ad acquatica .
 Quelli che a notte inoltrata, entrando da una porta di servizio di una trattoria discutevano con un oste addetto agli arbitri : verosimilmente non di olio e salumi .
 Quelli che ogni lunedì ricevevano in sede un arbitro in attività .  
Il campionario degli orrori sarebbe lungo ( farmaci leciti e illeciti , compresi ). Mi fermo qui . La  storia è complessa. E inevitabilmente parte da lontano. La Juve del Quinquennio prima della rottura del senatore Agnelli con il Duce ( che per “ disprezzo “ si presentò alla Fiat su una splendida Alfa Romeo )  era in odore di “ protezione “ politica . L'Inter di Angelo Moratti  che era sostenuta dal quotidiano di Enrico Mattei per tre stagioni di fila non subì un rigore . E il termine “ sudditanza psicologica “  fu coniato da un dirigente federale dopo uno scandaloso Venezia – Inter  finito con la vittoria dei milanesi . 

IL “MILES “ TAVECCHIO - Calciopoli finita?  Si è espresso l'attuale presidente Tavecchio ,definendo la richiesta di risarcimento della Juventus “ una lite temeraria “ . Termine usato in giurisprudenza. Una “ illuminazione “ : forse acquisita dopo l'accensione dei led del centro di formazione sportiva di Reggio Calabria. Tavecchio forse sarà “ impresentabile “. Ma gli va dato atto che nella cura degli affari sa “ presentarsi “ bene. E molto spesso. Calciopoli finita con la sentenza della Cassazione ? No : continuerà in altre aule. Troppo abnorme la disparità di trattamento tra chi è stato punito e marchiato e chi ( anche dal punto di vista mediatico ) ha goduto dell'impunità . Andrea Agnelli lo sa. Dovesse cedere alle minacce ( o alla bonarietà  a giorni alterni del miles gloriosus Tavecchio ) si ritroverebbe con i tifosi in rivolta.

IL VANGELO DI MATTEO - Ha fatto male Luciano Moggi a definire Calciopoli uno “ scherzo “ . Condivido Xavier Jacobelli. Non lo è stato. Per nessuno . Ma intuisco  la “ grana “ del pensiero dell'ex DG della Juventus. Ha annunciato che andrà al tribunale dei diritti umani di Strasburgo per tentare di farsi cancellare la radiazione. Avesse rinunciato alla prescrizione, la sua posizione presso la pubblica opinione - presumo - si sarebbe rafforzata: molti tifosi attendevano quel gesto. Molti tifosi sono rimasti delusi e a questo punto su di lui dubbiosi. Continua Moggi a proclamarsi innocente. Ma forse una serena autocritica ( in attesa del libro “ bomba “ che ha promesso ) gli gioverebbe. Magari in quel libro potrebbe finalmente produrre copia del contratto inviatogli da Massimo Moratti. E che Big Luciano assicura di custodire in cassaforte. Calciopoli, anche per lui- in ogni caso-  continua .  

Dunque non resta che aggiornarci :  al prossimo scandalo, alle prossime rette parallele, al prossimo campionato “ farsato “. Al prossimo concerto per violino . Gli scandali sono fisiologici. Parola del Vangelo : “  Necesse est  enim ut eveniant scandala, verumtamen vae homini, illi per quem scandalum venit “.
Il latino non è brillante ma è di Matteo (  18, 7 ) : “ E' necessario infatti che avvengano scandali, ma guai a colui per causa del quale avvengano “ . 

Moggi è un credente devoto a Padre Pio : per i suoi peccati - quali siano o siano stati - presumibilmente ha ricevuto l'assoluzione. Tenderei ad escludere che a Pietralcina pratichino la prescrizione.